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Javorcic: "La società sta dando segnali importanti. Attacco? Abbiamo le idee chiare"
domenica 3 luglio 2022, 14:45Primo Piano
di Davide Marchiol
per Tuttoveneziasport.it
fonte Giuseppe Malaguti, trascrizione a cura di Davide Marchiol

Javorcic: "La società sta dando segnali importanti. Attacco? Abbiamo le idee chiare"

Mister Ivan Javorcic ha parlato oggi in conferenza stampa per il primo giorno di ritiro. Queste le sue parole.

L’inizio del ritiro:

“Oggi è stato il vero primo contatto con il gruppo, con i primi allenamenti e i primi test fisici, i ragazzi li avevo già sentiti telefonicamente. Siamo ancora nella fase iniziale, non c’è ancora qualcosa di sostanziale. Il Venezia in questi ultimi anni ha fatto una promozione e una retrocessione, è un momento di ricostruzione questo. Una solida base può già esserci e poi andremo a costruire un’identità attraverso il lavoro. Siamo work in progress”.

L’attacco è ancora un po’ vuoto come reparto:

“E’ una realtà. In difesa siamo già consolidati e formati, è il reparto che dà più sicurezze. A centrocampo ci sono già diversi elementi, bisognerà capire chi rimarrà e da lì si formerà l’identità del reparto, sarà quindi una questione di scelte anche sul mercato. L’attacco va invece costruito, è un dato che può preoccupare ma è anche un’opportunità per lavorarci, è il reparto più delicato e difficile sul mercato. Sicuramente vorremmo fare un attacco competitivo che possa garantire un certo tipo di campionato. Abbiamo le idee chiare sulle caratteristiche dei giocatori che vogliamo. In questo momento all’interno della rosa ci sono giocatori che per la loro storia hanno dimostrato un certo tipo di solidità. Per me è ancora anche un po’ tutto da scoprire. Ho visto tante partite ma i giocatori li conosci solo una volta che li alleni. La storia di un Modolo, un Ceccaroni o un Fiordilino parla per loro, hanno avuto un peso nel gruppo con le loro prestazioni, sarà per me anche curioso scoprire il peso che potranno avere nel nostro progetto”.

Che tipo di attaccanti cercate?

“Si vuole sicuramente applicare un calcio aggressivo, quindi ci dev’essere una predisposizione ad essere intensi, una predisposizione a dominare il gioco. Il giocatore ideale è quello che la qualità e la predisposizione al sacrificio. Nomi? Mi concentro sulle caratteristiche, poi è chiaro che talvolta qualche nome esce, ma mi interessano soprattutto le caratteristiche, la nostra area sportiva è preparata per gestire questo tipo di richieste”.

Giuseppe Malaguti – I giovani aggregati se dovessero fare bene possono restare in rosa con la prima squadra?

“Sicuramente è una possibilità, ora dobbiamo cercare di completare al meglio l’attacco ma questa è un’opportunità anche per qualche ragazzo per mettersi in mostra e da questo punto di vista non metto limiti, giudico un ragazzo in base a bravura e predisposizione”.

Sono arrivati due tasselli del calibro di Zampano e Joronen, la società sta dando segnali importanti:

“Assolutamente sì, la società sta lavorando bene e sta dando segnali importanti, dopo una retrocessione non è mai facile ripartire perché cambia concettualmente il mondo tra una categoria e l’altra. Anche Kofod Andersen e Wisniewski sono molto interessanti, erano seguiti da altre squadre e hanno qualità. Bisogna ora creare il giusto equilibrio per quanto riguarda la conoscenza del campionato, l’esperienza, unite all’energia che possono dare i più giovani. In più bisogna far sì che ci sia un giusto numero di giocatori. Il lavoro da fare dunque è globale, sia in entrata che in uscita”.  

Cosa ti ha colpito, come primo impatto, del Venezia?

“Il dinamismo delle persone, ho visto un gruppo di ragazzi giovani, appassionati e che hanno dedizione. Gente che ci tiene al progetto Venezia. Percepisco energia. Sto scoprendo questo mondo, per me è una grande sfida, per la grandezza del progetto e per la storia di questa piazza".

Dicono che non ci sia due senza tre, Dionisi, Zanetti...

"Non ci ho pensato sinceramente (ride ndr).  Lo terrò a mente".

La città di Venezia:

"Chiaro che Venezia ha una sua particolarità, non so quante possibilità avrò di scoprirla vivendola visto che comunque ho anche la famiglia e magari non è semplicissimo adattarsi. Sto cercando un po' di orientarmi, il fascino di Venezia mi incuriosisce tanto. Per ambientarmi sto imparando anche il veneto (ride ndr)".