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Bianchi sì o no: sarà il tormentone estivo granata?

autore
Elena Rossin
per Torinogranata.it
martedì 21 giugno 2011, 12:04Primo Piano
autore Elena Rossin
21.06.2011 12:04Primo Piano
Il Torino ritiene l'ingaggio del giocatore troppo elevato e Bianchi aspira a giocare in serie A. Fra i contendenti è normale un tira e molla, ma il bene del Toro deve essere messo da tutti innanzi, senza creare querelle destabilizzanti.
Federico De Luca
Federico De Luca

Il gioco delle parti ci sta tutto, avviene in ogni tipo di trattativa e quindi perché non dovrebbe esserci anche fra il Torino e il suo capitano? Le ragioni di entrambe le parti sono vere e condivisibili, ma questo tira e molla potrebbe rivelarsi fastidioso come quei mal di pancia che stentano a passare e che determinano non un dolore acuto, ma un malessere che alle volte, soprattutto se si protrae a lungo nel tempo, è più debilitante di un dolore lancinante, ma di breve durata.

I fatti incontrovertibili sono: Bianchi ha un contratto con il Torino fino al 2013, guadagna 1,9 milioni di euro a stagione compresi i premi, da quando indossa la maglia granata ha realizzato in campionato 54 gol disputando 104 partite (una media di 0,51 gol a incontro), è ben voluto dai tifosi ed è il capitano della squadra. A fronte di tutto ciò ci sono le ragioni sia della società sia dell’uomo prima e del calciatore in seconda battuta. Il Torino ha difficoltà a sostenere l’ingaggio del giocatore, che è molto elevato per una società al terzo anno consecutivo di serie B. Va tenuto ben presente, però, che non è stato Bianchi a costringere il suo datore di lavoro a offrirgli tali emolumenti e quindi è responsabilità della società non aver messo clausole che riducano la cifra dell’ingaggio in caso di permanenza fra i cadetti. Il fatto che il capitano sia il giocatore che, più di tutti gli altri, ha contribuito a realizzare i punti incamerati dal Torino in queste due ultime stagioni di serie B grazie ai suoi gol è una verità assoluta. Non ci vuole un genio per pensare che Bianchi aspiri a giocare in serie A. E’ umano che il calciatore sia poco propenso a ridursi lo stipendio.

Ora, per far si che non diventi un tormentone il fatto che Bianchi resti o meno al Torino, bisogna che prima di tutto Ventura dica chiaramente se le caratteristiche di Bianchi sono compatibili con la sua concezione del gioco del calcio; anche, se non esplicitamente, il mister lo ha già fatto quando ha dichiarato che Bianchi meriterebbe di giocare in serie A. Ma bisognerebbe capire se la rinuncia a Bianchi da parte dell’allenatore è dovuta a ragioni tattiche o per venire incontro alla società, che deve ridurre il monte ingaggi. Fatta chiarezza su questo fondamentale punto, allora dovranno pronunciarsi la società e il calciatore. Se Cairo non ha più intenzione di pagare uno stipendio così alto a Bianchi, dichiari che lo venderà a chi gli offrirà più soldi senza però chiedere lui una cifra, sicuramente questo agevolerà chi vuole comprare, e si garantirà un risparmio sull’ingaggio del capitano, oltre agli euro della vendita. Se Bianchi vuole fortissimamente andare a giocare in serie A faccia di tutto per coronare il suo sogno, magari mediando fra il Torino e la società che è pronta a prenderlo; se, invece, preferisce restare in granata accetti la proposta del presidente di allungare il contratto spalmando l’ingaggio. Però che una cosa sia chiara a tutti: prolungare una convivenza forzata non è fare il bene del Toro e chi si macchiasse di una tale presa in giro alla maglia granata inevitabilmente dovrà pagarne le conseguenze, i tifosi granata non sono fessi e sanno valutare anche le sfumature.

per Torinogranata.it

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