21 aprile 1973: Il diluvio del Sabato Santo
La gradevole voce della signorina alla radio interrompe ogni tanto la musica d’attesa di Burt Bacharach:
“ Siamo in attesa di collegarci con lo stadio Olimpico in Roma, per trasmettere la radiocronaca diretta della partitissima Lazio-Milan…”.
Poi ricomincia Raindrops Keep Falling on my Head.
Poi di nuovo la signorina, poi di nuovo la canzone, e via così fin quasi alle 15:15.
Quando finalmente viene ripristinato il collegamento radio, andato giù a causa del temporale abbattutosi sulla Capitale, è subito un colpo al cuore:
“Qui all’Olimpico si gioca il 10’ del primo tempo e da quattro minuti la Lazio è in vantaggio per 1-0 grazie ad un’autorete di Dolci. “
- sentenzia Ameri -
Avremmo poi saputo che ti eri sbagliato caro Enrico, che la deviazione leggera ma mortifera sulla botta di Long John era stata di Karl il teutonico.
Dolci non sarà stato sto mostro di bravura, d’accordo, ma mai come in quella circostanza non c’entrava nulla.
Di quel primo tempo vissuto accanto alla mia fedele Lafayette portatile, percepisco ancora oggi il senso di angoscia e di impotenza.
L’intervento di Pulici su Bigon, immortalato in questa bella foto, ne trasmette fedelmente la sinistra cupezza, mentre i rossoneri naufragano sotto la pioggia dell’Olimpico.
I biancazzurri di Maestrelli dominano la contesa senza se e senza ma, contro un Milan timido ed inferiore a centrocampo, dove le assenze di Benetti e Sabadini, i due uomini più in forma del momento, si pagano a caro prezzo.
Long John, ancora lui, su punizione distrugge pure una mano a Belli.
La palla si insacca e termina il primo tempo sullo 0-2.
Ho un altro flash di quel pomeriggio e di quei suoni così irreali, che continuano ad uscire dalla radiolina diffondendosi all’interno della stanza, nell’atmosfera sempre più insensata di quello strano Sabato Santo.
Sandro Ciotti è sul terreno di gioco e, al termine della prima frazione, tenta di avvicinare Chiarugi che si sta avviando negli spogliatoi.
Vuole strappargli qualche impressione a caldo, cercare di capire cosa sta succedendo a questo Milan, ma Cavallo Pazzo glissa con cortesia.
“No guardi… ora non è il momento..”.
È incazzato Luciano nostro.
Non sa che il peggio deve ancora arrivare.
Nella ripresa, oltre alla pioggia, che fa posto ad un luminoso squarcio d’azzurro, termina pure la superiorità laziale.
Il Milan si ridesta dal suo torpore, getta sul campo gli attributi e l’inerzia della partita viene capovolta.
Segna Rivera, si va sul risultato di 1-2, poi si sfiora la rimonta…
La si sfiora soltanto, perché la difesa laziale soffre ma regge.
Con le buone e con le cattive.
Peccato.
Resta la soddisfazione di poter dire che, almeno per un tempo, abbiamo dimostrato di essere quantomeno pari alla fortissima Lazio.






