Durosinmi gela la Dea nel finale: a Pisa finisce 1-1. L'aggancio al Como sfuma
Il poker di vittorie consecutive resta un'illusione che dura meno di cinque minuti. L'Atalanta frena bruscamente all'Arena Garibaldi, impattando 1-1 contro un Pisa mai domo e gettando alle ortiche l'occasione d'oro per agganciare il Como al sesto posto. Una serata dai due volti, decisa dai panchinari, che lascia a Raffaele Palladino più dubbi che certezze: il gioco ha latitato e sono riemersi quei cali di tensione (i famosi "antichi difetti") già visti contro il Verona.
LA BEFFA DEL DEBUTTANTE - Tutto succede nel finale - descrive La Gazzetta dello Sport -. La Dea sembrava averla sfangata grazie al tap-in di Nikola Krstovic (entrato nella ripresa), bravo a risolvere una mischia confusa in area — con tanto di check VAR per un presunto tocco di mano di Angori e proteste toscane. Ma il vantaggio è stato custodito con troppa sufficienza. A cinque minuti dal termine, la doccia fredda porta il nome di Rafiu Durosinmi: il centravanti nigeriano, arrivato da poco e con un solo allenamento nelle gambe, ha bagnato l'esordio con un colpo di testa letale su cross di Leris. Un gol che rende giustizia a un Pisa che non meritava di perdere.
PRIMO TEMPO DA DIMENTICARE - Se il risultato finale lascia l'amaro in bocca, la prestazione deve far riflettere. Per lunghi tratti l'Atalanta è apparsa con il "fiato corto", sorpresa dal piano tattico di Gilardino che ha scelto di non fare barricate, ma di copiare l'intensità nerazzurra. Pressing, seconde palle e aggressività: i padroni di casa hanno messo alle corde una Dea incapace di innescare il triangolo offensivo. De Ketelaere è stato inghiottito dalla marcatura di Coppola e dai raddoppi, mentre Scamacca è rimasto isolato nella morsa di Canestrelli. Non è un caso che i migliori in campo per gli orobici siano stati Carnesecchi (decisivo su Moreo e Meister) e Hien: quando il portiere e il centrale difensivo sono i top player, significa che qualcosa non ha funzionato.
RASPADORI, MEZZ'ORA SENZA ACUTI - C'era grande attesa per l'esordio di Giacomo Raspadori. Palladino lo ha gettato nella mischia per gli ultimi 30 minuti, provando anche a ridisegnare la squadra con un 4-2-3-1 ambizioso. Jack ha provato a legare il gioco in "doppia versione" (prima e dopo l'ingresso di Krstovic), ma l'effetto sperato non c'è stato. La squadra, invece di azzannare la partita dopo il vantaggio, si è abbassata, subendo la rabbia agonistica dei toscani che, pur non vincendo da dieci turni, hanno trovato nel pareggio una spinta vitale.
PASSO INDIETRO - Resta il rammarico per una vittoria sfumata che avrebbe dato un senso diverso alla classifica in chiave europea. Ma resta soprattutto la necessità di analizzare una prestazione sottotono. L'Atalanta ha mostrato sufficienza nella gestione e poca lucidità nella costruzione, soffrendo il dinamismo di avversari come Moreo (partita immensa la sua) e Aebischer. Per puntare in alto, servirà ritrovare subito la fame e la continuità dei giorni migliori.
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