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Paolino a RBN: "La Juve non é né brutta né bella. Non è una Juve accettabile"

Paolino a RBN: "La Juve non é né brutta né bella. Non è una Juve accettabile" TUTTOmercatoWEB
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Redazione TMW
lunedì 5 settembre 2022, 07:07Altre Notizie

I giudizi dovrebbero essere sempre equilibrati e anche questa volta lo saranno. Gli eccessi non vanno mai bene. Sia quando si esagera da una parte, altrettanto quando si prova a ragionare da posizioni fortemente opposte. Ma per quello che si è visto in queste prime cinque giornate, e ascoltato nelle conferenze, è difficile trovare punti di disaccordo con i tifosi più intransigenti (sempre di più) nei confronti di mister Allegri. Non si tratta di essere “allegriani” o meno. Esteti del calcio o inguaribili sognatori. Si tratta esclusivamente di analizzare le prime cinque partite della Juventus di quest'anno. Senza neppure allungare parte dell'agonia rimembrando la scorsa stagione.

La Juve non è né brutta, né bella. Non è la Juve. Non ha nulla di quella squadra capace di mettere paura all'avversaria. Non si tratta di azzannare. Si tratta proprio di avere la capacità di saperlo fare. E in tutte le partite fin qui disputate non si è mai manifestata questa caratteristica. I giocatori non mancano, nonostante gli assenti, e la risposta arriva da quei club e da quegli allenatori che squadre più deboli le sanno rivoltare come dei calzini. Detto in altri termini, le fanno correre e sudare senza troppe chiacchiere.

Campionato – Dal Sassuolo alla Fiorentina non c'è un abisso. Ci sono cinque Juventus diverse che non possono permettersi di giocare sotto la linea di guardia. E con quella sufficienza che trasmette l'allenatore che poi finge di urlare per le sfortunate situazioni di gioco. Il campionato è lungo, ma si rischia il callo fino a quando non si avrà l'intera rosa a disposizione. E i conti potrebbero a quel punto non tornare, come negli ultimi due campionati.

I migliori (Vlahovic), caro Allegri, devono giocare. I più forti, caro mister, devono avere al loro fianco i loro simili. Il turnover snobbato con lo Spezia, rinnegando il credo dei turni infrasettimanali, non rispecchia le scelte poi fatte – e risparmiate – di Firenze. In passato, lo stesso Allegri non avrebbe mai buttato subito nella mischia Paredes. Forse neppure Milik dal primo minuto dopo pochi giorni dal suo primo gol al fotofinish. E forse neppure fatto debuttare Fagioli e Miretti assieme nel momento più delicato e di sofferenza della partita del Franchi. E soprattutto non avrebbe mai detto, dopo la brutta prestazione, che ce ne potrebbe essere un'altra in arrivo, perché quella più abbordabile è quella successiva. Il Psg gongola, il Benfica incassa e aspetta la replica sul campo. Dichiarazioni inaccettabili. Come la prestazione della Juve, le scelte di formazione e i cambi. C'è qualcosa che non torna. Forse anche all'interno dello spogliatoio se queste sono le premesse di una stagione poco chiara da decifrare anche dagli interessati. Figuriamoci dagli addetti ai lavori. Pronti ad essere smentiti anche da una Juve pratica e combattiva sotto la Torre Eiffel.

Fonte Paolino per bianconeranews.it

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