Sandro Mazzola: "Il Venezia prese subito mio padre. In laguna pensavo sempre ad altro, con gli occhi cercavo mio padre al Penzo"
Davide Marchiol
Sandro Mazzola, figlio del compianto Valentino ex giocatore del Venezia e leggenda del Torino, è stato raggiunto dai microfoni del Gazzettino in vista di Venezia-Inter. Sandro ha indossato la maglia nerazzurra per tutta la carriera. Queste alcune delle sue dichiarazioni: "Ho perso mio padre quando avevo solo 7 anni, ricordo poco perchè ero piccolino. Mi portava sempre agli allenamenti al Torino, poi a fine seduta mi veniva a prendere, mi portava in campo e facevamo i tiri in porta. Ricordi bellissimi. Dite che a Venezia è considerato il più forte giocatore che abbia mai giocato lì? Cavolo, bello, proprio bello. In laguna per scappare dalla famiglia? Verissimo, la sua era una famiglia strana, volevano che andasse a rubare, perché era svelto a portare via la roba da mangiare, era gente molto povera. A Venezia venne per arruolarsi nella Marina e fare una vita onesta. Venne notato casualmente mentre giocava così, con un pallone non so se di cuoio o fatto di stracci o di carta. Fatto sta che lo vide un osservatore del Venezia, di cui ora non ricordo il nome, e lo portò a fare un provino per il club. Lo presero subito.
Ricordi del Venezia da calciatore?
"Il fatto è che col Venezia non l'ho proprio mai presa. Ogni volta che venivo al Penzo, mi distraevo, mi guardavo attorno, avevo la mente lontana, era una cosa strana: cercavo mio papà, perchè sapevo che quello era il suo stadio, quello dove era nato come calciatore e non giocai mai bene. Ricordo che la prima volta a fine partita ero seduto in spogliatoio in lacrime, l'allenatore venne lì e mi disse dai, non pensare a queste cose. Ma era un'emozione molto particolare, in fondo anch'io sono stato concepito in laguna".


