FIFA, Infantino sempre più sotto pressione: è caccia allo sfidante
(ANSA) - LONDRA, 13 OTT - Da superfavorito per una rielezione senza avversari a presidente sotto pressione, travolto da polemiche e nuove rivelazioni: la parabola di Gianni Infantino si complica a pochi mesi dalle elezioni Fifa di marzo. È il quotidiano The Times, dopo aver condotto un'inchiesta giornalistica sul doppio stipendio del numero uno del calcio mondiale, a chiedersi se gli oppositori di Infantino riusciranno finalmente a trovare un candidato in grado di contendergli la presidenza. Fino a pochi mesi fa, circa 200 delle 211 federazioni affiliate avevano manifestato sostegno a Infantino, lasciando immaginare una conferma senza opposizione. Poi, a luglio, il progetto riservato di cedere agli investitori quote dei diritti commerciali della Coppa del mondo ha provocato una frattura ai vertici del calcio mondiale. Secondo il quotidiano britannico, neppure il Consiglio Fifa era stato informato preventivamente del piano, poi accantonato. A riaprire il fronte delle polemiche sono ora le rivelazioni sui compensi del presidente. La Fifa avrebbe utilizzato due distinti schemi di pagamento, uno dei quali non risulterebbe nel rapporto annuale. Una questione che solleva interrogativi sulla trasparenza e sulla conformità agli stessi principi di governance promossi dall'organizzazione dieci anni fa, quando Infantino partecipava al processo di riforma. Il presidente italo-svizzero potrebbe essere chiamato a fornire spiegazioni ai membri del Consiglio riuniti a Zurigo. Le contestazioni non si fermano qui. La federazione norvegese ha presentato tre reclami agli organi competenti della Fifa, riguardanti il premio per la pace assegnato a Donald Trump, il caso Folarin Balogun (la revoca della sua squalifica dopo un'espulsione ai Mondiali 2026 per intercessione dello stesso Infantino) e il progetto sui diritti commerciali dei Mondiali.
Ulteriori interrogativi sono emersi sulla qualificazione della Repubblica Democratica del Congo, nonostante dubbi sull'idoneità di un portiere. Il nodo politico, tuttavia, resta la successione. Victor Montagliani, presidente della Concacaf, era considerato un possibile sfidante, ma ora - scrive il quotidiano britannico - punta alla riconferma alla guida della confederazione nordamericana. Tra i nomi circolati figurano lo sceicco Salman, presidente della confederazione asiatica, e il principe giordano Ali bin al-Hussein. Secondo il Times, sarebbero stati avviati contatti esplorativi anche con Arsène Wenger, responsabile dello sviluppo calcistico della Fifa, e Michele Kang, imprenditrice e proprietaria di club femminili in Europa e negli Stati Uniti. Un altro potenziale candidato, la cui identità non è stata resa nota, starebbe valutando la possibilità di scendere in campo. Le candidature dovranno essere presentate entro il 18 novembre e ogni aspirante presidente dovrà ottenere il sostegno di almeno cinque federazioni nazionali. Se nessuno si opporrà, Infantino sarà rieletto per un quarto e ultimo mandato. Ma, avverte il quotidiano britannico, una conferma senza rivali rischierebbe di approfondire la frattura con le federazioni critiche e di riaprire il dibattito sulla trasparenza e sulla governance del calcio mondiale. (ANSA).
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