TRE COSE SU ASCOLI-GUIDONIA 1-0
1) Nervi tesi
Che non sarebbe stata una passeggiata lo si è intuito fin dai primi rintocchi del cronometro. Il Guidonia è sbarcato nel Piceno forte della quinta miglior difesa del girone, alzando un muro di gomma che ha messo a dura prova la pazienza dei bianconeri. I contatti duri e le proteste hanno scandito un primo tempo bloccato, dove la tensione agonistica ha spesso preso il sopravvento sul bel gioco. La squadra ospite ha giocato col cronometro, cercando di innervosire un Ascoli che però, nonostante le provocazioni, è rimasto lucido nel non cadere nella trappola e macinare gioco su gioco.
2) Il "solito" Milanese
Quando la partita sembrava destinata a trasformarsi in un enigma irrisolvibile, è salito in cattedra il "solito" Milanese, vero fattore aggiunto di questa rosa. Sempre al posto giusto al momento giusto, il centrocampista bianconero ha confermato una dote rara: la capacità di leggere in anticipo la traiettoria del pallone. Caparbio e spietato davanti alla porta, sempre pronto quando è chiamato in causa: tre punti d'oro che portano la sua firma d’autore.
3) Pubblico-Squadra: un binomio straordinario
Oltre al risultato tecnico, ciò che resta impresso della serata di ieri è l'atmosfera magica respirata sugli spalti: un binomio straordinario tra pubblico e squadra. I tifosi sono stati il dodicesimo uomo in campo, spingendo i ragazzi nei momenti di sofferenza e trasformando il "Del Duca" in una bolgia bianconera. Il boato al gol di Milanese è stato l'apice di una simbiosi che sembra essersi rinsaldata definitivamente dopo le ultime prestazioni. Questo legame viscerale tra la curva e gli undici in campo rappresenta il vero tesoro dell'Ascoli, una forza d'urto capace di intimidire qualsiasi avversario e trascinare il gruppo verso obiettivi ambiziosi.






