Milinkovic-Savic: "Mihajlovic mi disse che potevo tirare le punzioni, con Conte la vedo dura"
Il portiere del Napoli, Vanja Milinkovic-Savic, ha raccontato il suo percorso e non solo nel corso di un'intervista rilasciata a Dazn: "Se vuoi diventare un portiere di alto livello devi controllare tutto. Nel calcio moderno devi giocare 10-15 metri fuori dall’area, essere sempre dentro la partita e leggere ogni situazione. Io mi sento quasi un difensore centrale aggiunto".
Due battute anche sugli allenamenti dei portieri: "Oggi il portiere lavora tantissimo sulla tattica e sul possesso. Io mi sono sempre divertito coi piedi, dribblavo gli attaccanti. Con le mani posso lanciare a 50 metri, coi piedi cerco sempre precisione e potenza. Mihajlovic ha intravisto in me un talento nel battere le punizioni e mi diede il permesso di provarci in caso me la sentissi. Con Conte la vedo molto difficile (ride, ndr)".
Ma qual è il genere di parata che preferisce Milinkovic-Savic? Questa la risposta dell'ex Torino e SPAL: "Nell’uno contro uno c’è una battaglia mentale. E poi il rigore: lì ti senti un re. La pressione è tutta sull’attaccante, non su di me. Io non disturbo, credo nel fair play".
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