Venezia, Nicola: "Azzeriamo quanto accaduto contro l'Inter"
Flavio Zane
Alla vigilia della partita di Serie A contro il Como, è intervenuto in conferenza stampa l'allenatore del Venezia, Davide Nicola. Di seguito le sue risposte alle domande dei giornalisti.
Avete avuto poco tempo per preparare questa partita con il Como: come arrivate fisicamente e mentalmente alla partita?
"C'è sempre il tempo necessario. Quello che cambia è magari non puoi ripetere più volte, ma c'è stato il tempo per recuperare e per preparare un'altra partita, che è davvero molto affascinante. La qualità dell'avversario è elevata e, come l'Inter, sanno fare molte cose fatte bene. Quindi, noi intanto abbiamo pensato di prendere i passi in avanti fatti con l'Inter per analizzarli, vedere cosa possiamo ulteriormente migliorare nello stretto giro di posta e preparare la partita con il Como".
Che cosa si può migliorare oltre magari a essere più decisi negli ultimi trenta metri?
"Dire che bisogna essere decisi rende l'idea, ma non è solo un fatto di decisione. Piuttosto, di avere meno frenesia e, altre volte, di capacità di scegliere il tempo giusto, magari di attacco alla linea o di sincronismo tra il servizio o di qualità di gioco. Anche se devo dire che la squadra aveva fatto due gol ma, in questo caso, era da migliorare la sincronia di attacco alla linea e la capacità di essere meno frenetici quando si ha lo spazio per decidere di fare il movimento in tempo giusto".
Che sentimento ha prevalso dopo la partita contro l'Inter o quando l'ha rivista? Delusione o un pizzico di rabbia per le decisioni arbitrali o per le occasioni che non avete sfruttato oppure ancora la soddisfazione per aver visto la sua squadra mantenere testa per almeno 80' minuti alla squadra più forte del campionato?
"Io per indole sono sempre uno che vuol vedere gli aspetti positivi. Mi piace concentrarmi sulle qualità delle persone più che sui difetti, così come mi piace concentrarmi su ciò che riguarda le proposte che faccio. A proposito di questo, devo riconoscere che è più la soddisfazione di quello che sto vedendo con la velocità con la quale stanno apprendendo e, ovviamente, rientra anche questo nella voglia di tradurre tutto in efficacia massima. Quindi, da questo punto di vista sono contento dei ragazzi e mi piace questo l'ambiente che mi trasmette qualcosa sotto pelle e, quando lo sento, io divento cannibale. Perché non farei altro che lavorare e lavorare, però c'è anche il tempo del recupero, del riposo e di spegnere l'interruttore per poi doverlo riaccendere. Quindi, c'è grandissima soddisfazione ma soprattutto c'è motivazione da parte mia di voler continuare a lavorare in una direzione che ho ben chiara in testa e che dobbiamo solo continuare a provare più volte".
La soluzione del doppio centravanti può essere riproposta anche domani?
"Il Como è una grandissima squadra con un interpretazione e un modo di stare in campo diverso dall'Inter. Lavora in un modo diverso nelle due fasi ed è una squadra molto abile a difendersi mantenendo i reparti molto costretti tra di loro. Inoltre, sono molto abili ad aggredire e a creare una pressione lato palla. E' una squadra che sta sempre molto vicina tra i reparti e tra i giocatori dello stesso reparto e questo li facilita poi nel palleggio che vanno a fare. Quindi, per me Fabregas ha fatto e sta facendo un lavoro pazzesco che io ammiro da fuori come innamorato del calcio. E' chiaro che noi abbiamo le nostre peculiarità e caratteristiche e vogliamo poter vedere se funzionerà il nostro piano gara che abbiamo cercato di studiare contro di loro. Non vedo l'ora di applicarlo per vedere se tutto quello che abbiamo lavorato possa creare i presupposti di pericolo anche per loro, perché bisogna sempre credere contro qualsiasi avversario di qualsiasi livello di avere la possibilità di far vedere come ti esprimi. Chiaramente, più del livello di attenzione è richiesto di alzare la qualità dei passaggi nelle due fasi di cui sempre diciamo. Poi, per quanto riguarda il doppio centravanti, conoscendo i ragazzi mi vengono in mente diverse soluzioni. Poi, si può sperimentare e adottare perché secondo me è possibile farlo nel corso del tempo. Inoltre, ogni avversario richiama certe caratteristiche che noi abbiamo in squadra piuttosto che altre. Quindi, si è cercato di studiare bene questo aspetto e, per domani, partiranno poi quei ragazzi che faranno una parte della partita. L'importanza di chi entrerà sarà però fondamentale perché, quando si gioca ogni tre giorni, bisogna essere molto abili a costruire la prestazione con più giocatori possibile".
TVS - Dal suo arrivo, Kike Perez sembra aver aumentato il livello sotto l'aspetto della quantità e della qualità: cosa gli chiedi e quanto è importante per la squadra un giocatore così?
"Mi fa piacere che voi analizzate spesso le caratteristiche dei singoli giocatori che compongono la rosa del Venezia. Per me è una cosa importante perché si raccontano un pò a chi ci segue, ma dall'altro, se ogni giocatore sta rendendo, è perché ha capito ciò che gli si sta chiedendo e soprattutto perché la squadra si sta esprimendo in un certo modo. Kike non è un giocatore che scopro io, ma che ha già la sua discreta esperienza. E' un giocatore che, secondo me, ha una peculiarità sopra ogni altra oltre alla qualità individuale: si mette a disposizione e fa ciò che serve per la squadra. Poi, al di là di Kike Perez, io ho tantissimi giocatori che stanno facendo ciò che serve alla squadra e, secondo me, la cosa importante è farlo in maniera continua. Successivamente, in base alle caratteristiche, allo stato di forma e alle soluzioni diverse alternative da parte mia, io non c'è un giocatore che vedo più di un altro. C'è il giocatore che, in questo momento, sta giocando meno di un altro e, se capiterà a lui l'occasione di scendere in campo, dovrà dimostrarmi che fa quello che serve alla squadra. In questo momento non chiedo grosse cose, però quelle che chiedo voglio che vengano fatte".
