La notte da brividi nel Muro Giallo: Palladino sdogana i sogni europei dell'Atalanta
L'aria frizzante delle grandi notti europee torna ad accarezzare il volto dell'Atalanta. Il palcoscenico è di quelli che fanno tremare le vene ai polsi, ma che al tempo stesso esaltano l'indole di chi ha imparato a non porsi alcun limite. Davanti all'imponenza del catino di Dortmund, la truppa bergamasca si appresta a scrivere un nuovo ed entusiasmante capitolo della propria epopea in Champions League, spinta dall'energia contagiosa di un allenatore che ha trasformato l'ambizione nel marchio di fabbrica della squadra.
GERMANIA TERRA DI CONQUISTA - La vocazione internazionale del tecnico campano si sposa alla perfezione con le latitudini teutoniche. Proprio in terra tedesca, al suo debutto nella massima competizione, l'allenatore piazzò un clamoroso tris ai danni del Francoforte, piantando una bandierina di pura spavalderia. In soli tre anni e mezzo di panchina, la sua carriera ha assunto contorni tridimensionali, bruciando tappe e frantumando record. Basti pensare al bagliore abbagliante del successo contro il Chelsea campione del mondo: un biglietto da visita che certifica come queste siano esattamente le sue notti, irradiate da una luce speciale.
IL BIVIO GIALLONERO - Di fronte ci sarà un avversario che in patria ha ripreso a volare - scrive il Corriere dello Sport - , infilando una spaventosa striscia di sei successi consecutivi in Bundesliga. Eppure, l'ultima istantanea europea dei padroni di casa racconta di uno scivolone contro l'Inter, condannati da una magistrale punizione di Dimarco proprio nell'inferno di casa. Un girone che, d'altro canto, ha visto l'Atalanta recitare un ruolo da assoluta protagonista, risultando la formazione italiana con il bottino di punti più alto fino agli sgoccioli della fase a gruppi. Sotto la nuova guida tecnica, timori reverenziali e soggezioni sono stati definitivamente smantellati.
ADRENALINA E SFRONTATEZZA - L'avvicinamento al fischio d'inizio è un concentrato di emozioni che Palladino non fa nulla per nascondere. «Le pulsazioni sono alle stelle, l'adrenalina è a mille», ha confessato, tracciando poi la rotta per i suoi ragazzi. «Voglio vedere una squadra matura, capace di decifrare ogni singola fase del match contro il Borussia. Affrontiamo questi centottanta minuti forti della nostra identità e di un'autostima in costante ascesa. Abbiamo preparato la gara in un fazzoletto di tempo, ma siamo pronti ad alzare ulteriormente l'asticella».
NIENTE SCUSE IN INFERMERIA - Nel vocabolario del mister, la parola alibi è stata severamente cancellata. Nonostante una vigilia tormentata sul fronte medico, le soluzioni non mancano. La doccia fredda è arrivata dall'attacco, falcidiato in pochi giorni dai forfait di De Ketelaere e di Raspadori, quest'ultimo appena inserito in lista Uefa e fermato sul più bello da una lesione al bicipite femorale. Fortunatamente, la gestione certosina di Scamacca ha dato i suoi frutti. «Siamo consapevoli di perdere tantissima qualità e imprevedibilità, ma chi scenderà in campo saprà non farli rimpiangere», ha assicurato il tecnico, allontanando l'idea di una partita puramente difensiva. «Il centravanti ha recuperato pienamente. In questo 2026 abbiamo spinto tantissimo: se scenderemo in campo con la giusta leggerezza e sfrontatezza, saremo noi a creare grossi grattacapi ai tedeschi».
IL BRIVIDO DEL CAPITANO - L'anima dello spogliatoio pulsa all'unisono con le idee dell'allenatore. A sintetizzare lo spirito della vigilia ci ha pensato Marten de Roon, trascinatore assoluto della compagine orobica. «Solo a ripensare al percorso che abbiamo fatto in Europa mi viene la pelle d'oca», ha ammesso l'olandese, certificando un approccio a petto in fuori. «Scenderemo in campo senza un briciolo di paura, mettendo sul prato una concentrazione e una compattezza assolute».
L'attesa è finita. L'imponente muro avversario si erge minaccioso, ma la Dea ha ormai imparato a danzare tra le stelle senza soffrire di vertigini, pronta a trasformare un'altra notte europea in pura leggenda calcistica.
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