Non è ancora tempo di brillare: Davis manda avanti l’Udinese in Coppa Italia
Il risultato prima di tutto, la condizione arriverà. L'Udinese inaugura la stagione ufficiale con un successo per 1-0 sul Padova e si prende il pass per il turno successivo di Coppa Italia. Decide Keinan Davis al 35', al termine di un'azione manovrata, ma più del risultato a colpire è la fotografia di una squadra ancora inevitabilmente in costruzione.
Una partita tutt'altro che dominata dai bianconeri. Il Padova ha avuto il 53% di possesso contro il 47% dell'Udinese, ha battuto sei corner a uno e completato 466 passaggi contro i 424 dei friulani. L'Udinese, però, ha concesso pochissimo in termini di conclusioni nello specchio: appena due tiri in porta per i bianconeri, nessuno per gli ospiti. Una gara sporca, dunque, nella quale la squadra di Kosta Runjaic ha saputo soprattutto difendere il vantaggio e portare a casa ciò che serviva.
Non è ancora tempo di chiedere brillantezza
Siamo a metà agosto, alla prima partita ufficiale, e l'Udinese arriva da un ritiro nel quale Runjaic e il suo staff hanno lavorato con carichi importanti. È normale, quindi, che gambe e testa non siano ancora quelle che vedremo tra qualche settimana.
Anzi, sotto questo punto di vista, sarebbe quasi preoccupante vedere già adesso un'Udinese al massimo della condizione. La stagione non si decide ad agosto e il lavoro estivo deve avere come obiettivo quello di costruire una squadra capace di reggere il lungo percorso, non di arrivare in forma smagliante alla prima partita ufficiale. L'Udinese, quindi, ha vinto anche senza essere brillante. E in una gara secca di Coppa Italia è esattamente ciò che serviva.
Davis la sblocca, Solet tiene su la difesa
Il gol di Davis è arrivato al termine di un'azione costruita con lucidità: Solet ha trovato l'inglese in area, bravo a muoversi da attaccante vero e a mettere il pallone nell'angolino.
Prima e dopo il vantaggio, però, sono emersi alcuni segnali di una squadra ancora alla ricerca dei tempi giusti. I ritmi sono stati bassi soprattutto nella prima parte e non sono mancati palloni persi che hanno concesso al Padova qualche possibilità di ripartire. Zaniolo ha avuto una buona occasione per il raddoppio sul finire del primo tempo, mentre nella ripresa l'Udinese non è riuscita a chiudere definitivamente la partita.
Qui entra in gioco anche la componente difensiva. Il Padova ha prodotto sei corner, ha avuto più possesso e ha vinto più duelli, 39 contro 32, ma non è mai riuscito a centrare lo specchio della porta. Okoye non ha dovuto compiere parate, mentre Sorrentino ne ha effettuata una.
Tra i singoli, il dato sui duelli difensivi premia soprattutto Oumar Solet: 11 interventi difensivi, con quattro duelli vinti. Palma, invece, è stato il giocatore bianconero con più passaggi accurati, 63.
Ad agosto non servono picchi: serve una base
La Coppa Italia consegna dunque una prima risposta positiva, ma non ancora indicativa del reale livello dell'Udinese. Il test che comincerà a dire qualcosa in più sarà quello con il Como, alla prima giornata di campionato.
Perché da lì in avanti non ci sarà più soltanto da passare un turno: bisognerà iniziare a costruire una classifica, una continuità e soprattutto un'identità. Le prime cinque giornate saranno una sorta di prima fase di assestamento, prima della sosta per le Nazionali. È in quelle settimane che l'Udinese dovrà progressivamente darsi una forma, aumentare il ritmo e trasformare il lavoro del ritiro in prestazioni più convincenti.
Il calendario, in questo senso, lascia poco tempo per prendere le misure. Dopo il debutto, ogni partita contribuirà a definire il volto della squadra e a capire quanto rapidamente i nuovi meccanismi di Runjaic riusciranno a diventare automatismi.
L'1-0 sul Padova non è una dichiarazione di forza, ma nemmeno un campanello d'allarme. È semplicemente una prima tappa. L'Udinese ha mostrato qualche limite fisiologico di una squadra ancora appesantita dal lavoro e non completamente rodata, ma ha anche dimostrato di avere abbastanza solidità per superare un ostacolo che, sulla carta, avrebbe dovuto essere alla sua portata ma che sul campo si è rivelato più complicato del previsto.
Il compito di Runjaic, adesso, sarà quello di far crescere la squadra senza bruciare le tappe. La brillantezza dovrà arrivare, così come dovranno aumentare ritmo, qualità e continuità. Ma non necessariamente adesso.
Il primo obiettivo era cominciare vincendo. È stato centrato. Il secondo sarà arrivare all'autunno, primo vero momento clou della stagione, con un'Udinese riconoscibile, più brillante e soprattutto pronta a capire dove può davvero arrivare.


