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De Ketelaere, la fiducia ritrovata in Belgio: l'Atalanta aspetta la svolta

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Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com
Oggi alle 07:45Primo Piano
autore Redazione TuttoAtalanta.com
05.10.2026 07:45Primo Piano
In nazionale è titolare fisso e decisivo, a Bergamo non segna dal 10 gennaio. Sarri e Giuntoli continuano a puntare su di lui: lunedì col Venezia saranno 275 giorni di digiuno
www.imagephotoagency.it
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All'Atalanta sperano che dal ritiro del Belgio torni il Charles De Ketelaere migliore, quello che a Bergamo manca ormai da troppo tempo. Il trequartista era partito per la pausa dopo settimane opache, ma l'esperienza con la nazionale potrebbe avergli restituito slancio. E Maurizio Sarri, che da lui si aspetta molto, attende segnali concreti.

IL MEGLIO SOLO IN NAZIONALE - Negli ultimi mesi le sue prestazioni migliori sono arrivate con la maglia dei Diavoli Rossi. L'apice resta il Mondiale: tre reti in due partite della fase a eliminazione diretta, con la doppietta agli Stati Uniti in una sfida dal sapore di rivincita e il gol alla Spagna, l'unico subito dai campioni del mondo nel torneo. Anche in questa finestra qualcosa di buono si è visto: un assist vero per Romelu Lukaku contro la Turchia e un altro, valido solo per le statistiche, nella gara con l'Italia, quando Dodi Lukebakio ha fatto praticamente tutto da solo. Poco, ma comunque più di quanto mostrato in nerazzurro in questo avvio di stagione, in attesa della sfida con la Francia.

RUOLI CAPOVOLTI - C'è stato un tempo in cui il belga brillava a Bergamo e passava inosservato in nazionale. Oggi lo scenario si è ribaltato: con il Belgio è diventato un titolare inamovibile, 250 minuti sui 270 delle ultime tre gare, mentre in nerazzurro gioca con continuità ma lascia raramente il segno. Gli attenuanti non mancano, dall'avvio ritardato della preparazione proprio per via del Mondiale fino all'infortunio accusato nelle prime settimane.

UN PUNTO FERMO - Se il problema era la fiducia, il Belgio potrebbe avergliela restituita – osserva L'Eco di Bergamo – e questo può tradursi in un rilancio anche in chiave atalantina, dove il suo status non è in discussione. Il tecnico lo ha sempre elogiato pubblicamente, e a giugno Cristiano Giuntoli lo aveva inserito nella lista degli incedibili, insieme a Marco Carnesecchi.

PUNTA O ALA, UN FALSO PROBLEMA - Nei giorni scorsi lo stesso giocatore ha raccontato di un tentativo del Psg in estate, confessando anche di sentirsi più a suo agio da centravanti che da esterno. Una questione che, a ben vedere, conta poco: a Bergamo ha quasi sempre agito partendo da destra, e semmai il riferimento poteva riguardare compiti tattici che lo tengono più largo. Del resto, le sue giocate migliori nascono proprio da quella zona di campo, come dimostra l'assist servito a Lukaku contro la Turchia, arrivato con un'iniziativa sulla fascia subito dopo l'ingresso dell'ex attaccante del Napoli, che lo aveva spostato dal centro.

NOVE MESI SENZA GOL - Al centro, d'altronde, sarebbe difficile immaginarlo come prima scelta, con Gianluca Scamacca, Nikola Krstović e Giacomo Raspadori in rosa. La sua ripresa, quindi, non è una questione di posizione. Il calo di questo inizio di stagione è evidente, ma il problema viene da lontano: in tutto il 2026 ha firmato una sola rete con l'Atalanta, l'1-0 al Torino del 10 gennaio. Quando i nerazzurri affronteranno la sfida di lunedì contro il Venezia saranno trascorsi 275 giorni. In mezzo, infortuni e flessioni che hanno amplificato la sua storica discontinuità.

Il Belgio gli ha regalato la ribalta in estate e forse ora anche la serenità di cui si alimenta. L'Atalanta ha bisogno della sua qualità: il momento di ritrovarla è adesso.

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