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Franco Leonetti su Bianconeranews.it: "Rivoluzionare la Juventus e fare tabula rasa saranno cose fattibili?"

Franco Leonetti su Bianconeranews.it: "Rivoluzionare la Juventus e fare tabula rasa saranno cose fattibili?" TUTTOmercatoWEB
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Redazione TMW
venerdì 28 aprile 2023, 07:04Altre Notizie

Scoramento, abbattimento, delusione profonda, queste le tristi sensazioni giunte dall’eliminazione maturata a San Siro. Una Juve spenta, scarica, abulica, senza lotta e senza fame ha fatto inviperire, giustamente, il popolo bianconero, imbarazzato dalla non-prestazione fornita contro l’Inter. Nessuna scintilla nella sequela lenta di passaggi scolastici del solito e sterile sviluppo orizzontale, senza andare mai in verticale. La cosa più sconfortante è stata osservare una squadra che doveva vincere per andare in finale e, nemmeno sotto di un gol, si è mai resa pericolosa e capace di creare occasioni: fattori questi deprimenti. Il tifoso oggi è furente e ci mancherebbe non fosse così, e predica, vuole, auspica, vorrebbe, una rivoluzione totale: abbattere tutto per ricominciare da zero un progetto, ma tutto ciò è realmente fattibile? Mai come in questo momento bisogna essere realisti e analizzare ogni singolo nodo in casa Juventus, inclusi, chiaramente, i fattori extracampo che stanno torturando la stagione di Madama, ma guai a pensare che l’ignominiosa prestazione di Coppa Italia abbia solo una matrice legata ai procedimenti giudiziari.

Bilanci Sappiamo bene che non sono floridi, anzi, e nonostante qualche miglioramento ultimo, i conti di casa Juve non permetteranno follie in sede di mercato. Avere un bilancio specchiato e con il + davanti è uno degli obiettivi della proprietà, risanare è un obbligo ma reca limitazioni

Programmazione La Juventus si attendeva dal 19 aprile una sentenza definitiva sulle plusvalenze, un modo per chiudere definitivamente un capitolo e gettarsi a capofitto nell’organizzazione della prossima stagione. Non è andata così, il Collegio di Garanzia del Coni non ha fatto altro che rinviare il verdetto che dovrà necessariamente passare attraverso la Corte d’Appello federale con tempistiche che si allungano a dismisura e che, in questo momento, bloccano la normale progettazione. Ogni club comincia a pianificare da febbraio, siamo a fine aprile e nulla appare deciso anche nelle componenti basilari, ovvero la società. Si cerca un direttore sportivo, si deve rimpolpare l’organico dirigenziale con una o due figure di grande peso e conoscenza calcistica, Del Piero e Chiellini i favoriti, ma ad oggi nessuna decisione è giunta, anche e soprattutto a causa della spada di Damocle pendente della giustizia sportiva, che inibisce e limita il raggio d’azione della proprietà. Senza sapere se la prossima stagione di Serie A partirà con o senza alcuni punti di penalizzazione e soprattutto quanti, nell’eventualità. Cosa di per sé davvero contorta e di difficile gestione per stilare un planning programmatico.

Champions La Juve deve anzitutto conquistarsi sul campo il diritto a giocarsi la prossima competizione europea, giova ricordare che accedere solo al tabellone principale frutterebbe alle casse del club della Continassa 55 milioni di euro. I bianconeri potrebbero ottenere sul campo il diritto a parteciparvi, ma non va trascurata l’indagine Uefa che, si appoggerà sulle sentenze della giustizia sportiva italica, e potrebbe anche decidere diversamente dal risultato ottenuto. Un enorme punto interrogativo questo, perché una Juve in Champions e una Juve fuori dalle coppe europee, comporterebbero contrazioni di costi e una rosa diversa.

Allenatore Allegri ha ancora due anni di contratto a 7 milioni + bonus, tanti tifosi lo vorrebbero defenestrato per ripartire da un altro Mister. L’allenatore labronico potrebbe anche sedersi e trattare una buonuscita, la Juventus, a oggi, non ha mai intavolato nessun discorso di questa tipologia: i conti si fanno sempre a fine stagione. Ma, a prescindere dal fattore di fiducia e soddisfazione o insoddisfazione reciproca tra Mister e proprietà-società, anche questa voce andrebbe ad incidere sui costi da mettere a bilancio. La questione allenatore, primaria per la tifoseria, potrebbe non essere tale per chi detiene lo scettro del comando. Per svariati motivi, che vanno dai costi sostenibili o meno di una sostituzione, o per la decisione di continuare con chi sta facendo da parafulmine, in una situazione delicatissima che non dipende solo dagli esiti del terreno di gioco

Mercato In annate normali la Juventus aveva già tutto scritto su carta: giocatori da rinnovare, da lasciar andare, con cui discutere un prolungamento e quelli da rinvenire sul mercato, con tanto di opzioni e piste A, B e C. I fattori extracampo e l’impossibilità di programmare stanno ritardando tutto, e non vedendo la luce in fondo al tunnel delle sentenze, c’è poco da sorridere. Tutto è bloccato. La base giovane e il serbatoio della linea verde saranno rilevanti, come ha detto John Elkann ai primi di dicembre, ma per costruire una squadra degna del blasone e dei colori sociali, serviranno pedine di comprovata qualità che solo il mercato potrebbe fornire: senza contare che alcuni reparti hanno necessità di essere rinforzati pesantemente.

Direttore Sportivo L’inibizione definitiva di Cherubini porta a un nuovo Direttore Sportivo in bianconero. Anche qui nulla di definito, pour parler, contatti, ma nessuna decisione definitiva presa, e giova ricordare che il ds è un ruolo cardine in una società che deve ricostruire, migliorarsi e riscattarsi.

La Juventus che attraversa un momento complicato e delicatissimo, il più difficile degli ultimi 12 anni, non potrà attendere in eterno i verdetti della giustizia sportiva, arriverà un momento, speriamo presto, in cui la proprietà dovrà operare, mettendo un paletto e ripartendo con la pianificazione, senza avere tra le mani delle certezze cementificate. Cosa assai complicata con cui combattere. Ecco perché oggi, stante i concetti sottolineati, sarà difficile radere tutto al suolo, rivoluzionare e costruire con tanto di vento in poppa. Lapalissiano aggiungere che questa Juve, in un tale frangente storico, ha bisogno di basi solide da cui ripartire, leggasi società. Perché il manico forte è in grado di reggere tutto l’apparato, impossibile prescindere da questo concetto.

Fonte B I A N C O N E R A N E W S. I T

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