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10 maggio 2014, l'ultima a San Siro di Javier Zanetti. Diventerà poi vicepresidente

10 maggio 2014, l'ultima a San Siro di Javier Zanetti. Diventerà poi vicepresidente
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Andrea Losapio
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Andrea Losapio
mercoledì 10 maggio 2023, 00:00Accadde Oggi...

Il 10 maggio del 2014 a San Siro si gioca Inter-Lazio, penultima partita della Serie A. Nei giorni antecedenti la società annuncia ufficialmente che Javier Zanetti si ritirerà a fine stagione. È la fine di un'epoca, perché l'argentino arriva a Milano nel 1995-96, comprando dall'Atletico Banfield, in quella che doveva essere un'operazione importante soprattutto per l'arrivo di Rambert, desaparecido dopo i primi giorni sotto la Madonnina. Zanetti, invece, di anni ne ha 40 e si accinge a prendere un ruolo dirigenziale all'interno dell'Inter. Cinque Scudetti, quattro Coppe Italia, quattro Supercoppe italiane, una Champions League, una Coppa del Mondo per Club e una Coppa UEFA il suo ruolino da calciatore.

Esterno di difesa, adattabile anche a centrocampista, la sua qualità migliore era quella di lanciarsi palla al piede sfruttando la propria velocità e la sua resistenza, con un equilibrio che gli faceva mantenere la sfera incollata al piede. Per questa sua duttilità è stato praticamente insostituibile per i vari allenatori che si sono alternati nel corso degli anni.

Alla fine della partita, terminata 4-1 con i gol di Palacio, Icardi (due) e Hernanes, Zanetti ringraziò così nel giorno del suo addio. "È inutile nascondere tutto quello che mi sta succedendo dentro . Credo che un momento così non si prepari. È l'ultima gara ufficiale, magari ce ne sarà un'altra per festeggiare. Sono passati quasi 20 anni e c'è un legame pieno d'amore nei confronti dei tifosi. Voglio ringraziare tutti i compagni che in questi anni sono stati accanto a me. Finisce il calciatore, va avanti l'uomo. Finisce una bellissima carriera, difendendo questa maglia che amo veramente e ho cercato di onorare in ogni occasione. Vi amerò per sempre. Ringrazio mia moglie, i miei figli, la mia bellissima famiglia. E mia mamma. E la famiglia Moratti. Ringrazio il presidente Thohir che mi dà la possibilità di rimanere in questa famiglia. Adesso farò altro, non so se lo farò bene, ma una cosa è certa: difenderò l'Inter come ho sempre fatto in campo. Un saluto a tre persone importanti come l'avvocato Prisco, Giacinto Facchetti e Benito Lorenzi che ci guardano da lassù".

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