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...con Giovanni IgnoffoTUTTOmercatoWEB.com
martedì 07 luglio 2020 00:00A tu per tu
di Alessio Alaimo

...con Giovanni Ignoffo

“Napoli, bravo Gattuso: ambiente compatto. Benevento, la A era il sogno dal 2008. Vigorito, che entusiasmo! Avellino, io esonerato in modo subdolo e pilotato. Deluso da Di Somma, oggi non lo seguirei”
“Il Napoli? Vedo l’ambiente ricompattato. Gattuso ha fatto ritrovare la fiducia a chi magari con Ancelotti non poteva esprimersi a certi livelli. Gattuso ha saputo far trovare il piglio giusto a tutti. Da questo Napoli mi aspetto continuità. La voglia di fare di questi ragazzi fa la differenza”. Così a TuttoMercatoWeb l’ex difensore azzurro, Giovanni Ignoffo, allenatore dell’Avellino nella prima parte della stagione.

Sorride un po’ meno, invece, la Roma.
“Tante squadre hanno la possibilità di entrare in forma prima di altre. La Roma fisicamente è più strutturata e l’inattività su calciatori meno brevilinei pesa di più”.

Il suo ex Benevento è tornato in Serie A. In B una stagione dominata dall’inizio alla fine.
“Conoscendo la proprietà posso dire che c’è gente lungimirante. La A era il sogno dal 2008 quando abbiamo perso la finale contro il Crotone. Vigorito ha sempre primeggiato, ciò che ha ottenuto è frutto di una programmazione. Quando perdemmo la finale dissero che il presidente non voleva andare in Serie B, parole al vento”.

Che Benevento si aspetta il prossimo anno?
“Remy è un grande calciatore, arriveranno altri pezzi grossi. Il prossimo anno il Benevento farà qualcosa di grande, sarà protagonista”.

E lei, mister? Metabolizzato l’esonero di Avellino?
“No. Macché. Ripenso a tutto ciò che è successo. E ne faccio tesoro perché le esperienze fanno parte del proprio bagaglio. Sono deluso e amareggiato, mi porterò dietro questo stato d’animo perché sono andato via in maniera subdola e quasi pilotata. Eravamo partiti in difficoltà, con una rosa ristretta e in ritardo: non pensavo neppure di passare il turno di Coppa Italia eliminando il Bari. Poi è arrivato un momento complicato dovuto ad un’eccessiva inattività di qualcuno. I ragazzi meritano complimenti e ancora oggi dico grazie a chi mi ha accompagnato in questa avventura. Dal team manager all’ufficio stampa fino ai miei collaboratori”.

Sente anche suo il decimo posto dell’Avellino?
“Una partenza a rilento avrebbe gravato sul percorso del mio successore. Le prospettive erano quelle di partire nel miglior modo possibile e poi arrivare a gennaio, ma poi sono cambiate le idee”.

Da cosa o da chi è rimasto deluso?
“Non mi aspettavo da una persona come Di Somma un trattamento del genere. Certe cose non si fanno neppure al peggior nemico: non avendo un presidente in quel momento lui aveva tutto in mano. E il modo in cui sono stato esonerato mi ha fatto male. Quando sono stato esonerato tanti addetti ai lavori poi mi hanno detto che certe cose da qualcuno avrei dovuto immaginarle”.

Cosa non rifarebbe?
“Gli addetti ai lavori mi hanno fatto i complimenti per quanto svolto. Probabilmente tornassi indietro cercherei di non ricommettere alcuni errori, mi aspettavo di lavorare in simbiosi con il direttore sportivo invece evidentemente alcune cose erano state fatte per farmi del male”.

Tra i vari calciatori ad Avellino s’è messo in mostra Charpentier, che piace in Serie B e potrebbe essere acquistato da un club di A. È pronto?
“È un giocatore con qualità importanti. Può stare in Serie B. Stiamo parlando di un 99, ha tutte le carte in regola per fare bene. Per il tipo di giocatore somiglia ad Henry ai tempi della Juve: veloce e bravo a reggere l’urto con i difensori italiani. Ha le qualità per essere protagonista”.
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