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VeneziaMestre, stavolta la volontà non basta
domenica 28 novembre 2021, 15:45Editoriale
di Manuel Listuzzi
per Tuttoveneziasport.it

VeneziaMestre, stavolta la volontà non basta

Piove sulla mia sciarpa ormai fradicia. Piove sulle speranze di una nuova impresa arancioneroverde. Piove, risvegliandoci dal sogno delle ultime settimane. Ma è un destarsi dolce, dove non c’è aria di disincanto, ma solo di consapevolezza. Piove ed è una pioggia delicata, sebbene incessante, un rovescio che aspettavamo da tanti, tantissimi anni. E non ci resta che godercelo.

Al cospetto dei campioni d’Italia ed alla formazione più pimpante delle ultime settimane si mostra il VeneziaMestre in versione operaia, ma a differenza delle prime sfide alle big del torneo, i ragazzi di Zanetti non cadono nella frenesia e nell’ansia, provano a seguire i dettami del tecnico vicentino, riuscendo però solo a tratti a privare i nerazzurri del dominio del gioco. L’idea è quella di coprire gli spazi affidandosi ad una coppia difensiva in forma straripante e tentando la sortita offensiva con la velocità di Okereke. Funziona poco però l’armonizzazione delle ripartenze dove Kiyine risulta ancora troppo invaghito della sfera per sfruttare le rare occasioni, mentre Aramu nonostante le poche chance appare di gran lunga il più ispirato. L’Inter spinge e l’Unione fatica a contenere le alternative di gioco avversarie, ma a differenza di Napoli e San Siro il possesso palla dal basso risulta più convinto e sereno nonostante il gran pressing nerazzurro. Il pallone arriva sulla mediana con regolarità ma i frequenti errori tecnici impediscono ai lagunari qualsiasi velleità in alleggerimento. Il colpo del fuoriclasse sblocca il match e per i milanesi la strada si fa in discesa. L’Unione però non perde la bussola, stringe i denti e torna negli spogliatoi in piena partita. E nella ripresa è un nuovo VeneziaMestre. Gli ospiti danno sì l’impressione di poter controllare senza patemi, ma gli arancioneroverdi aumentano di convinzione ed autorità con il passare dei minuti mentre mr Zanetti dà lezioni di coraggio inserendo sempre più uomini offensivi. Il grido della sud scuote i ragazzi in maglia granata ma la voglia da sola non può bastare quando la precisione non è delle migliori negli ultimi trenta metri. Johnsen appare indietro di condizione ed anche gli ingressi di Henry e Forte non aumentano la pericolosità veneziana. La retroguardia nerazzurra è granitica e serve decisamente di più per scalfirla. Ma l’Unione resta nel match, è corta, concentrata e convinta. La consapevolezza dei propri limiti e della propria qualità passa per forza di cose anche per sfide improbe come queste, dove gli avversari sono, semplicemente, di un altro pianeta. Ma non si molla di un centimetro, è tutto un altro VeneziaMestre rispetto a quello spaventato delle prime giornate, è una squadra ed un gruppo che inizia a comprendere come con questa mentalità nulla sia precluso, nonostante delle carenze tecniche che in serate come questa appaiono evidentissime. Ma la crescita di alcuni elementi, in particolare quelli made in Usa con un Tessman apparso in un evoluzione tecnica ed atletica impressionante, lascia ben sperare per quando si uscirà da questo ciclo infernale di partite. La nostra forza è e resta il metodo, o se preferite, il manico. Zanetti ed il suo staff continuano a scegliere le carte giuste per provarci, sembrano mantenere ogni ragazzo al giusto punto di tensione per farsi trovare pronto al momento giusto, e la sensazione è che ogni elemento di questa rosa possa ancora tirar fuori molto di più dalle proprie riserve tecniche.

Si esce ancora una volta da un match impossibile a testa altissima, evitando imbarcate pericolose per il morale e dimostrando di poterci stare alla grande in questa categoria. La strada è ancora lunghissima e lastricata di tranelli, proprio come quella di una tifoseria che pian piano sta riscoprendo l’amore verso la propria città, imparando un po’ alla volta ad accantonare quello verso le big che in questi grigissimi lustri ha fatto da naturale sostituto.. certo ci vorranno anni e tantissima pazienza, ma vivere un Penzo come quello di ieri sera, sentire il proprio cuore battere all’unisono insieme ad altre migliaia di persone, uscirsene amareggiati ma fiduciosi, aiuterà a far innamorare le nuove generazioni a questi colori, proprio come è successo a noi oramai qualche vita fa..

Avanti Unione!

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