Lionel Messi immortale ma non c’è solo lui al Mondiale… Ah, buon compleanno!
Cinque gol (in due partite, con un rigore fallito) per dimostrare al mondo intero che non c’è nessuno come lui. Lionel Messi, ancora una volta, sta illuminando il mondo con le sue giocate da fuoriclasse. La carta d’identità non è dalla sua parte (è un classe 1987) eppure, in campo, la Pulce è pura magia. Non c’è tifoso di calcio che non stia sbavando per l’argentino. Questo Mondiale, il suo ultimo Mondiale, doveva essere una sorta di “viaggio premio” per tutto quello che ha fatto per l’Albiceleste. Invece, dopo sole due partite, è già il Mondiale di Lionel Messi, ancora una volta…
Com’è possibile? Come può un 39enne (fa gli anni proprio oggi) prendere per mano tutti quanti e portarli a scuola? Semplice, perché è Lionel Messi. L’annosa questione di chi sia il miglior calciatore di tutti i tempi potrebbe essere giunta ad una soluzione finale. Difficile non pensare che l’ex Barcellona e PSG non sia il più forte di sempre, soprattutto per quello che, ancora oggi, fa in campo. Ad onor del vero, va evidenziato un particolare: essendo una divinità, tutti sono disposti a sacrificarsi per lui. Chi gioca al suo fianco lo venera a tal punto che è pronto a farsi in quattro per metterlo nelle miglior condizioni per eccellere (esattamente quello che vorrebbe CR7 nel “suo” Portogallo).
Insomma, la squadra è con la Pulce e questo aiuta…
Non credo che per il futuro del calcio sia una buona notizia che Lionel Messi sia ancora il simbolo numero 1 del sistema pallonaro. In realtà, non lo è. In questo Mondiale stiamo assistendo a tante altre stelle che brillano di luce propria. Kylian Mbappé sta facendo volare la Francia, Erling Haaland è la grande speranza norvegese e c’è anche un certo Momo Salah che, a 34 anni, è ancora in grado di esaltarsi in campo. Pure Lamine Yamal ha dato segni di vita e Harry Kane non sbaglia una partita. Eccoli i nostri supereroi del pallone, tutti pronti a restare nella scia di Lionel Messi, nella speranza che, alla fine, l’Argentina del grande re cada durante il cammino per provare a prendersi la scena. Perché, alla fine, conta chi alza il trofeo. La vittoria è quella che rende davvero immortali. Ecco, anche in quello Lionel Messi si è portato avanti, avendo vinto il titolo di Campione del Mondo quattro anni fa. Non c’è nulla da fare, la Pulce è avanti (sempre) a tutti…






