Burrai lascia il calcio, anzi no. Il centrocampista torna a giocare col Pordenone
Nella giornata di ieri il centrocampista Salvatore Burrai, dopo la risoluzione con la Dolomiti Bellunesi, aveva annunciato il ritiro dal calcio giocato. Ma questo addio, che a questo punto è solo relativo al calcio professionistico, è durato solamente poche ore. Il classe '87 infatti tornerà a vestire la maglia del Pordenone che milita nel campionato di Eccellenza. Un ritorno romantico per lui che è stato il capitano della squadra che conquistò la promozione in Serie B.
Il comunicato del Pordenone su Burrai
Sono quelle storie talmente belle che anche quando finite, sembrano non esserlo definitivamente. E riprendono quando meno uno se lo aspetterebbe. Dopo tre settimane di allenamenti con la squadra, Salvatore Burrai ha detto ufficialmente sì al Pordenone Fc: vestirà la maglia neroverde in Eccellenza, lui che è stato il faro della storica conquista della B, della cavalcata in Coppa Italia fino a Inter-Pordenone. Lui che ha vinto 4 campionati di C, con oltre 500 presenze nei professionisti e un passato recentissimo (due anni fa) in B da protagonista e capitano del Mantova.
Una scelta di vita, lasciare il professionismo a 39 anni, una scelta di cuore. Per Pordenone. All’annuncio ufficiale, dato durante la presentazione della squadra e delle maglie al centro Marchi, l’esplosione di entusiasmo, gioia e gratitudine del popolo neroverde, che nonostante il profilo basso della conclusione dell’operazione aspettavano solo la grande notizia. Sembrava impossibile, è tutto vero.
Mettendo insieme i due percorsi la storia neroverde di Burrai ricomincia da 187 presenze, 28 gol, 58 assist, un campionato di C, una Supercoppa di C, tre semifinali playoff, 2 di C e una di B.
Le parole di Burrai
"Sono emozionato di rivestire questa maglia, la mia amata 8 neroverde. Pensarlo qualche mese fa era magari complicato, ma con il tempo ho valutato che fosse la miglior decisione da prendere. Pordenone è casa mia, la città mi ha circondato d’affetto quando sono stato qui e anche - aspetto decisivo - quando giocavo altrove. L’addio forzato di quattro anni fa ha lasciato un cerchio da chiudere, sono qui per questo. Ringrazio la Società per la calorosa accoglienza, così come tutti i compagni, il mister e lo staff. Ai tifosi dico solo grazie di esserci sempre - e io sono uno di loro. Sosteneteci sempre, come sapete fare, nelle vittorie quanto nelle giornate meno positive, perché quello che vogliamo conquistare lo possiamo ottenere solo insieme".






