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Dea, da Rotterdam segnali incoraggianti per SarriTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 07:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Dea, da Rotterdam segnali incoraggianti per Sarri

Difesa promossa con Djimsiti e Kossounou, il centrocampo resta il cantiere aperto

L'Atalanta è rientrata da Rotterdam con impressioni positive. Il test con il Feyenoord ha restituito a Maurizio Sarri risposte confortanti, pur nella consapevolezza che ogni giudizio di inizio agosto vada maneggiato con cautela: il progetto è appena avviato e il gioco corale, marchio di fabbrica del tecnico toscano, non può ancora esistere. In Olanda si sono visti alcuni tasselli, non ancora il mosaico.

LA DIFESA REGGE L'URTO - Il riscontro migliore arriva dal reparto che più aveva preoccupato dopo i due gol incassati dall'Arezzo nei primi sette minuti. Contro un avversario ricco di individualità offensive — Valente, Vanhoutte, Mussa, Diarra e un Ueda sempre insidioso nonostante le scorie post Mondiale — la linea nerazzurra ha tenuto. Le reti al passivo sono nate da episodi: un rigore e un'incertezza isolata, aggravata da una mezza carica di Van Persie su Bellanova.

DJIMSITI E KOSSOUNOU CONVINCONO - Giorgio Scalvini è apparso già inserito nei meccanismi della retroguardia a quattro, ma le note più liete portano altri due nomi. Berat Djimsiti ha spazzato via i dubbi sull'adattamento, mostrando intelligenza tattica, tempi e letture ideali per il nuovo contesto: ora che sull'uomo a tutto campo non ha più lo smalto degli anni migliori, potrebbe aver trovato la chiave per allungare la carriera. Ancora meglio Odilon Kossounou, finalmente il giocatore che la società credeva di aver acquistato due anni fa: puntuale negli anticipi, concentrato, impressionante in un recupero in velocità su Nacho Ferri. Oggi è il centrale più adatto alle richieste del tecnico.

GAETANO IN PUNTA DI PIEDI - Il centrocampo resta invece il settore più delicato del cantiere, quello che chiederà maggiore pazienza. Gianluca Gaetano sta interpretando un ruolo tatticamente inedito per questa squadra, ed è arrivato con discrezione come unico volto nuovo in un gruppo consolidato e in parte abituato a vincere: comprensibile che si limiti a giocate essenziali, talvolta arretrando troppo. Con l'affiatamento crescerà anche l'incisività. Attorno a lui, Ederson e Mario Pašalić da mezzali restano garanzie, mentre Lazar Samardžić ha offerto spunti interessanti, propiziando anche la rete.

L'INTUIZIONE SULLA DESTRA - Merito anche del lavoro di Kamaldeen Sulemana, che abbassandosi con continuità in copertura sulla corsia destra ha aperto la strada agli inserimenti del serbo e di Davide Zappacosta. Una soluzione da tenere d'occhio, mentre sembra accantonato l'esperimento di Nicola Zalewski in mediana, con il polacco restituito al ruolo di esterno alto. Sulle fasce Michel Bernasconi, entrato nella ripresa, è parso più avanti di condizione e più sciolto rispetto ad Honest Ahanor: ne ha tratto vantaggio Gianluca Scamacca, vicino al gol.

KRSTOVIĆ NON SI FERMA - A segno, ancora una volta in questo precampionato, Nikola Krstović, autore anche di un palo: un indice di produttività altissimo nei sessanta minuti disputati, per giunta in una squadra che ha volutamente lasciato a lungo il possesso agli avversari.

LA CURA DEI PIAZZATI - Un capitolo a parte meritano le palle inattive – come analizza L'Eco di Bergamo –. Se la meticolosità del tecnico non è ancora visibile nella manovra collettiva, emerge già con chiarezza su punizioni e calci d'angolo, dove sono state provate diverse soluzioni studiate: e proprio da una di queste è nato il gol.

IL MERCATO PUÒ MUOVERSI - Resta il capitolo innesti. L'attacco è oggi il reparto più completo, addirittura sovrabbondante numericamente, ma nulla vieta che la vicenda che sta maturando tra il Cagliari e Sebastiano Esposito possa aprire scenari interessanti. Con un mese di trattative davanti, la Dea entrerà in scena con qualche colpo mirato o dettato dall'occasione, dopo aver valutato le reali necessità dell'organico.

Il porto più grande d'Europa è un buon posto da cui salpare. La rotta, però, è ancora tutta da tracciare.

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