Gaetano e il cerchio che il referto ha lasciato aperto
Ci sono cerchi che il calcio disegna con cura e poi, all'ultimo tratto, lascia aperti. Gianluca Gaetano avrebbe dovuto chiudere il suo sabato sera alla New Balance Arena, nella prima partita da ex contro il Cagliari che lo ha venduto a luglio per circa dodici milioni più bonus, la cessione più pesante dell'anno rossoblù. Lo guarderà invece dalla tribuna, per una squalifica che a Bergamo continua a lasciare l'amaro in bocca non tanto per la sanzione quanto per la sua genesi.
Vale la pena rileggere i documenti, perché raccontano una storia meno lineare di quanto sembri. Il giudice sportivo ha fermato il centrocampista per un turno, con diecimila euro di ammenda, «per avere, al termine della gara, rivolto all'arbitro un'espressione gravemente irrispettosa». Il contesto è quello dei minuti concitati dopo il gol di Matías Soulé, con un recupero che sarebbe stato accorciato rispetto a quanto annunciato. Ma la versione del giocatore, raccolta e rilanciata da Maurizio Sarri nel post partita, è opposta: Gaetano sostiene di non aver detto nulla al direttore di gara e di non essersi nemmeno rivolto a lui, e chi gli stava accanto lo conferma. Il tecnico è stato netto: «Penso l'arbitro abbia confuso la situazione. È un errore arbitrale palese». Il referto, com'è naturale, fa fede; ma la sensazione che in un finale così caotico un'attribuzione sbagliata sia più che possibile resta legittima. Stiamo parlando di un dubbio ragionevole, non di un alibi.
Curiosità che rende il tutto più stridente: nello stesso comunicato la Roma è stata multata di duemila euro per aver ritardato di un minuto l'inizio del primo tempo. Un minuto in avvio, un recupero contestato alla fine, e in mezzo una serata che l'Atalanta ha perso al 93'. Ma torniamo a Gaetano, perché la sua storia merita di essere raccontata con il rispetto che le spetta.
Il 13 dicembre 2025, con la maglia del Cagliari, era stato lui a segnare al 75' l'1-1 momentaneo su questo stesso prato, prima che Gianluca Scamacca chiudesse i conti con una doppietta. Nove mesi dopo sarebbe tornato in campo da regista nerazzurro, e il cerchio si sarebbe chiuso. Non è un dettaglio da poco che sia stato proprio il Cagliari, e in particolare Fabio Pisacane, a costruire il giocatore che l'Atalanta ha comprato: arretrandolo stabilmente davanti alla difesa, trasformando il trequartista di strappi in un uomo di tempi e di ordine, con 33 presenze in campionato e una stagione che si è chiusa con la salvezza ottenuta proprio contro la Dea. Sarri lo ha scelto per quello che Pisacane gli ha insegnato. Sabato quell'insegnante e quell'allievo non si guarderanno negli occhi, e ci perde lo spettacolo.
Ci perde anche l'Atalanta, che nelle prime tre giornate lo ha visto sempre titolare, con l'assist per Raspadori al Sassuolo e il primo passaggio della costruzione a lui affidato. Senza il suo direttore d'orchestra il tecnico sceglierà fra Franck Kessie, in cerca di benzina ma carico di simboli, e un Lazar Samardžić arretrato, mentre davanti Jonathan Rowe si prepara alla prima da titolare. Gli incroci non finiscono qui: dall'altra parte c'è Daniel Maldini, di proprietà nerazzurra, che lunedì ha deciso Cagliari-Lecce con il primo gol in rossoblù; in infermeria resta Kamaldeen Sulemana, altro nome che i sardi conoscono bene.
Gaetano tornerà contro la Juventus, con una partita in meno e una vicenda che sarebbe giusto archiviare senza etichette. Il cerchio del Cagliari resta aperto. Il campo, prima o poi, gli restituirà il tratto che manca.
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