Bernasconi o Kolašinac? La sinistra dell'Atalanta aspetta un padrone
Redazione TuttoAtalanta.com
Sulla fascia sinistra l'Atalanta cerca ancora un padrone: Lorenzo Bernasconi e Sead Kolašinac si sono divisi il posto senza convincere, e Maurizio Sarri attende risposte. In una squadra che sta ancora prendendo forma, la corsia mancina è diventata il reparto più scoperto: se il rendimento non cambierà nelle prossime settimane, la società potrebbe vedersi costretta a correre ai ripari.
LA STAFFETTA BERNASCONI-KOLAŠINAC - I numeri fotografano un ballottaggio senza vincitori. In sette gare i due hanno collezionato cinque presenze a testa, spesso dandosi il cambio a partita in corso: 309 minuti per il bosniaco, 292 per l'italiano, appena diciassette di scarto. Le gerarchie di partenza premiavano Bernasconi, schierato titolare nelle prime uscite; poi il tecnico ha scelto di affidarsi al veterano, anche per misurarne l'affidabilità in prospettiva, prima di restituire la maglia al più giovane nella sfida con la Juventus.
IL PARADOSSO DEL MERCATO - La lacuna, a guardarla bene, nasce da un controsenso. Nelle ultime battute della sessione estiva quella corsia era, sulla carta, la più affollata dell'intera rosa: oltre ai due protagonisti di oggi c'era Honest Ahanor, senza contare la duttilità di Davide Zappacosta. L'addio di Kolašinac sembrava una formalità, finché sul tavolo non è piombata per Ahanor un'offerta impossibile da respingere, a fronte di un talento ancora in piena maturazione: a quel punto la cessione del bosniaco è saltata. Negli stessi giorni si era affacciata anche l'ipotesi di un innesto nel ruolo, con Juan Cabal tra i profili possibili: un jolly capace di agire tanto da terzo centrale quanto da terzino mancino. Il club ha poi indirizzato le risorse altrove, puntando su Rowe per il reparto offensivo e confermando a sinistra Bernasconi accanto a un Kolašinac da rigenerare.
MARGINI RIDOTTI - Entrambi, finora, sono rimasti sotto le attese, ciascuno per ragioni proprie. Non sono certo gli unici a faticare in questo avvio, ma in quella zona del campo lo spazio di crescita appare più stretto che altrove: Bernasconi ha alle spalle un'annata incoraggiante, eppure non possiede ancora la completezza per sostenere con continuità l'urto dell'alto livello; Kolašinac, all'opposto, paga il conto degli anni.
BERNASCONI, LA SCELTA DI SARRI - Nel medio periodo, comunque, la prima opzione designata è il più giovane. Lo ha chiarito l'allenatore in persona – come riporta L'Eco di Bergamo, che lo ha ospitato in redazione – con parole prive di ambiguità: «È chiaro che devo cercare di fare crescere Bernasconi: essendo il più giovane, è quello a cui vanno date altre possibilità». Un'investitura pubblica, che però non cancella i limiti attuali. Il ragazzo resta un progetto affascinante ma incompiuto: non un predestinato già pronto come Giorgio Scalvini ai suoi esordi, semmai un profilo accostabile al primo Matteo Ruggeri, stesso ruolo ma caratteristiche differenti.
PREGI E LIMITI - Il profilo è quello di un terzino ordinato, chiamato però a guadagnare personalità e solidità in fase di non possesso: contro avversari rapidi e tecnici, oggi, va in sofferenza. Non lo aiuta il passaggio al nuovo assetto tattico voluto da Sarri, che lo obbliga a ripartire quasi da capo rispetto ai progressi della passata stagione; eppure, alla distanza, proprio quel sistema potrebbe calzargli meglio di ogni altro, perché Bernasconi non ha l'indole dell'esterno a tutta fascia. Che la società creda in lui lo dimostra la valutazione: ai primi sondaggi di altri club, l'Atalanta ha risposto fissando l'asticella attorno ai 25 milioni.
KOLAŠINAC, LA SFIDA A 33 ANNI - Discorso diverso per Kolašinac, al quale va riconosciuta la disponibilità a mettersi di nuovo in gioco a 33 anni, con un fisico logorato dagli infortuni e da un modo di stare in campo che non risparmia nulla. Dopo essersi reinventato con successo centrale mancino, gli viene chiesto ora un salto all'indietro: tornare terzino nella linea a quattro, compito che ha continuato a svolgere in nazionale, seppur in contesti meno esigenti. L'applicazione non manca, e il suo atteggiamento segna una differenza netta rispetto a Marten De Roon, che ha preferito andarsene non appena scivolato fuori dall'undici titolare. L'anagrafe, però, concede poco, e gli inciampi sono già stati parecchi: dalle sbavature contro l'Hapoel al tocco di mano costato il rigore con il Cagliari.
L'OPZIONE ZAPPACOSTA - Sarri continuerà a insistere su Bernasconi senza rinunciare al contributo del bosniaco, in attesa di passi avanti da entrambi. Sullo sfondo resta una terza via: Zappacosta, finora il meno impiegato tra i terzini della rosa, può tornare a presidiare la corsia mancina, anche perché sul versante opposto Raoul Bellanova si è preso a sorpresa i galloni del titolare.
MERCATO DI GENNAIO - Il resto lo dirà il calendario. Bernasconi e Kolašinac hanno tre mesi per trasformarsi, di fatto, nei rinforzi che quella fascia aspetta; ma l'ipotesi di un intervento a gennaio resta sul tavolo. Non per bocciare il giovane, semmai per tutelarlo: un innesto gli permetterebbe di maturare con i suoi tempi, senza il peso di una maglia da titolare imposta dalla necessità.
LA SCADENZA - A sinistra, insomma, la pazienza ha una data di scadenza. E si chiama gennaio.
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