TVS - A centrocampo ha avuto molte buone risposte da tutti: anche se non dirà chi esattamente, cambierà qualcosa per la partita con il Como?
"Ci sarà anche il giorno dove dirò anche proprio chi perché questo è il gioco delle parti. Per il resto, nel rispetto della continuità, quando si gioca così non posso dirlo perché sto aspettando l'ultimo giorno per fare un analisi molto approfondita sui recuperi. Abbiamo dei sistemi che possono oggettivare lo stato di forma dei giocatori e bisogna vedere un pò di cose. Però, questo non lo si fa il giorno della partita ma un pò a ridosso".
TVS - Contro l'Inter sono state fatte tre sostituzioni all'undici iniziale rispetto a quello della partita contro il Genoa e sono arrivate ottime risposte sia da chi aveva giocato entrambe le partite che solo l'ultima: nella prossima partita ci saranno delle rotazioni più massicce o sarà fatto un turn over più contenuto?
"Sicuramente ci sarà qualche cambiamento. Vediamo come, in che forma e soprattutto in che percentuale perché, quando si gioca in maniera così ravvicinata, oltre al discorso del recupero, ci sono anche una serie di comportamenti che vanno mantenuti, continuando su una certa linea. Però, io sto facendo provare tutti i giocatori attraverso gli allenamenti e piuttosto sto un pò di più perché preferisco dare questa possibilità a tutti e fargli capire bene quello che io ricerco nell'atteggiamento e nel comportamento, che è poi ciò che c'è da fare in campo. E' anche vero che, fino a quando non dai la possibilità a un giocatore, non puoi vederlo fino in fondo. Dall'altra parte, l'allenamento serve a quello e da esso devo trarre delle indicazioni per cui non debba pensare se sei adeguato oppure no. Quando ho cambiato è perché in allenamento ho avuto queste sensazioni e la risposta l'hanno data in campo. Adesso noi continuiamo a lavorare in questa misura, nel senso che vedo che hanno proprio voglia di riconoscersi in ciò che stiamo proponendo e vedo le risposte. Non è ancora il tempo di guardare solo al risultato, però, allo stesso tempo, il risultato lo vogliamo e desideriamo. Quindi, è una cosa che va di pari passo e dobbiamo semplicemente continuare a spingere e soprattutto a credere che, indipendentemente da quello che accade in una partita, a noi interessa il campo. Non saremo mai schiavi di alibi e quant'altro. Inoltre, mi piace la coesione che si sta creando e andiamo avanti".
TVS - Senza chiederle sugli episodi che ci sono stati nella partita contro l'Inter, ma da un punto di vista mentale come ha trovato la squadra e come ha reagito? E' servito un lavoro per mantenere la concentrazione?
"Sono schietto e diretto: se io dovessi fare questo lavoro qua, avremo fallito prima di partire. Io vedo i ragazzi motivati e per me la capacità di azzerare ogni partita che facciamo e trovare il modo e le energie di presentarsi alla partita successiva con la voglia di prepararla e avere il gusto di vedere se ciò che stiamo facendo ti possa portare al risultato è fondamentale. Quindi, io mi circondo solitamente di persone che hanno energia a un grado nel quale mi ci ritrovo o, piuttosto, ci litigo, così gliela alziamo subito. Da questo punto di vista, qua non ho avuto questi problemi e oggi non ho bisogno di motivare nessuno. Ho bisogno di lavorare con questi ragazzi partendo dal presupposto che, qualsiasi cosa dovesse accadere in un partita, noi possiamo sempre rimediare. Poi, può esserci qualcosa nella partita per il quale si esprime educatamente il fatto di non essere d'accordo, ma a noi non ce ne frega niente di questo. In base a quello che è successo potevamo anche rimediare e io lavoro soprattutto su quello. Non voglio nessun altro tipo di polemica e non ne voglio fare assolutamente. Allo stesso modo, non mi interessa fare la parte del buon samaritano e, se mi si chiede, dico quello che penso, però dopo l'accetto e non diventa una scusante dopo. Soprattutto, chi me la porta come scusante difficilmente può andare d'accordo con me".
Come stanno Mazzocchi ed Helgason che avevano chiesto il cambio durante la partita?
"Le proposte, le sostituzioni e i cambi fanno tutto parte di un piano gara dove ovviamente si cerca di dilazionare i minuti che ognuno di loro ha a disposizione per cercare di mantenere alta la qualità e l'intensità. Chi gioca un'ora, gioca un ora; chi gioca trenta minuti è importante come chi gioca un'ora o forse anche di più, perché entra dopo e può aver già visto il decorso della partita e alcune dinamiche che non si erano viste e insorgono al momento. Quindi, ognuno ha un tempo a disposizione e quello che ha lo deve mettere a due mila all'ora. Sarà sempre così".
Stanno tutti bene dopo la partita infrasettimanale?
"Sì, anche perché siamo tutti giovani e abbiamo voglia. Il tempo di recupero di una partita c'è e soprattutto, se si vuole arrivare a certi livelli, è questa un abilità che i giocatori devono avere, bypassando ciò che è successo e concentrandosi su quello che bisogna fare e che determinerà poi il tuo futuro".


