Venezia a Como, Nicola: "Sfida affascinante. Mazzocchi ed Helgason stanno bene"
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Daniele Najjar
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Oggi alle 14:01Serie A
autore Daniele Najjar
31.10.2026 14:01Serie A
Il Venezia cerca punti a Como dopo la sfortunata sconfitta interna contro l'Inter. A breve parlerà in conferenza stampa il tecnico arancioneroverde, Davide Nicola, per presentare il match. Segui qui su TuttoMercatoWeb.com le sue parole.
Inizia la conferenza stampa.
Poco tempo per preparare la sfida al Como: come ci arriva il Venezia?
"Non poco tempo, c'è sempre il tempo necessario. Quello che cambia è che non puoi ripetere le cose più volte. C'è stato il tempo per recuperare, c'è stato il tempo per preparare una partita che davvero è molto affascinante. La qualità dell'avversario è elevata. Un po' come l'Inter sanno fare molte cose fatte bene. Abbiamo pensato intanto a prendere i passi avanti fatti con l'Inter, ad analizzarli, vedendo cosa possiamo migliorare ulteriormente a stretto giro di posta".
Cosa si può migliorare? Oltre al fatto di sfruttare con più decisione le occasioni.
"Certo, spesso però si usano parole che rendono l'idea, come il fatto di dover essere più decisi. Ma non è solo un fatto di decisione. Serve meno frenesia a volte, altre serve la capacità di scegliere il tempo giusto per l'attacco alla linea, altre ancora il sincronismo fra il servizio e chi riceve, la qualità di gioco permette di migliorare questi aspetti. Anche se devo dire che due gol all'Inter li abbiamo fatti, serve migliorare la sincronia nell'attacco alla linea per essere meno frenetici quando c'è lo spazio per fare il movimento giusto".
Che sentimento le ha lasciato la sconfitta con l'Inter? Delusione e un pizzico di rabbia per l'arbitraggio, o soddisfazione per aver tenuto testa per 80 minuti alla squadra più forte del campionato?
"Io per indole sono uno che vuole vedere sempre gli aspetti positivi, mi concentro sulle qualità delle persone e non sui difetti. Mi piace concentrarmi su ciò che sto ottenendo in base alle proposte che faccio. In questo momento per me c'è più la soddisfazione per ciò che sto vedendo e con la velocità in cui sta accadendo. Ovviamente rientra anche questo nella frenesia, nella voglia di tradurre tutto questo in efficacia massima. Mi piace questo ambiente, che mi trasmette qualcosa sotto la pelle e io divento cannibale da questo punto di vista, perché non farei altro che lavorare e lavorare ancora, ma c'è il tempo del recupero e del riposo. Tanta soddisfazione e motivazione per continuare a lavorare in una direzione che ho ben chiara in testa".
Contro l'Inter ci sono stati errori arbitrali: come ha reagito la squadra?
"Se io dovessi fare questo lavoro allora avremmo fallito prima di partire. Io sono schietto e diretto, vedo i ragazzi invece che sono motivati, con la capacità di azzerare dopo ogni partita che facciamo, di recuperare e ritrovare la voglia di preparare quello che serve nella gara successiva. Non ho bisogno di motivare nessuno ad oggi. Qualsiasi cosa accade in una partita, parto dal presupposto che noi potevamo sempre rimediare. Certo, nel corso della partita ci può essere qualcosa per cui si esprime educatamente il fatto di non essere d'accordo, ma a noi non frega niente. In base a cosa è successo con l'Inter potevamo rimediare, non voglio polemiche, non mi interessa la polemica. Non mi interessa neanche fare la parte del buon samaritano: dico quello che penso, ma poi accetto. Non diventa una scusante dopo e chi me la porta come scusante difficilmente va d'accordo con me".
Come stanno Mazzocchi ed Helgason che nella sfida con l'Inter hanno chiesto il cambio?
"Le proposte che si fanno in campo, i cambi, le sostituzioni fanno parte tutte di un piano gara dove si cerca di dilazionare i minuti che ognuno ha a disposizione. C'è chi gioca un'ora e chi 30 minuti che può essere altrettanto importante. Se stanno bene? Sì, stanno bene, siamo giovani, hanno voglia, il tempo di recupero c'è".
Contro l'Inter c'è stato il doppio centravanti con Lauberbach e Adams. È una soluzione che può essere riproposta anche con il Como?
"Sul doppio centravanti: mi vengono in mente diverse soluzioni che mi piacerebbe sperimentare nel corso del tempo, ogni avversario richiama certe caratteristiche. Domani sarà fondamentale chi entrerà a partita in corso. Il Como è una grandissima squadra, ma come interpretazione ha un modo di stare in campo diverso. Lavora in un modo diverso nelle due fasi. È una squadra abile a mantenere i reparti stretti fra di loro, a riaggredire, a creare una pressione sul lato palla. Questa vicinanza fra i reparti li aiuta nel palleggio. Fabregas ha fatto e sta facendo un lavoro pazzesco, che ammiro da fuori come innamorato del calcio. Abbiamo le nostre peculiarità e caratteristiche, vogliamo vedere se funzionano con il piano gara che non vedo l'ora di applicare contro di loro. Bisogna credere che con qualunque avversario ci si possa esprimere".
Kike Perez ha alzato il livello di quantità e qualità: cosa gli chiede?
"Io vedo che voi analizzate spesso le caratteristiche dei singoli giocatori che compongono la rosa del Venezia ed è una cosa importante da un lato, perché si raccontano a chi ci segue. Dall'altro però credo che se un giocatore sta rendendo è perché ha capito cosa gli si sta chiedendo. Nel caso di Kike, è un giocatore che non scopro io, ha la sua discreta esperienza. Con una peculiarità su tutte, al di là della qualità individuale: si mette a disposizione della squadra, fa ciò che serve per la squadra. Tanti stanno facendo quello che serve alla squadra, la cosa importante è farlo in maniera continua. Non c'è un giocatore che vedo più di un altro, magari uno gioca di più di un altro in questo momento ma tutti devono essere pronti quando chiamati in causa".
Cambierà qualcosa a centrocampo?
"Sì, nel rispetto della continuità devo vedere, quando si gioca così non posso dirlo perché sto aspettando l'ultimo giorno per capire la condizione dei vari giocatori".
Dobbiamo aspettarci un turnover più massiccio o contenuto?
"Sicuramente ci sarà qualche cambiamento, vediamo come e in che forma, in che percentuale. Quando si gioca in modo così ravvicinato, oltre al recupero ci devono essere dei comportamenti da ripetere, per mantenere una certa linea. Io sto facendo provare tutti i giocatori, magari preferisco rimanere di più all'allenamento per provarli tutti. È anche vero che finché non provi un giocatore in partita non lo puoi vedere fino in fondo, ma l'allenamento serve a quello. La risposta quando ho cambiato è arrivata in campo da chi ho scelto, vedo voglia di riconoscersi in ciò che sto proponendo. Non è forse tempo di guardare solo al risultato, ma allo stesso tempo il risultato lo desideriamo, dobbiamo continuare a spingere ed a crederci".
Termina la conferenza stampa
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