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Javorcic: "La vittoria porta energia, ma consapevoli che una gara sola non cambia nulla. Il Bari? Dimostrazione che un certo tipo di percorso si può fare"
venerdì 7 ottobre 2022, 16:33Primo Piano
di Davide Marchiol
per Tuttoveneziasport.it
fonte Giuseppe Malaguti, trascrizione a cura di Davide Marchiol

Javorcic: "La vittoria porta energia, ma consapevoli che una gara sola non cambia nulla. Il Bari? Dimostrazione...

Mister Ivan Javorcic ha presentato la gara di domani tra il Venezia e il Bari in conferenza stampa, queste le sue dichiarazioni.

Novità in settimana? Come vedi il Bari?

“I ragazzi indisponibili per la scorsa partita non sono recuperati, ovvero Connolly, Crnigoj e Ullmann. Abbiamo in più Ceppitelli, che deve fare un percorso simile a quello di Cheryshev anche se parliamo di giocatori diversi e quindi anche il percorso in alcuni punti sarà diverso. Siamo contenti di averlo. Per quanto riguarda il Bari in questo momento si merita l’attenzione e la posizione che ha in questo momento. Ha un certo tipo di vissuto ed esperienza, è un ambiente consolidato che sta lavorando bene. Hanno fatto ottimi mesi e si tratta di una squadra che sicuramente ha letture efficaci in questo momento. Sarà un bel test, ben vengano queste sfide, penso siano belle da giocare e ti creano vissuto”.

Continuità di rendimento la cosa più importante?

“Sicuramente è una cosa che vogliamo e dobbiamo migliorare. Nessuno può prevedere cosa succederà domani, noi ci siamo preparati ed è quello che conta. Uno degli obiettivi è sicuramente migliorare i numeri in casa. Qualcosina in più la meritavamo, importante è anche prendere consapevolezza, pensare che domani dobbiamo cercare di migliorare questa situazione. Non deve diventare però un qualcosa che crea ansia, devi semplicemente migliorare quella prestazione che poi porta al risultato”.

La vittoria ha portato a un lavoro migliore per i ragazzi in settimana dal punto di vista del morale?

“Penso sia naturale che la vittoria ti porti un certo tipo di energia positiva, anche se credo molto da questo punto di vista anche nel lavoro quotidiano, ovvero il concentrarsi solo sul prossimo allenamento. Il risultato incide e non possiamo fare diversamente, ma è importante che la squadra non si faccia prendere toppo né nella positività né nella negatività del risultato. Non ho dovuto fare il pompiere anche se è giusta come considerazione, i ragazzi hanno fatto una settimana giusta, consapevoli della prestazione fatta. Bisogna saper stare nel momento con grandissima determinazione e umiltà sapendo che non è cambiato nulla dopo una sola giornata di calcio. Quello che fa la differenza è quanto fai nella settimana, quello che viene in mezzo lo accetti”.

Nel nuovo 3-5-2 che si sta formando dove potrebbe essere collocato Cheryshev?

“E’ una cosa sulla quale stiamo lavorando, è un giocatore dalle caratteristiche offensive. In questo sistema di gioco che si sta consolidando può fare la mezzala offensiva. Non è semplice vederlo magari con continuità in questo ruolo qua perché necessita di dispendio in fase difensiva. Se vogliamo metterlo nell’evoluzione del contesto nostro può essere un giocatore sulla trequarti con dietro la mediana a due e magari qualcun altro al suo fianco sulla destra. Può essere un’idea e uno sviluppo per questa squadra qua per mettere anche lui nelle migliori condizioni per esprimersi. Può giocare dal primo minuto? Penso ci stia arrivando, in questo momento stiamo consolidando la nostra identità, non è un problema, è un giocatore su cui contiamo, è a disposizione e siamo contenti di averlo, perché so che può fare la differenza, il nostro compito è metterlo in condizioni ideali per esprimersi”.

La scelta di passare a tre dietro:

“Era una squadra pensata in una determinata maniera ma uscita un po’ diversamente, il cambio di modulo arriva per le caratteristiche dei giocatori. C’è stato anche un momento storico, la consapevolezza che era una squadra che creava ma subiva anche in una determinata maniera, c’è stata l’indisponibilità di Modolo, alcune prestazioni individuali… una serie di eventi insieme al peso specifico del gioco, con la consapevolezza che questa squadra è uscita dal calciomercato poi è uscita con delle caratteristiche diverse e secondo me più adatta a questa evoluzione, con potenzialmente un’evoluzione ancora più offensiva”.

TVS Giuseppe Malaguti – Ceppitelli cosa può dare alla retroguardia? Svoboda come sta? Cuisance che lavoro sta facendo per diventare un ibrido tra mezzala e trequartista?

“Ceppitelli è sicuramente un innesto importante per la difesa ma ci vorrà tempo per avere questa risorsa in modo concreto, come fatto con altri ragazzi. Siamo contenti in prospettiva. Svoboda sta meglio, oggi ha fatto la rifinitura, sarà a disposizione domani. Penso che questa squadra avesse bisogno di un innesto anche in caso di difesa a quattro per caratteristiche dei giocatori. Per quanto riguarda Cuisance credo sia la strada giusta per amplificare le caratteristiche di questo ragazzo qua. E’ un centrocampista qua, creare un certo tipo di responsabilità e dedizione alla squadra è un percorso che questi ragazzi necessitano per diventare più completi non solo calcisticamente. E’ un ragazzo che ha capacità fisiche e atletiche per diventare un calciatore totale, non sarebbe giusto per lui soffermarsi solo su ciò che sa fare, in questo momento deve incidere su ciò che lui deve diventare. Ha talento e capacità per farlo”.

Come adatterai i giocatori presi per fare da esterni del tridente?

“E’ un po’ quello che vi ho detto prima, eravamo pensati per un 4-3-3 ma Connolly non è un esterno e non è una punta da tridente classico, gli viene più naturale fare la seconda punta, partire dall’interno con un compagno di reparto. Penso che lo stesso percorso possa farlo Pierini, è diventato nella sua evoluzione calcistica sempre meno esterno e sempre più attaccante, che va verso l’interno del campo. Può far benissimo la seconda punta e può fare bene anche quello che può fare Cheryshev, quindi una mezzala offensiva o un trequarti in un due uno. Johnsen è un giocatore secondo me abbastanza ibrido, in questo sistema nei due più stretti può starci, per caratteristiche può fare anche l’esterno però, messo davanti può attaccare di più la profondità che è la sua qualità principale. Non sono quegli attaccanti trasformabili in quinti di centrocampo, questo mi sento di confermarlo, forse solo Johnsen può farlo in alcune circostanze, anche questo mi ha fatto un po’ riflettere nella scelta degli schieramenti”.

Sul Bari:

“Ha un sistema che funziona nella globalità, il sistema Bari funziona in questo binomio tra direttore sportivo e allenatore che si trasmette poi in quella che è la squadra. Non hanno cambiato molto, sono abituati a un certo tipo di mentalità, si ritrova con merito ad avere queste soddisfazioni. Dimostrano che un certo tipo di percorso si può fare”.