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Un deprimente VeneziaMestre
sabato 21 gennaio 2023, 17:31Editoriale
di Manuel Listuzzi
per Tuttoveneziasport.it

Un deprimente VeneziaMestre

Non ce lo meritiamo. Non meritiamo questa squadra, non meritiamo questa società. Non meritiamo questa rosa fatta di scommesse e di giocatori presi senza logica dai quattro angoli del mondo e pagati a peso d’oro. Non ci meritiamo questa miseria tecnica, caratteriale, fisica. Non ci meritiamo di non poter nemmeno sfogare la nostra rabbia sui social del Venezia Fc perché censurati e bannati. Non ci meritiamo di farci ore di viaggio, di prendere ore di gelo per uno spettacolo simile. Non ci meritiamo di vedere volti di milionari che nemmeno sembrano toccati minimamente dall’ennesima umiliazione. Non ci meritiamo un mister che dice come se nulla fosse che “la rosa va bene così”. Non ci meritiamo dei dirigenti che amavano questa maglia cacciati per far posto a chi di pallone ha dimostrato di capirci poco o nulla senza mai esser messo in discussione. Non ci meritiamo di sprofondare in serie c dopo che questa tifoseria ha dimostrato quanto sarebbe spettacolare se solo avesse un undici vero da spingere e sostenere. Quando le fondamenta sono marce c’è poco da costruirci sopra sperando che le crepe non escano mai. Questa squadra, semplicemente, non esiste. Lo si vede nello sguardo di un capitano che non è evidentemente capace di interpretare il suo ruolo di trascinatore, lo si percepisce in una panchina totalmente svuotata di qualsiasi alternativa in grado di cambiare il ritmo di una partita. Si annusa persino in una buca sul terreno di gioco che nessuno aveva notato prima del fischio d’inizio. Se a Genova si poteva parlare di sfortuna ed episodi, oggi appare chiaro come la sorte la si vada conquistata con il lavoro, la progettazione, l’ambizione. Un anno e mezzo fa ti tuffavi nel canale di Sant'Elena per celebrare un trionfo merito di tutti quelli che avevi scelto per ripartire; ora devi assumerti le responsabilità, da buon dirigente d’azienda, di un fallimento epocale, totale.

Di una squadra di dirigenti che tu hai scelto, a cui hai dato una responsabilità che non erano in grado di sostenere, troppo ambiziosi per comprendere la preparazione minima necessaria per svolgere al meglio il proprio ruolo. In questo VeneziaMestre non funziona nulla. Bisogna avere il coraggio di radere al suolo, di ripartire dalle macerie, provando a lottare fino alla fine per evitare una retrocessione che significherebbe aver buttato via la più grande occasione della nostra storia. Non fare un tiro in porta in una sfida fondamentale, dinanzi ad una neo promossa, significa arrendersi. Alzare una bandiera bianca sperando nella clemenza del destino, in una svolta magari nel mercato che finora ha portato addirittura ad un indebolimento degli arancioneroverdi. E sinceramente era anche difficile da prevedere una partita del genere dopo i passi avanti di Genova, in cui l’Unione era apparsa quantomeno una squadra predisposta al combattimento. Invece la scelta di Johnsen a tutta fascia non ha portato alcuna crescita nella pericolosità offensiva, con il duo pesante in attacco a battagliare su mille palle sporche e mai servito con un briciolo di lucidità. L’inserimento di Jajalo è palesemente una mossa doverosa, ma che oggi è servita a palesare ancor di più la mancanza di idee e movimenti di tutta la catena offensiva. La classica distrazione difensiva invece è l’ennesima prova di una squadra senza equilibrio, senza nerbo, senza convinzione nè voglia di portare a casa il risultato. Se questo è il VeneziaMestre che c’aspetta da qui a maggio, sarà meglio iniziare a programmare la prossima stagione, perché solo una rivoluzione tecnica e mentale può portare questi ragazzi ad invertire l’inerzia degli ultimi due anni. Ci sono ancora una decina di giorni per provare a trovare un po’ di carattere comprandolo a kili sul mercato, chissà. Una sola domanda, scambiereste Di Mariano-Forte-Esposito-Bocalon per l’attuale attacco costato circa tre volte tanto? Dalla risposta credo si potrebbe comprendere parecchio della nostra attuale situazione.

Sabato avremo la nostra ultima spiaggia, dimostratemi che questo editoriale è spazzatura, sarò il primo a chiedere scusa e tornare a sognare con voi. 

Avanti Unione.