Abate riprende senza 14 giocatori ma con Simeone: missione rinascita
Ricominciare, ma con mezza squadra fuori. Il Toro oggi rivedrà il Filadelfia dopo i giorni di riposo concesso, correttamente, da Ignazio Abate. Il pensiero va all'Udinese in primis e ad un calendario che nel mese di ottobre offrirà diverse occasioni interessanti da sfruttare. La classifica piange, l'attacco pure e certamente lavorare senza 14 giocatori, impegnati a vario titolo con le loro nazionali, non aiuterà il lavoro del tecnico.
Abate riprende senza 14 giocatori ma Simeone c'é
In compenso però tra quelli rimasti a Torino c'è Giovanni Simeone, chiamato a riallacciarsi con la realtà. Un solo squillo, decisivo, contro la Carrarese in Coppa Italia e poi il buio. Non g,li era mai successo, da quando gioca in Italia, di restare a secco così a lungo ad inizio stagione. E così la mente torna ai suoi dubbi estivi, a quella tentazione di tornare in Argentina che poi non si è materializzata.
Scelta sua, non tanto su pressione del club, di vita e di carriera. Perché il figlio d'arte in realtà a Torino si trova bene e con il Torino ha un conto ancora aperto. La fiducia della società c'è, quella di Abate che finora l'ha sempre considerato intoccabile, pure. Ma alla ripresa verosimilmente tornerà Ché Adams, tutti sperano che finalmente Duvan Zapata dia segnali di vita e ci sarà pure un Kulenovic rinfrancato dal suo primo gol pesante in granata.
Missione rinascita per il bomber, il Toro cambia pelle e modulo
Ecco perché il tecnico sta lavorando su un cambio di modulo, passando alla difesa a 4 ma anche a due attaccanti veri, per farlo sentire meno solo e permettergli di rendere di più. Occasioni in realtà ne ha avute, anche a Bologna nell'ultima uscita, sprecandole. Come se la mente al momento non fosse perfettamente agganciata al fisico e per questo la pausa per lui è arrivata al momento giusto. Il Toro ha bisogno di Simeone più di quanto lui abbia bisogno o della squadra. Insieme è più facile.


