Udinese, Inler: "Vogliamo fare un gran finale di stagione, stiamo lavorando molto sull'aspetto mentale"
Gokhan Inler, direttore dell'area tecnica dell'Udinese, ha parlato ai microfoni di TV12 per fare il punto della situazione in casa bianconera. Queste le sue parole: “Certo, come ha detto anche il mister, le somme si tirano alla fine. Anche quest'anno siamo lì e non dobbiamo ripetere il finale di stagione dell'anno scorso. Anche i ragazzi ne sono consapevoli. Ora sono otto finali, tutti devono dare il massimo, io sono pronto, loro sono pronti, ora devono dare il massimo in queste otto partite”.
Avete preparato qualcosa di diverso rispetto alla passata stagione?
“Stiamo lavorando con il mister per migliorare la squadra sull'aspetto mentale, parliamo sempre con i ragazzi e vogliamo tenere la tensione alta. Poi dal punto di vista tattico e tecnico non dobbiamo avere troppi infortuni, ultimamente abbiamo perso ragazzi importanti per noi, però ci sono ragazzi che hanno voglia di dimostrare e per chi ha giocato meno in queste otto partite ci potrebbe essere più spazio”.
Kristensen come sta dopo l'acciacco patito con il Pordenone?
“Lo stiamo valutando giorno per giorno, domani lo vedrò, non è un problema grave. Questo è già positivi. Ora con i fisioterapisti lo stiamo monitorando e l'obiettivo è metterlo in moto già lunedì con il Como”.
Quanto preoccupa fare la Pasquetta senza Davis?
“Sono molto contento per Davis, quest'anno è cambiato tantissimo a livello di testa e a livello di fisicità, sta lavorando tanto. Dobbiamo fare una grande partita anche però senza di lui, ci sono altri ragazzi pronti a dare il massimo, chi scende in campo deve dare il 2000%”.
Cos'è cambiato tra l'epoca in cui giocavi tu e questa?
“Magari prima c'era un po' meno tecnologia, però l'Udinese è sempre stata all'avanguardia. Abbiamo tanti ragazzi fisici e in Serie A la fisicità è importante, dobbiamo poi stargli dietro e spiegargli le cose, non basta essere in Serie A per considerare l'obiettivo raggiunto, bisogna mantenere il focus e alta la concentrazione. Noi scendevamo in campo per vincere sempre e dobbiamo sempre mantenere il focus su tutti i fronti”.
In questo momento si sta parlando spesso di Atta, che riceve critiche anche un po' ingiuste, per l'Udinese è giocatore fondamentale:
“Su Atta posso dire che è un grande professionista, mi piace molto perché vive per il calcio. E' lì perché è un giocatore molto professionale. Dopo l'infortunio ha pensato magari anche un po' al non farsi di nuovo male perché sa di essere fondamentale per la squadra. E' un processo, in questo momento sta prendendo anche troppe critiche. Gli sto spiegando alcune cose che riguardano le dinamiche di calcio, importanti quando le cose non vanno come non vorremmo noi o come vorrebbe lui, è un ragazzo che deve dimostrare in campo e che può dare tanto. Se il mister opta per lui per un ruolo diverso può farlo, sta vivendo esperienze nuove e questo lo aiuta a crescere, nel calcio non hai sempre alti, ha bisogno di vedere anche l'altro lato, deve accettarlo e già da ieri, oggi, domani è con il focus sul fare meglio. Per me è un grande giocatore”.
Okoye ultimamente sta crescendo dopo un periodo difficile, su cosa state lavorando?
“Sarebbe da chiedere a lui cosa stiamo facendo (ride ndr). Stiamo lavorando a stretto contatto, un portiere come lui deve sempre giocare ad altissimi livelli. L'importante è parlare anche singolarmente con i giocatori, così si può entrare più nel profondo. Con Maduka è stato così, ogni settimana, con il preparatore dei portieri, con il mister, stiamo lavorando tanto. E' importante dare fiducia a lui, deve dare qualcosa anche in termini di comunicazione, piano piano sta crescendo, è anche andato in nazionale, sa che deve dimostrare in ogni partita. Io gli sto sempre dietro, quando vedo dei segnali nella direzione opposta devo subito indirizzarli perché ci sono ancora 8 partite e voglio fare meglio dell'anno scorso”.
Premettendo che ovviamente le scelte sono di mister Runjaic, ma chi vorresti vedere di più in queste ultime otto giornate?
“Direi Abdoulaye Camara, vorrei vederlo, è cresciuto molto, si allena sempre bene, è capitano della Francia U18. Vorrei vederlo ora in campo, può giocare da 6 o da 8, dipende da come gioca il mister, se a due o a tre, può fare sia la mezzala che il play, in nazionale gioca più in mezzo, però ha fisicità, può andare anche avanti, può essere un po' offensivo. E' ragazzo che ascolta sempre, anche furbo ma ci sta. Penso sia l'unico ragazzo che ancora non ha giocato”.
Contro il Genoa è parsa una squadra un po' impaurita fino al gol del vantaggio:
“Sicuramente a Genova abbiamo tutti avuto la sensazione che ci fosse sofferenza, però quando non prendi gol con le nostre qualità ogni tanto riusciamo anche a sbloccarla. Poi dopo il gol siamo riusciti ad attaccare, trovando anche il secondo gol. Sono stati tre punti d'oro, si vorrebbe vedere un gioco un po' più offensivo ma il calcio è anche difesa, bisogna stare attenti dietro. Chiaramente si vuole costruire, poi però nel calcio si vince facendo un gol in più dell'avversario. Siamo a 39 punti e vogliamo fare ora un grande finale, ci sarà bisogno di tutti, anche dei tifosi”.






