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ESCLUSIVA MN - Gabbia: "Allegri è un fuoriclasse. Parlo a nome del gruppo: siamo tutti con lui, speriamo che possa rimanere"
Oggi alle 17:15ESCLUSIVE MN
di Redazione MilanNews
per Milannews.it

ESCLUSIVA MN - Gabbia: "Allegri è un fuoriclasse. Parlo a nome del gruppo: siamo tutti con lui, speriamo che possa rimanere"

Siamo nella fase finale della stagione, quella in cui si decide tutto. Il Milan arriva da quattro sconfitte nelle ultime sette di campionato, ma è comunque terzo in classifica e pienamente padrone del proprio destino: l'obiettivo Champions League, dichiarato con fermezza da Allegri ad inizio stagione, è ancora ampiamente alla portata.

Momento di campo e fuori, il futuro di Allegri e la sua grande importanza per la squadra: la redazione di MilanNews.it ha intervistato in esclusiva Matteo Gabbia, uno dei senatori dello spogliatoio rossonero, discutendo di questo e tanto altro. Di seguito tutte le dichiarazioni del difensore italiano, ormai prossimo al rientro in campo dopo aver recuperato dall'operazione subita ad inizio marzo.

Come stai? Coincidenza o no: no Gabbia, no party…

"Sicuramente sto meglio. Ho affrontato un periodo abbastanza difficile, anche perché è stata la mia prima operazione, è stato un conoscere anche il corpo in questo periodo dove sono migliorato sotto alcuni aspetti della gestione del mio fisico. Devo ringraziare tanto lo staff, i fisioterapisti e tutte le persone che mi sono state vicine. Sono state importantissime per me, sono state come una famiglia e ci tengo a dirlo oggi. Hanno fatto un lavoro incredibile e li ringrazio. In queste ultime settimane i risultati non sono stati dei migliori, ma dobbiamo essere bravi e consapevoli che la stagione non è assolutamente finita e che abbiamo davanti un momento importante per concludere al meglio questa annata".

Come ti spieghi il calo delle ultime settimane?

"Io credo sia stato un misto di cose. In un anno ci sono dei momenti in cui si può andare più in difficoltà e i risultati non arrivano più come in precedenza. Bisogna essere bravi a rimanere lucidi e calmi e avere quella forza che hanno i grandi campioni, e con grandi campioni intendo come il mister. Dobbiamo avere fiducia nel lavoro che abbiamo fatto e che stiamo facendo, sono sicuro che questa cosa qui ci aiuterà a uscire da questa parentesi negativa per tornare a fare quello che abbiamo fatto per gran parte di quest’anno".

Dopo lo scorso anno molto negativo, quanto sarebbe importante tornare subito in Champions League?

"È fondamentale. Lavorare e riuscire a centrare questo obiettivo è l'ossessione di tutto il gruppo. Dobbiamo avere questo obiettivo nella testa e raggiungerlo tutti insieme. È fondamentale che il Milan sia in Champions League, l'anno scorso è stato molto negativo, è giusto ricordarci quanto abbiamo sofferto qui a Milanello, non solo noi giocatori. Non dobbiamo mai dimenticare quello che abbiamo passato per riuscire ad avere ogni giorno la forza di fare meglio per raggiungere l'obiettivo".

Quanto differenza fa avere con voi un allenatore come Allegri?

"È un fuoriclasse, tutti lo pensiamo all'interno del gruppo. Ha una gestione dei momenti, belli o brutti, incredibile. Sa sempre che corde toccare, poi sta a noi che scendiamo in campo cercare di assimilare le sue richieste, ma è stata una figura importantissima quest'anno. Tutto il gruppo è contento, siamo molto felici con lui e con il suo staff".

Si parla tanto del suo futuro in questi giorni. Quanto vorresti la sua permanenza al Milan?

"È il desiderio di tutta la squadra, non lo penso solo io. Ora parlo a nome di tutto il gruppo: siamo tutti ultra felici del mister e speriamo che possa rimanere con noi per moltissimo tempo. Ora però la cosa più importante sono i risultati che determinano tutto. Dobbiamo seguirlo e fare tutto al 100%, poi tutto andrà per il verso giusto".

