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Ghirelli: "In C tanti stadi obsoleti. Recovery Plan grande opportunità"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
martedì 22 giugno 2021 13:27News
di Vincenzo Piergallino
per Tuttoturris.com

Ghirelli: "In C tanti stadi obsoleti. Recovery Plan grande opportunità"

Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, si è così espresso al convegno organizzato dalla terza serie insieme all'Istituto per la Competitività (I-Com) dal titolo "Oltre la dimensione agonistica. Il ruolo dello sport nel Recovery Plan", in merito al piano di sviluppo degli stadi: "Futuro è la parola chiave in merito agli stadi. La Serie C e i suoi club hanno attraversato un momento terribile. Va riconosciuta ai suoi presidenti la capacità di aver tenuto tutto in piedi. Ma adesso vi è bisogno di risorse e programmazione. Per la Serie C la capacità progettuale è l'idea vincente. Per la C il Recovery Plan è un'opportunità: il calcio non è solo agonismo ma una dimensione sociale, ambientale ed economica. I nostri stadi sono obsoleti, questo passaggio è essenziale per il recupero di tifosi. Non posso dimenticare la ricerca sulla generazione Z presentata negli Stati Uniti in cui, per i giovani, "il calcio è solo noia". Abbiamo la sfida di mantenere il calcio come sport più bello e diffuso al mondo. In questo i club di C sono interessati a progetti di riqualificazione e ammodernamento. Cito per brevità Albinoleffe e Sudtirol, con i loro nuovi stadi. Poi ci sono Lucca, Avellino, e Francavilla con i loro progetti completi. E altri club stanno progettando la loro nuova impiantistica. Questo perché ogni euro investito nello stadio ne genera tre. Ma la gestione dello stadio è efficiente se la struttura è di proprietà del club o comunque è data in gestione per un lungo periodo allo stesso club. Uno degli obiettivi, inoltre, è il recupero di aree urbane attraverso le strutture sportive, con grande attenzione per la digitalizzazione e l'ambiente. Stiamo lavorando con la Federcalcio, l'Istituto per il credito sportivo e le altre leghe: vogliamo essere parte integrante di un nuovo progetto del calcio italiano, un progetto funzionale alla riforma. Chiediamo di essere considerati in quanto calcio che fa bene al paese: siamo gente tenace, curiosa, che ha voglia di fare e di scommettere sul futuro. Gli stadi devono tornare a essere ripopolati, abbiamo bisogno di tornare a vivere normalmente".

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, si è così espresso al convegno organizzato dalla Lega Pro insieme all'Istituto per la Competitività (I-Com) dal titolo "Oltre la dimensione agonistica. Il ruolo dello sport nel Recovery Plan", in merito al piano di sviluppo degli stadi: "La Lega Pro ha sollecitato una ricerca accurata sul tema dell'impiantistica sportiva e ha suggerito con una proposta concreta e soluzioni praticabili su come muoversi per il futuro. In FIGC è chiaro da tempo che sono due gli asset fondamentali per il calcio italiano: i settori giovanili e le infrastrutture. Entrambi servono per il rilancio sociale ed economico del Paese. L'Under 21 ha permesso un investimento sulle infrastrutture di 30 milioni di euro. Ma a parte questa microscopica parentesi il quadro è particolarmente poco confortante. Nell'ultimo decennio in Europa sono stati realizzati 153 stadi per un investimento complessivo di quasi 20 miliardi. In Italia ne sono stati realizzati solo tre: Juventus, Udinese e Frosinone, intercettando solo l'1% degli investimenti prodotti in Europa. Sembra quasi non ci sia l'esigenza di nuove infrastrutture in Italia ma non è così purtroppo. Abbiamo stadi con l'età media di 61 anni, una percentuale di posti coperti in B e C intorno al 50%. In Serie A solo il 12% degli stadi utilizzano forme rinnovabili di energia. E sono pochissimi gli stadi di proprietà dei club. La FIGC ha dato vita a piccole prescrizioni nel manuale sulle licenze nazionali che oggi rendono un po' più accoglienti le nostre infrastrutture. Dal 2015 al 2020 il numero dei seggiolini a norma UEFA sono aumentati di oltre il 60%, sono aumentate anche le dimensioni dell'area hospitality, e gli stadi hanno impianti di illuminazione migliori. Abbiamo inoltre messo a disposizione il fondo 'Salvacalcio' per favorire interventi infrastrutturali e abbiamo avuto un ottimo ritorno. Ma sono piccole iniziative: hanno smosso qualcosa ma serve una proposta che generi una forza dirompente. Come la proposta della Lega Pro con il ricorso al Recovery Plan. Senza di ciò corriamo il rischio di impiegare decenni per avere solo piccole sfumature di innovazione all'interno delle nostre infrastrutture".

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