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Il volo spezzato di Gianluigi Lentini: la notte che cambiò il calcio italiano

Il volo spezzato di Gianluigi Lentini: la notte che cambiò il calcio italiano TUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
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Redazione TMW
Oggi alle 07:38Accadde Oggi...
Dalla terapia intensiva al ritorno a San Siro nel 1995: la battaglia di Gianluigi Lentini contro i danni neurologici. Non ritroverà mai più la forma stellare dei giorni d'oro, la sua parabola tra Torino e Cosenza

Un boato nella notte, le fiamme che avvolgono una Porsche gialla accartocciata e il destino di un campione appeso a un filo.
Gianluigi Lentini, l’uomo da 65 miliardi di lire, il simbolo del Milan stellare di Silvio Berlusconi, lotta tra la vita e la morte al reparto di rianimazione dell'ospedale San Giovanni di Torino.
La tragedia si è consumata nelle prime ore del mattino del 3 agosto 1993, lungo l'autostrada Torino-Piacenza, nei pressi del casello di Villanova d’Asti, il calciatore stava rientrando a casa dopo aver disputato a Genova un'amichevole celebrativa per il centenario del Genoa.

La dinamica: la trappola del ruotino

Secondo le prime ricostruzioni della Polizia Stradale, la Porsche 911 Turbo di Lentini avrebbe forato una gomma a causa di alcuni detriti lasciati da un camion, il giocatore si è fermato in un’area di servizio per montare il ruotino di scorta.
Un cambio rapido, poi la ripartenza, ma quel piccolo pneumatico d'emergenza non è fatto per correre.
La velocità sostenuta — stimata attorno ai 120 km/h — ha surriscaldato la gomma provvisoria fino a farla esplodere.
Lentini ha perso improvvisamente il controllo della vettura, l'auto si è schiantata contro il guard-rail, ha preso il volo ribaltandosi più volte nel fossato adiacente e ha preso fuoco.
Il calciatore, non cosciente, è stato sbalzato fuori dall'abitacolo pochi istanti prima che le fiamme distruggessero completamente il mezzo, un dettaglio che gli ha salvato la vita.
Ore di angoscia: il bollettino medicoLe condizioni del ventiquattrenne sono apparse subito disperate, trasportato d'urgenza a Torino, Lentini si trova attualmente in stato di coma farmacologico.
Il bollettino medico parla chiaro:
Grave trauma cranico con frattura della base cranica.
Frattura dell'orbita oculare destra.
Contusioni polmonari multiple.

I medici non si sbilanciano: "La prognosi resta riservata, le prossime 48 ore saranno decisive per escludere complicazioni neurologiche permanenti".
Fuori dall'ospedale è già iniziato il pellegrinaggio di tifosi, compagni di squadra e dirigenti del Milan, sconvolti da una notizia che cancella in un secondo le logiche del calciomercato e del campo.

Le conseguenze sul futuro del campione

L'incidente di Villanova d'Asti non è solo un dramma umano, ma rappresenta uno spartiacque brutale per la storia del calcio italiano.
Solo un anno prima, il passaggio di Lentini dal Torino al Milan per la cifra record di 65 miliardi di lire aveva scatenato rivolte di piazza e persino dibattiti in Parlamento sull'immoralità delle cifre nel pallone, Lentini, con la sua progressione devastante e i suoi cross millimetrici, era il prototipo del calciatore moderno, l'ala pura più forte d'Europa.
Questo schianto spezza bruscamente un'ascesa che sembrava inarrestabile, anche nello scenario più ottimistico — quello di un pronto risveglio senza danni cerebrali — i tempi di recupero fisico e psicologico saranno lunghissimi.
Il Milan perse il suo gioiello più prezioso alla vigilia della nuova stagione, ma in quel momento la tattica e i gol non contavano, l'Italia intera sperava solo che Gigi riescisse a vincere la partita più importante, quella per la vita.

C’è un prima e c’è un dopo nella vita di Gianluigi Lentini, separati da una notte di fuoco e lamiere nell’agosto del 1993.
Il "prima" è la storia del calciatore più costoso del mondo, l'ala devastante che volava sulla fascia con la maglia del Milan.
Il "post-incidente", invece, è un romanzo drammatico fatto di piccoli passi, una cartella clinica complessa e il disperato tentativo di ritrovare un talento che il destino ha parzialmente cancellato.Il risveglio e la nebbia dei riflessi

Dopo due giorni di coma profondo, il risveglio di Lentini al padiglione neurologico delle Molinette di Torino ha il sapore del miracolo, il ragazzo è vivo, cammina, riconosce i familiari.
Ma il trauma cranico-facciale ha lasciato ferite invisibili e profonde.
Nei mesi successivi, a Milanello, il lavoro dei medici e dei preparatori si scontra con una realtà frustrante:
La perdita della visione periferica: La frattura dell'orbita oculare ha modificato la percezione dello spazio.
I riflessi rallentati: Quella frazione di secondo che prima permetteva a Lentini di saltare l'uomo, ora manca.
La memoria e il linguaggio: Il calciatore fatica a ritrovare la fluidità verbale e soffre di momentanei vuoti di memoria.

Il ritorno in campo: l'illusione di San Siro

La determinazione del ragazzo è d'acciaio, sotto la guida di Fabio Capello, Lentini affronta una riabilitazione estenuante.
Il gran giorno arriva il 1° gennaio 1995, a quasi un anno e mezzo dallo schianto: Lentini torna titolare a San Siro contro il Cagliari.
Lo stadio lo accoglie con un boato commovente, ma il campo restituisce un verdetto malinconico.
Non è più lo stesso Lentini, la progressione irresistibile è sostituita da una corsa più pesante; la sfrontatezza dell'uno contro uno ha lasciato il posto alla prudenza.
Nonostante la vittoria della Champions League nel 1994 (vissuta da spettatore) e lo scudetto del 1996, il suo spazio nel Milan dei marziani si riduce drasticamente.

La seconda vita calcistica

Consapevole che i palcoscenici dorati della Serie A non possono più aspettare i suoi tempi, Lentini sceglie la via della provincia per ritrovare se stesso:
Atalanta (1996-97): Una stagione di transizione per dimostrare di poter ancora reggere i ritmi del grande calcio.
Il ritorno al Torino (1997-2000): Il ritorno romantico a casa, diventa il capitano della rinascita, trascinando i granata alla promozione in Serie A nel 1999, riconciliandosi con un pubblico che lo aveva amato e poi odiato per il suo passaggio al Milan.
Gli anni di Cosenza e il calcio dilettantistico: Una lunga appendice in Calabria e nelle categorie minori, dove Lentini gioca per puro amore del gioco, lontano dalle pressioni miliardarie che lo avevano schiacciato.
L'eredità di un destino spezzatoIl post-incidente di Gianluigi Lentini resta uno dei più grandi "sliding doors" della storia del calcio italiano.
Il ragazzo d'oro di Carmagnola ha dimostrato una dignità immensa nel saper accettare un corpo e dei riflessi non più baciati dagli dei del calcio. Non è tornato il fuoriclasse da 65 miliardi, ma è rimasto un uomo capace di sopravvivere al proprio mito.

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