Udinese, è notte fonda: il Lecce passeggia al Bluenergy Stadium e vince 3-0. Quinta sconfitta di fila, Runjaic ora rischia
Stefano Pontoni
Al Bluenergy Stadium va in scena una prestazione disastrosa dei bianconeri, incapaci di opporre una reale resistenza a una formazione salentina nettamente superiore per intensità, organizzazione e qualità delle occasioni create. La quinta sconfitta consecutiva certifica una crisi ormai profondissima e apre inevitabilmente interrogativi sul futuro di Kosta Runjaic.
L’approccio alla gara è da incubo. Il Lecce prende immediatamente il controllo delle operazioni e al 12’ trova il vantaggio. Gallo disegna dalla bandierina una traiettoria precisa, Gaspar anticipa Karlstrom e supera Okoye con un colpo di testa. Ancora una volta l’Udinese paga una disattenzione difensiva su calcio piazzato, confermando un problema che continua a ripresentarsi senza trovare soluzione. La squadra di Runjaic avrebbe subito l’opportunità di rimettere in equilibrio la partita. Al 18’ Davis approfitta di un’uscita sbagliata di Falcone, ma spreca una clamorosa occasione a porta praticamente sguarnita. È un episodio isolato, perché il Lecce continua a comandare il gioco e a trovare spazi con impressionante facilità. Al 33’ arriva il raddoppio. Ancora un calcio d’angolo, ancora una difesa bianconera in difficoltà: dopo una serie di deviazioni nell’area friulana, N’Dri si fa trovare pronto sulla linea e accompagna il pallone in rete con il petto. Il 2-0 fotografa perfettamente quanto visto in campo. Prima dell’intervallo i salentini sfiorano ripetutamente il terzo gol. Fatah centra la traversa con una conclusione a giro, mentre Okoye deve superarsi in più occasioni per evitare il tracollo. Geubbels, inoltre, spreca una clamorosa opportunità davanti al portiere nigeriano. Il primo tempo si chiude tra i fischi del pubblico del Bluenergy Stadium, comprensibilmente deluso da una squadra irriconoscibile.
Runjaic prova a cambiare volto all’Udinese con tre sostituzioni durante l’intervallo, ma la ripresa non porta la reazione sperata. I bianconeri tentano di alzare il baricentro, senza però riuscire a costruire una pressione realmente efficace. Al 60’ arriva quello che potrebbe essere l’episodio capace di riaprire la sfida. Piotrowski trova la via della rete, ma l’intervento del VAR cancella tutto per una posizione di fuorigioco. È l’unico vero momento in cui l’Udinese sembra poter rientrare in partita. Il Lecce, invece, continua a creare occasioni. Geubbels e Kaba non riescono a concretizzare altre opportunità favorevoli, mentre Okoye evita un passivo ancora più pesante con diversi interventi importanti. All’84’ Esteban colpisce anche il palo, confermando la netta superiorità degli ospiti. Il definitivo 3-0 arriva all’86’, quando Piotrowski commette un grave errore che permette a Siebert di recuperare il pallone e battere Okoye con una conclusione potente sotto la traversa. È il gol che chiude una partita mai realmente in discussione e rende ancora più pesante il pomeriggio bianconero.
Per l’Udinese è una sconfitta che va ben oltre il risultato. Cinque ko consecutivi, quattro punti dopo sette giornate e una squadra che sembra aver completamente smarrito identità e fiducia. Le assenze continuano a pesare, ma non possono più giustificare una sequenza di prestazioni così deludenti. La fragilità difensiva è ormai strutturale, mentre in attacco mancano idee, velocità e capacità di rendersi pericolosi. Ancora più preoccupante è l’atteggiamento di una formazione che, una volta passata in svantaggio, sembra incapace di trovare le risorse per reagire.
Inevitabilmente, adesso, tutti gli occhi sono puntati su Kosta Runjaic. La società aveva confermato la propria fiducia nel tecnico tedesco anche dopo la sconfitta di Torino, ma la partita contro il Lecce rappresentava un banco di prova fondamentale. La risposta del campo è stata impietosa. Dopo cinque sconfitte consecutive e un’altra prestazione gravemente insufficiente, una riflessione sulla guida tecnica appare inevitabile. La panchina di Runjaic, mai così in discussione, potrebbe diventare il tema centrale delle prossime ore. L’Udinese avrebbe dovuto sfruttare la sfida contro il Lecce per rialzare la testa. Ne esce invece con una certezza ancora più amara: la crisi non è soltanto di risultati. È una crisi di gioco, di personalità e di identità.