Si parla tanto di moduli, ma Rabiot ha parlato anche di atteggiamento dopo l'Udinese...

"Ci sono state tante chiacchiere sul modulo che sono arrivate da fuori, ma poi bisogna sempre capire chi dice le cose e perché dice determinate cose. Noi siamo con il mister a 360 gradi. Se ci dice di giocare 1-9, 9-1 o 8-2, noi cerchiamo di farlo al meglio. Noi dobbiamo solo pensare a fare il meglio possibile e avere la lucidità e la forza di seguire i suoi dettami che ci hanno portato a tante cose positive quest’anno”.

Vi hanno fatto male i fischi di San Siro dopo la sconfitta contro l'Udinese?

"Dal pubblico abbiamo avuto sempre grande sostegno, ci sono state serate bellissime sia in casa che in trasferta. È chiaro che quando perdi una partita come quella di domenica scorsa è anche normale che ci fischino. Sono d'accordo con Rabiot quando dice che chiunque fosse stato sostituito avrebbe ricevuto quel trattamento, non erano indirizzati solo a Rafa. Non è qualcosa di individuale, ma quando subiamo dei fischi è una cosa di squadra. Noi dobbiamo cercare di portare sempre i tifosi dalla nostra parte. Quest'anno abbiamo sempre visto il loro sostegno, siamo la squadra con maggior numero di tifosi durante le partite, non possiamo fare altro che ringraziarli, cercare di mettere sempre il cuore in campo per renderli orgogliosi".

Aver perso il treno scudetto ha inciso sulla testa della squadra?

"Non so se questa lettura può essere o meno corretta. In un anno ci sono momenti in cui sei più o meno brillante e si creano situazioni che magari coincidono col momento in cui la prima della classifica si stacca un po’. Ma la situazione è questa, non dobbiamo continuare a pensare a quello che poteva essere o pensare a come poteva andare una certa partita, dobbiamo pensare solo a cosa fare da qui alla fine".

Cosa ti porti dietro dopo un anno a lavorare con uno come Luka Modric?

"Mi porto dietro la sua grandezza. È un giocatore incredibile e una persona eccezionale, ha la grandezza del campione in ogni comportamento e atteggiamento, nella dedizione che ci mette negli allenamenti e nelle partite, nella voglia di migliorarsi che ha, nel non accettare di fare un errore, lui che già sbaglia pochissimo e che ha vinto tutto. Ha una passione incredibile. Mi auguro con tutto il cuore che possa rimanere con noi perché è un giocatore fantastico e una persona ancora migliore. Siamo contentissimi, il Milan mi ha dato la possibilità di giocare con un campione così, una cosa che in pochi hanno avuto la fortuna di avere in carriera: io posso dire di avere giocato con un fenomeno eccezionale".

Hai detto che non sai perché arrivino certe critiche da certi ambiti, soprattutto rivolte ad Allegri. Quanto vi dà fastidio che lui venga bersagliato in maniera così sistematica?

“A me non è che tocchino più di tanto, bisogna sempre dar peso a chi dice determinate cose. E di conseguenza noi, che lavoriamo con lui ogni giorno, riusciamo a capire quelli che sono i suoi pregi ed il perché ha avuto la carriera che ha avuto. Perché non è mai un caso se un allenatore vince quello che ha vinto, o uno staff raggiunge determinati obiettivi. Noi ce lo godiamo, abbiamo la fortuna di averli con noi e di conseguenza non ci tocca più di tanto quello che si dice fuori. Noi siamo orgogliosi di averlo con noi e siamo felici, poi abbiamo la lucidità di capire chi dice determinate cose e perché, anche”.

Hai vissuto un po’ tutti i Milan degli ultimi anni, compreso quest’ultimo Milan che ha avuto una continuità tecnica con Pioli. Poi ci sono stati diversi cambi fino ad arrivare ad Allegri. Quanto sarebbe importante un percorso ancora col mister?

