Rowe, la Dea può alzare l'offerta: martedì la resa dei conti
Il tempo è diventato la variabile decisiva nella corsa dell'Atalanta a Jonathan Rowe. Da giorni la dirigenza nerazzurra ha individuato nell'esterno del Bologna il rinforzo capace di elevare il tasso tecnico della fascia sinistra offensiva, reparto in cui Maurizio Sarri chiede un salto di qualità. La prima proposta bergamasca, 35 milioni più bonus, è stata respinta: ora bisogna capire fino a che punto la Dea vorrà spingersi.
IL TESORETTO DAL CHELSEA - Le risorse per rilanciare non mancano. La cessione di Honest Ahanor ai Blues è ormai una pratica archiviata e garantisce alle casse orobiche un margine considerevole, anche se il direttore sportivo Cristiano Giuntoli ha tenuto a precisare che le operazioni in entrata non sono strettamente vincolate a quelle in uscita. Un incasso che comunque, come l'assalto inglese al difensore lasciava intuire da giorni, cambia la portata di ciò che Bergamo può permettersi.
PERCHÉ IL MURO REGGE - Dall'altra parte la resistenza emiliana ha una ragione precisa. Giovanni Sartori e Marco Di Vaio stanno cercando un elemento in grado di sostituire l'inglese nella rosa di Domenico Tedesco, e finché quel nome non sarà trovato difficilmente arriverà il semaforo verde. A meno, appunto, di un rilancio talmente pesante da rendere l'affare irrinunciabile, dopo giorni in cui il no rossoblù è stato ribadito con nettezza.
IL FATTORE TEMPO - Il calendario, però, incombe: la sessione chiude martedì alle 20. La sensazione – come ricostruisce La Gazzetta dello Sport – è che i nerazzurri stiano comunque continuando ad avvicinarsi al giocatore, forti del suo assenso già arrivato al trasferimento a Bergamo. Le prossime ore, in questo scenario, si annunciano determinanti.
L'INCROCIO DEL DESTINO - E poi c'è la coincidenza che rende tutto ancora più singolare. Lunedì Atalanta e Bologna si affronteranno alla New Balance Arena nella seconda giornata di campionato, con il diretto interessato potenzialmente in campo contro il club che lo corteggia. Uno scenario che si intreccia con le scelte di formazione già lette come segnali nelle scorse settimane.
FINO A QUANDO? - Resta allora l'interrogativo che circola a Zingonia: quanto tempo concederà la dirigenza prima di virare su un altro profilo? Le alternative, del resto, sono già state sondate e restano vive tra i vari fronti aperti dall'area tecnica nerazzurra.
Quattro giorni al gong. E una trattativa che può decidersi in poche ore.
© Riproduzione Riservata


