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Udinese-Roma 2-5 ai raggi X: il crollo in 37 minuti nell'ultima di Runjaic

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Alessandro Vescini
per Tuttoudinese.it
Oggi alle 09:23Primo Piano
autore Alessandro Vescini
02.11.2026 09:23Primo Piano
www.imagephotoagency.it
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Ci sono sconfitte che maturano attraverso una serie di episodi e altre che, fin dai primi minuti, mettono a nudo problemi molto più profondi. Udinese-Roma appartiene alla seconda categoria. Il 2-5 finale è pesante, ma non racconta da solo la dimensione delle difficoltà incontrate dalla squadra di Kosta Runjaic, travolta dalla pressione, dalla qualità e dalla capacità della formazione di Gian Piero Gasperini di attaccare gli spazi.

Il parziale di 0-4 maturato nei primi 37 minuti è il dato più eloquente. Non si è trattato semplicemente di una Roma particolarmente efficace sotto porta, ma di una partita nella quale l'Udinese non è mai riuscita a trovare contromisure. La costruzione dal basso è diventata prevedibile, il centrocampo ha perso i duelli e la difesa si è ritrovata continuamente esposta agli attacchi avversari. Ed è forse quel momento che ha convinto la proprietà a cambiare guida tecnica. 

Il secondo tempo ha restituito un risultato meno severo, con le reti di Nicolò Zaniolo e Matteo Palma, ma non ha modificato la sostanza della prestazione. La Roma ha abbassato i ritmi dopo aver costruito un vantaggio larghissimo, mentre i friulani hanno trovato qualche spazio in più senza riuscire a dimostrare di aver risolto i propri problemi strutturali.

La ripresa: reazione bianconera o gestione della Roma?

Le reti di Zaniolo al 50' e Palma al 78' potrebbero suggerire una reazione d'orgoglio dell'Udinese. La squadra ha effettivamente mostrato numeri migliori nella seconda frazione: il possesso è salito al 47,41%, i tiri nello specchio sono stati quattro contro i tre del primo tempo e la precisione nei passaggi ha raggiunto l'83,90%.

Anche gli ingressi dalla panchina hanno portato qualche soluzione in più. Chakvetadze ha dato maggiore vivacità alla manovra, mentre Unai Gomez ha sfiorato il gol all'84' con una conclusione di sinistro terminata a fil di palo.

La lettura dei dati, tuttavia, impone di non confondere il miglioramento statistico con una reale inversione dei rapporti di forza. La Roma, forte del vantaggio di quattro reti, ha progressivamente abbassato i ritmi e gestito le energie. I passaggi giallorossi sono scesi dai 282 del primo tempo ai 261 della ripresa.

Gasperini, dopo la partita, ha fatto riferimento proprio alla stanchezza accumulata dalla squadra, impegnata in un calendario particolarmente intenso. La gestione del vantaggio ha permesso ai friulani di occupare maggiormente il campo e trovare qualche spazio, ma non ha cancellato la differenza mostrata nella prima frazione.

La conferma è arrivata nel recupero. Al 92', Daniele Ghilardi ha trovato la rete del definitivo 2-5, sfruttando un inserimento centrale che la difesa friulana non è riuscita a leggere. Un gol che ha nuovamente evidenziato l'assenza di filtro davanti alla retroguardia e le difficoltà nel mantenere la concentrazione fino al termine della gara.

Il secondo tempo, quindi, ha restituito qualche segnale individuale positivo, ma non ha modificato il giudizio complessivo sulla prestazione. La Roma ha controllato la partita dopo averla indirizzata in modo praticamente definitivo, mentre l'Udinese ha sfruttato gli spazi concessi senza riuscire a cambiare davvero l'inerzia dell'incontro.

Un'eredità pesante per il nuovo allenatore

Il 2-5 contro la Roma ha rappresentato la settima sconfitta nelle prime dieci giornate di campionato e ha chiuso l'esperienza di Kosta Runjaic sulla panchina bianconera. Al di là del risultato, la partita ha lasciato in eredità una serie di problemi che il nuovo allenatore sarà chiamato ad affrontare.

Il primo riguarda l'uscita dal basso. Il giro palla prevedibile tra i tre difensori non ha permesso di superare la pressione avversaria e ha esposto continuamente la squadra al rischio di perdere il pallone in zone delicate. Serviranno linee di passaggio verticali e una maggiore capacità di coinvolgere i centrocampisti nella prima costruzione.

Il secondo problema è la protezione della zona centrale. La mediana non è riuscita a schermare la difesa né a contrastare gli inserimenti degli avversari. Le difficoltà di Miller e Karlstrom hanno evidenziato la necessità di ricostruire distanze e coperture, evitando che i difensori siano costretti a intervenire continuamente in campo aperto.

Infine, c'è da riconnettere il reparto offensivo al resto della squadra. Davis è rimasto isolato, Zaniolo ha dovuto abbassarsi eccessivamente e Ekkelenkamp non è riuscito a incidere. La squadra ha bisogno di maggiore sostegno alla punta e di una struttura che permetta ai trequartisti di ricevere il pallone in zone più avanzate.

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per Tuttoudinese.it

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