Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Torino, Cairo ha vinto: la contestazione si spegne e il presidente può continuare a regnare

autore
Elena Rossin
Fonte: Elena Rossin
Oggi alle 14:30Primo Piano
autore Elena Rossin
24.10.2026 14:30Primo Piano
Dai successi della squadra al ritorno dei tifosi allo stadio, fino alle questioni ancora aperte sul Grande Torino e sul Filadelfia: perché, dopo 21 anni di gestione Cairo, il Toro non è mai tornato stabilmente ai vertici.
www.imagephotoagency.it
www.imagephotoagency.it

Cairo ha vinto: buona parte dei tifosi sono tornati allo stadio, la contestazione si è quasi dissolta e lui può continuare a regnare tranquillo sul Torino.

Di sicuro Cairo lo aveva previsto: è intelligente e sa come smuovere le situazioni, anche quelle a lui decisamente sfavorevoli, andando a incidere su chi non lo vorrebbe più padrone del Torino.

La Curva Maratona, di sicuro senza molti tenuti fuori dai DASPO, ormai non contesta quasi più il presidente Cairo. Certo, qualche «vaffa» e qualche sparuto coro che lo invita a vendere il Torino e ad andarsene vengono intonati, ma nulla più.

I meriti di Abate e il ritorno dell'entusiasmo granata

Una grande mano gliel'ha data Abate che, pur fra tante difficoltà, è riuscito a creare un gruppo squadra puntando anche sul senso di appartenenza, sullo spirito Toro e sulla necessità di ridare entusiasmo ai tifosi.

Per carità, non solo Abate, perché, ad esempio, anche nello scorso campionato, quando i tifosi erano in sciopero e la maggior parte di loro non entrava allo stadio nelle partite casalinghe, era tutto un ripetere, da parte di allenatori e giocatori, quanto fosse importante il supporto dei tifosi allo stadio. Questo ha avuto il suo peso.

L'importanza dei tifosi è stata ed è messa molto bene in primo piano, in particolare in questa stagione, visto che il tifo organizzato aveva deciso già a luglio che sarebbe tornato allo stadio. E questo era proprio quello che voleva Cairo, per far sì che la contestazione nei suoi confronti diminuisse.

Ora che la squadra ha incominciato a ingranare, con tre partite consecutive vinte — cosa che non accadeva dal periodo a cavallo tra febbraio e marzo 2019 —, si è verificato proprio ciò che il presidente aveva previsto tempo fa. Non sono le sue testuali parole, ma il concetto era questo: quando arriveranno le vittorie, la contestazione diminuirà.

Et voilà.

Stadio Grande Torino e Robaldo: i progetti ancora in sospeso

Ma ci sono anche altre questioni aperte. Come quelle relative allo stadio Grande Torino Olimpico, al trasferimento del Museo del Toro al Filadelfia e alla riqualificazione dei due impianti sportivi: il Robaldo, dove si allenano e giocano le giovanili, e lo stadio.

Il tutto rientra in un più ampio piano d'ambito, che coinvolge anche i territori circostanti, come previsto dal protocollo d'intesa sottoscritto dal club granata con il Politecnico di Torino il 24 aprile scorso e finalizzato alla redazione di un progetto di valorizzazione dello Stadio Olimpico Grande Torino e del Centro Sportivo Robaldo.

La collaborazione con l'Ateneo torinese permetterà al Torino FC di elaborare una proposta di partenariato pubblico-privato mediante finanza di progetto, da presentare alla Città di Torino. Tale collaborazione è già valsa la seconda proroga per l'affitto dello stadio Grande Torino, fino al termine di questa stagione sportiva. Senza questa proroga, il Torino non avrebbe potuto iscriversi a questo campionato.

Ancora oggi, a quanto è dato sapere, il Comune di Torino non ha ricevuto alcun progetto di valorizzazione. E infatti il sindaco Lo Russo ha intimato a Cairo di consegnarlo entro il 31 dicembre.

L'esposto alla Corte dei Conti sui rapporti tra Torino FC e Comune

Ci sono poi tifosi come gli avvocati Marengo e Rendina che, per vederci chiaro sui rapporti fra il Torino FC e il Comune, hanno da poco presentato un esposto alla Corte dei Conti regionale.

