Scalvini, il salto passa dall'azzurro: Sarri ora lo vuole leader
Redazione TuttoAtalanta.com
Giorgio Scalvini ha raccolto la sfida lanciata da Maurizio Sarri e l'ha vinta lontano da Bergamo: tre partite da titolare con la Nazionale hanno restituito all'Atalanta un difensore in piena crescita, proprio nel momento in cui il reparto arretrato ne ha più bisogno.
LO SPRONE DI SARRI - Il messaggio era partito alla vigilia della trasferta di Torino contro la Juventus, l'ultimo impegno di campionato prima della sosta, poi chiuso con una sconfitta. Un avvio di stagione opaco, il suo come quello dell'intero gruppo, aveva spinto l'allenatore a parlare chiaro: riconosciuti i margini e la forza individuale del ragazzo, Sarri gli aveva chiesto di migliorare nella lettura collettiva del reparto, indicando però altrove il vero salto di qualità. «Sotto l'aspetto della personalità, da lui mi aspetto di più». Più che una critica, una chiamata alle armi rivolta a chi è considerato un pilastro.
SCALVINI IN NAZIONALE - La replica è arrivata con un'altra maglia. Contro la Turchia, poi contro la Francia e infine ancora contro i turchi, il centrale ha giocato dal primo minuto offrendo tre prove di spessore, all'interno di un'impostazione difensiva molto vicina a quella che sta imparando a Zingonia. Segnali che non sono sfuggiti al suo allenatore: «Sta facendo dei passi avanti giganteschi e adesso deve diventare un punto di riferimento e un aiuto per tutta la squadra, trasformandosi da leader tecnico a trascinatore», ha confidato a L'Eco di Bergamo. Il passaggio richiesto è netto: dalla qualità del singolo alla capacità di trascinare chi gli sta intorno.
LA DIFESA A ZONA - Il contesto tattico spiega perché la questione sia tanto centrale. Con il nuovo sistema sono cambiati anche i riferimenti: la linea si muove in funzione della palla e degli spazi, non più del diretto avversario. Serve allora che uno dei due centrali faccia da regista arretrato, capace di interpretare i tempi della giocata e di dettare le distanze ai compagni. Una casella delicata, che Sarri – come analizza La Gazzetta dello Sport – avrebbe volentieri irrobustito sul mercato estivo, se la scelta fosse dipesa solo da lui. In azzurro quel compito è ricaduto soprattutto su Alessandro Bastoni; a Bergamo potrebbe essere proprio Scalvini a prenderselo, affiancato da Thomas Kristensen. Il tecnico, del resto, è convinto che il nuovo calcio difensivo sia cucito su misura per lui: «È tecnico e ha letture, questo modo di difendere lo può esaltare».
UN PATRIMONIO PER LA DEA - Attorno al difensore la società ha costruito una parte importante del proprio futuro, tanto sul piano tecnico quanto su quello finanziario, come dimostra il recente rinnovo del contratto. E l'emergenza numerica ne accelera la responsabilità: Isak Hien e Odilon Kossounou torneranno a disposizione solo dopo la pausa di novembre. Le prime indicazioni su chi guiderà la retroguardia in questo filotto di gare arriveranno già dalla sfida con il Venezia di lunedì sera e da quella con il Pafos in programma giovedì.
LA CONTINUITÀ DI SCALVINI - Resta però un nodo che nessuna crescita caratteriale può sciogliere da sola: la tenuta fisica. A 22 anni il difensore è già alla sesta stagione tra i grandi, eppure soltanto nel 2023-2024 è riuscito a oltrepassare quota 3.000 minuti, frenato negli altri anni da un elenco di infortuni troppo lungo. È all'incirca il minutaggio di un titolare in una squadra impegnata su tre fronti. Non a caso, quella fu l'annata dell'Europa League, la pagina più gloriosa nella storia del club.
LA SFIDA - La strada indicata da Sarri è tracciata. Ora a Scalvini serve il campo, con continuità, per diventare la voce che comanda la difesa.
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