Torino, l'ex Vazquez: "Bisogna fare un reset, porsi un obiettivo e capire come raggiungerlo"
"Ho vissuto qui due anni belli, abbiamo fatto un campionato difficile, con squadre che avevano i migliori stranieri, sono tanti anni che la squadra non ha quella costanza, quello che meriterebbe un club come il Torino. C’è rivalità tra le squadre migliori. Lo ripeto: il Toro avrebbe dovuto lottare per l’Europa in questi anni, sarebbe stato il minimo". Non usa giri di parole Martin Vazquez, in granata dal 1990 al 1992 e tornato a Torino per la celebrazione del cinquantesimo anniversario dell'ultimo scudetto.
Intervistato da Tuttosport, ha detto la sua sulla scelta della curva di disertare lo stadio negli ultimi mesi di stagione: "Non capisco questa distanza tra società e tifosi, penso che bisognerebbe andare insieme perché tutto vada bene, mi sorprende molto, una squadra senza i tifosi non fa strada, i giocatori hanno bisogno di calore e appoggio. Anche perché parliamo di una società storicamente tra le più importanti, anche se questo negli ultimi anni non si nota".
Cairo è alla ricerca di un nuovo allenatore, ma l'ex Real va oltre questa scelta: "Più che un allenatore bisogna fare un reset. Resettare, sedersi e porsi un obiettivo, capire dove si vuole arrivare e come fare ad arrivarci. Non si fa da un giorno all’altro, si fa con le idee e si fa tutti insieme. Se la società fa le cose bene, prende buoni giocatori e ha fiducia in un allenatore e la mantiene, sicuramente può crescere ma bisogna avere un obiettivo".
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