L'esposto ha per oggetto la verifica dell'eventuale sussistenza di responsabilità connesse alla violazione delle disposizioni di legge vigenti in materia di gestione e concessione di impianti sportivi, nonché di quelle che disciplinano la corretta gestione delle risorse pubbliche, con riferimento allo Stadio Olimpico «Grande Torino».

Filadelfia, il Museo del Toro e i 3,5 milioni promessi da Cairo

Magari, per quel che riguarda la costruzione dell'edificio al Fila che ospiterà il Museo, in attesa di sviluppi da quando i due lotti sportivi sono stati inaugurati nel maggio del 2017, recentemente qualche passo in avanti è stato fatto.

Potrebbe anche essere che, su questo fronte, Cairo stia «cedendo» qualche cosina, visto che proprio in questo periodo ricorrono i cento anni dall'inaugurazione del Fila.

Era il 17 ottobre 1926 quando venne inaugurato lo stadio che sarebbe diventato la culla del Grande Torino, il luogo dei primi scudetti, delle imprese leggendarie e di un'identità che ancora oggi unisce generazioni di tifosi.

Per due volte negli ultimi giorni, oggi e otto giorni fa, il Cortile della Memoria è stato aperto, ma dovrebbe esserlo tutti i giorni, come previsto dallo statuto della Fondazione Filadelfia, sottoscritto anche dal Torino FC nell'ormai lontano 2011.

Per costruire l'edificio, però, vanno reperiti i soldi. Ci vorrà del tempo, così come servirà altro tempo per indire e portare a termine tutto l'iter burocratico.

Una situazione che evidentemente va a tutto vantaggio di Cairo, che aveva promesso di investire nella ricostruzione del Fila, nei due lotti sportivi, la stessa cifra che stanziarono Comune di Torino e Regione Piemonte (sotto forma di mutuo), ovvero 3,5 milioni di euro, mentre invece, tramite la fondazione intitolata alla memoria di sua mamma, ne ha messi soltanto 1.

A questi si aggiunge qualche altro contributo per completare gli spogliatoi e i locali annessi, utili alla squadra: le piscine per il recupero degli infortunati, la stanza per la crioterapia e la sala relax. Il ristorante, invece, è stato pagato dallo sponsor Beretta, mentre anche lo sponsor Suzuki ha contribuito con una somma di denaro, sempre per portare a termine i lavori dei locali destinati alla prima squadra.

I tempi, quindi, si dilatano, anche a causa della grande crisi economica che sta attanagliando il mondo intero.

Nessuna volontà di alimentare la contestazione, ma i numeri parlano chiaro

Sia ben chiaro: nessuno attribuisca a chi scrive cose che non vuole nemmeno sottintendere, tanto meno l'intenzione di negare il valore del supporto dei tifosi, che non per nulla sono il dodicesimo uomo in campo. Né si vuole aizzare la contestazione contro Cairo.

Detto questo, in 21 anni, togliendo pure i primi, visto che Cairo era un neofita nel calcio, e prendendo in considerazione anche soltanto il periodo da quando il Torino è tornato stabilmente in Serie A, dalla stagione 2012-2013, ebbene, da allora il massimo piazzamento in campionato sono stati due settimi posti, nel 2013-2014 e nel 2018-2019.

Quattro quarti di finale in Coppa Italia: 2017-2018, 2019-2020, 2022-2023 e 2025-2026.

Un solo derby vinto, il 25 aprile 2015, e otto pareggi su un totale di 30 partite fra campionato e Coppa Italia.

E in Europa? Un approdo agli ottavi di Europa League nel 2014-2015 e un'eliminazione agli spareggi nel 2019-2020. Tenendo ben presente che i granata, entrambe le volte, ci andarono per defezioni altrui: Parma e Milan.

Ventuno anni di Cairo: manca un progetto per tornare stabilmente in Europa

L'inevitabile conclusione è che non è mai stato portato avanti un progetto per far sì che la squadra tornasse stabilmente, non tutti gli anni ma comunque abbastanza spesso, a disputare le coppe internazionali.

Continui cambi di allenatore, i migliori giocatori ceduti per fare cassa e sostituiti per lo più con altri presi in prestito e difficilmente riscattati, anche quando facevano bene: giusto per fare qualche esempio.

Cairo ha vinto su tutta la linea: chapeau

Onore e merito a Cairo, che è riuscito in un'impresa che sembrava impossibile: vincere su tutta la linea.

Quindi, chapeau.

Fonte: Elena Rossin

Altre notizie