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Nsame e Nani, più un rischio che un azzardo calcolato
sabato 21 maggio 2022, 18:55Primo Piano
di Pietro Zaja
per Tuttoveneziasport.it

Nsame e Nani, più un rischio che un azzardo calcolato

Arrivati nel mercato invernale di gennaio, i due nuovi acquisti hanno deluso i propri tifosi. Ecco una breve analisi sulla loro avventura al Venezia...

Un bomber di razza in grado di vincere per due volte di fila la classifica marcatori nel campionato svizzero e la spalla destra di Cristiano Ronaldo con il Portogallo e il Manchester United. In laguna, le aspettative su Jean-Pierre Nsame e Luis Nani erano altissime. Arrivati nella sessione invernale di calciomercato, i due non sono riusciti a soddisfare i propri tifosi. Il blasone di un giocatore che ha vinto praticamente tutto come Nani e le impressionanti statistiche sui gol realizzati dal centravanti ex Young Boys hanno contribuito ad aumentare il fervore del popolo arancioneroverde, in estasi dopo le ufficialità dei due acquisti. Con questi due innesti il Venezia sembrava sulla carta già salvo, ma, a una giornata dal termine della stagione, nei volti di chi ha creduto in loro fin dal primo istante si notano solo delusione e amarezza. I due, non sono mai del tutto entrati nei meccanismi della squadra e non sono mai riusciti ad imporsi. Forse ci si aspettava fin troppo da due calciatori che non potevano dare più di così alla causa veneta. Nel gergo più volgare verrebbero definiti due “flop”, ma va precisato come questo margine d'errore nel mercato era già preventivato dalla società. Se di “errore” si può parlare.

Basti pensare che Nsame era fermo ai box da circa sei mesi a causa di una lacerazione al tendine d'Achille e che Nani, a 35 anni, non è più all'apice della sua carriera. Il portoghese ha già dato molto al calcio e arrivava da un'esperienza nella MLS, campionato ben diverso dalla Serie A per intensità e qualità del gioco. Più che affidargli un ruolo da vero top player della squadra, la società ha deciso di puntare sull'esperienza del classe '86. Un bagaglio di conoscenze sportive e umane che sicuramente hanno contribuito alla crescita di un gruppo squadra giovane e multietnico, che alla fine però non è riuscito nell'impresa di raggiungere la salvezza. Ma chi si aspettava un Nani sempre in campo dal primo minuto e grande protagonista con gol e assist ad ogni giornata, si è illuso parecchio. L'ex Sporting è partito titolare solo in 3 occasioni, mentre è subentrato a gara in corso per 7 volte, per un totale di appena 10 apparizioni. Tra l'altro, appena arrivato, Nani è riuscito anche ad illudere i tifosi con un'importantissimo assist per Okereke, realizzato appena entrato sul terreno di gioco, nella gara pareggiata per 1-1 con l'Empoli. Che esordio! Un inizio scoppiettante, seguito da una parabola discendente nelle prestazioni e nell'entusiasmo che si era creato attorno alla sua figura. D'altronde, non lo ha di certo aiutato la concorrenza molto folta sulla trequarti e sulle fasce. Aramu è l'anima della squadra e i posti alle spalle della punta non sono molti. Zanetti e Soncin hanno anche preferito adattare il loro stile di gioco alle squadre da affrontare, per mettere in campo i giocatori più utili a scardinare le difese avversarie. E Nani non è quasi mai risultato una prima scelta, ma più un'arma da sfruttare a gara in corso.

Discorso analogo per Nsame. Con un Henry sempre più decisivo e un jolly offensivo come Okereke, spesso impiegato anche da falso nove, non ha trovato molto spazio. Una sola presenza da titolare e 10 da subentrante, per un bottino scialbo di un solo assist realizzato. Numeri che parlano di un'avventura priva di emozioni e che forse la società si aspettava di poter continuare nella prossima stagione. Arrivato in prestito con obbligo di riscatto in caso di salvezza, se il Venezia avesse mantenuto la categoria si sarebbe trovato in rosa un giocatore in grado di realizzare 32 gol in 32 presenze nella Super League nella stagione 2019/2020. Un attaccante da più di 100 gol nel campionato elvetico. Numeri da capogiro, che dimostrano come Nsame sarebbe potuto servire e non poco. Henry è un giocatore del tutto diverso, che preferisce agire spalle alla porta e giocare sporco con il fisico e con colpi di testa, mentre il camerunese predilige inserimenti in area di rigore e alle spalle della difesa. Due giocatori diversi nello stile di gioco che avrebbero potuto anche coesistere in un attacco a due. “Uno che attacca la profondità e uno che viene incontro”. Un buon colpo di mercato che non avrà occasione di mettersi in mostra e che in questa stagione, nelle poche volte in cui è sceso in campo, non ci è riuscito. Complici anche una condizione fisica non del tutto ottimale in seguito al brutto infortunio subito e la solita concorrenza, che di certo non lo ha aiutato nella sua esperienza da numero 9 dei lagunari.