“Sicuramente sarebbe fondamentale dar seguito. È normale che quando si cambia c’è sempre un momento dove bisogna conoscersi, dove bisogna capire le abitudini, capire oltre al giocatore anche la persona. Sicuramente avere un periodo più lungo fa sì che si inizi con una conoscenza diversa, con un rapporto oltre che di campo anche di fiducia personale diverso. Secondo me sarebbe bello e importante. Il calcio, come dico sempre, dipende tanto dai risultati. Quindi onestamente è anche la partita di domenica, riuscire a fare un gran bel risultato e sicuramente tornare sulla nostra strada”.

Cosa ha di speciale mister Allegri?

“Lui ha capacità e la lucidità di capire i momenti. Nei momenti negativi sa quando deve entrare duro e quando invece deve smorzare la situazione, cosa fare nei momenti di tensione… Ha la capacità di non far mai sentire la squadra in quel momento lì inferiore, fa sempre rendere tutti al massimo. La preparazione della partita mi ha onestamente sorpreso. L’avevo già detto, lui la maggior parte delle volte, quando prepara la partita, ci dice delle situazioni che poi effettivamente vanno a ricrearsi durante la gara perfettamente come ce le ha dette. Di conseguenza ci sono molte situazioni dove, anche col modo di lavorare, ti sorprende sempre di più”.

Cosa puoi raccontarci, che noi non percepiamo, di come lavora Allegri con il suo staff?

“Onestamente non ti saprei dire esattamente cosa la gente non capisce, non leggo più di tanto quello che c’è fuori. Ma penso che sia anche normale. Da fuori a volte è difficile percepire le piccolezze o le cose che ho citato prima. Quando si ha un rapporto personale, un rapporto di lavoro vero, quotidiano, lì si ha la reale percezione di quello che vale una persona”.

Quanto è importante vincere a Verona? È l’unica cosa che conta in questo momento…

“È fondamentale, è una partita importantissima che in questa settimana stiamo cercando di preparare davvero al meglio. Stiamo lavorando bene e tanto. È una partita che andrà presa nella maniera giusta, senza avere minimamente il pensiero che possa essere facile perché il Verona è una squadra viva, che in parecchie partite ha raccolto anche meno di quello che meritava. Per ultima mi viene in mente quella con la Fiorentina, dove ha perso ma ai punti era quasi più il Verona che meritava, almeno di fare un gol. Una squadra viva, che va presa nella maniera giusta. Noi dovremo essere attenti, bravi, uniti, da squadra, per cercare di portare a casa i tre punti che in questo momento, e come sempre, sono la cosa più importante”.

Per te, a livello personale, è stato un anno molto bello tra matrimonio e il prossimo arrivo di tua figlia…

“Sicuramente è stato un anno bellissimo, oltre che dal punto di vista sportivo: dico sempre che per me è un orgoglio vestire questa maglia. Ma anche da un punto di vista personale onestamente, tra matrimonio e adesso aspettiamo una bambina… Tra poco dovrebbe nascere. È tutto molto bello, di conseguenza spero che intanto vada tutto bene negli ultimi momenti di questa gravidanza per mia moglie e per la bambina, e che alla fine anche qui riusciamo a concludere tutto nella maniera corretta l’anno per far sì che sia un momento bello a 360 gradi e che mi possa godere così una bella estate con mia figlia”.

La difesa a 3 vi ha ridato tante certezze e sicurezze. Fino a poco tempo fa siete state una delle squadre che aveva subito meno gol in Europa:

“Penso che sicuramente il motivo un po’ sia quello, ma mi attacco anche al discorso di Adrien. Nel senso che ho letto quello che aveva detto, è qualcosa di vero. Quando giochiamo siamo uniti, cattivi, sempre tutti a sputare sangue fino all’ultimo secondo e senza queste cose diventa tutto molto più difficile, a prescindere poi da quello che può essere il modulo. Conta quello che abbiamo dentro, quello che mettiamo nel campo: quando arriviamo in partita fa la differenza. L’unica cosa che dobbiamo fare domenica è questa”.

di Antonio Vitiello e Pietro Mazzara.