Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / udinese / Primo Piano
Udinese mediocre e il Sassuolo ne approfitta: bianconeri prigionieri dei propri limiti
Oggi alle 14:37Primo Piano
di Stefano Pontoni
per Tuttoudinese.it

Udinese mediocre e il Sassuolo ne approfitta: bianconeri prigionieri dei propri limiti

L’Udinese si conferma prigioniera dei propri limiti. Dopo un primo tempo chiuso in vantaggio grazie alla perla di Solet, i bianconeri si sciolgono nella ripresa e consegnano la partita al Sassuolo, che nel giro di due minuti ribalta tutto e passa al BluEnergy Stadium per 2-1.

E dire che l’avvio lasciava presagire altro. Il gol di Solet, difensore trasformato in incursore, era stato il simbolo di un’idea chiara: coraggio, iniziativa, personalità. Palla recuperata sulla trequarti, progressione potente, tiro di punta all’angolino. Un lampo in una prima frazione non memorabile, ma comunque gestita con ordine, con il Sassuolo tenuto lontano dalla porta e incapace di creare veri pericoli.

Poi, come troppo spesso accade, l’Udinese si è spenta. Rientrata dagli spogliatoi senza intensità, senza fame, con ritmi abbassati e linee troppo lunghe. Il Sassuolo ha capito subito l’aria che tirava e ha iniziato a spingere. Al 57’ Laurienté firma il pareggio con una giocata di qualità, chiudendo un’azione rifinita dal tacco elegante di Pinamonti. Nemmeno il tempo di riordinare le idee che, due minuti più tardi, lo stesso Pinamonti colpisce di testa su assist di Garcia e completa il sorpasso.

Due colpi, due minuti, partita ribaltata. E l’Udinese? Assente. Lenta nelle reazioni, fragile mentalmente, incapace di cambiare ritmo quando la gara lo richiede. È la solita storia: un tempo giocato, uno regalato. Una squadra che quando deve fare il salto resta invece aggrappata alla sua mediocrità.

Nel finale arriva anche l’illusione del 2-2 con Bertola, ma il VAR annulla per un tocco di mano precedente. Un segnale quasi simbolico: quando l’Udinese prova a riacciuffarla, è già troppo tardi. Da lì in avanti, più confusione che lucidità.

Al triplice fischio partono i fischi del pubblico. Giusti, inevitabili. Perché perdere può capitare, ma farlo così, dopo essere passati in vantaggio e senza dare la sensazione di voler davvero chiudere la partita, pesa. Pesa perché era un’altra occasione per provare a guardare un po’ più in alto. Pesa perché il Sassuolo, in piena corsa salvezza, ha dimostrato più fame, più cattiveria, più convinzione.

L’Udinese resta lì, nel limbo. Capace di colpi contro le grandi, ma altrettanto pronta a spegnersi contro avversari alla portata. E finché non cambierà questa mentalità, resterà ancorata alla sua eterna, frustrante mediocrità.