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Atalanta, le pagelle: Pasalic illude, la maledizione dei rigori condanna Palladino
Oggi alle 00:00Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com
fonte Lorenzo Casalino

Atalanta, le pagelle: Pasalic illude, la maledizione dei rigori condanna Palladino

I nerazzurri sbattono contro i legni, la rigidità del VAR e una disastrosa lotteria dal dischetto. Il cuore e la reazione d'orgoglio non bastano per strappare il pass della finalissima.

ATALANTA-LAZIO 2-3 d.c.r (p.t. 0-0; s.t. 1-1 | andata 2-2)
84' Romagnoli (L), 86' Pasalic (A)
Sequenza rigori Raspadori (A) gol, Nuno Tavares (L) parato, Scamacca (A) parato, Cataldi (L) palo, Zappacosta (A) parato, Isaksen (L) gol, Pasalic (A) parato, Taylor (L) gol, De Ketelaere (A) parato.

CARNESECCHI, voto 6
Trascorre gran parte dei tempi regolamentari nelle vesti di spettatore non pagante, osservando il delicato scacchiere tattico da distanza di sicurezza. Il primo vero intervento della sua serata consiste nel raccogliere mestamente in fondo al sacco l'inzuccata di Romagnoli. Nella crudele lotteria dei rigori indossa il mantello da eroe neutralizzando una conclusione, ma i compagni vanificano la sua prodezza. Incolpevole.

SCALVINI, voto 5,5
Esibisce la consueta intraprendenza, ma eccede in un agonismo che sfiora l'incoscienza. Nel cuore della ripresa, una sua scomposta pressione su Noslin culmina con un tocco di braccio che fa gelare il sangue nelle vene; le moviole gridano al penalty solare, eppure la terna arbitrale decide inspiegabilmente di chiudere un occhio. Un rischio fatale che macchia l'applicazione tattica. Graziato.
dal 94' AHANOR, voto 6
Gettato nella mischia nel catino bollente dei supplementari, si limita a una gestione prettamente conservativa del pallone, badando a non alterare i fragili equilibri senza mai partecipare allo psicodramma dei rigori. Scolastico.

DJIMSITI, voto 5
Amministra il pacchetto arretrato con apparente serenità per quasi l'intera durata della contesa, mantenendo le giuste distanze. Il suo castello di certezze, tuttavia, crolla rovinosamente nell'istante più critico: si perde Romagnoli con una lettura colpevolmente pigra, concedendo al centrale avversario lo stacco che sblocca il match. Una macchia troppo grossa per essere lavata. Disattento.

KOLASINAC, voto 6
Inaugura il taccuino dei cattivi dell'arbitro, un fardello che lo costringe a camminare sul filo del rasoio. Nonostante l'ammonizione, non smarrisce la sua natura da combattente, accettando ogni sportellata e garantendo un'uscita del pallone sorprendentemente pulita dal basso. Roccioso.
dal 71' KOSSOUNOU, voto 6
Impatta sulla gara con la giusta ferocia agonistica, alzando un muro invalicabile nei momenti di maggiore stanca fisica della squadra. Puntuale.

ZAPPACOSTA, voto 5,5
Il motore atletico è quello dei giorni migliori, permettendogli di arare la corsia ininterrottamente per oltre centoventi massacranti minuti. La sua abnegazione è encomiabile, ma la lucidità lo abbandona nel momento della verità: si presenta sul dischetto e cestina un penalty vitale con un'esecuzione molle e prevedibile, non da par suo. Tradito.

DE ROON, voto 5,5
Funge da insostituibile diga frangiflutti, rammendando le linee e soffocando sul nascere le transizioni biancocelesti. Tuttavia, quando è chiamato a fungere da primo costruttore, opta sistematicamente per il passaggio conservativo, rifiutando di assumersi il rischio della giocata verticale che spezza i raddoppi. Pragmatico.
dal 71' PASALIC, voto 6
Conferma la sua aura mistica di uomo della provvidenza, firmando il pareggio vitale pochi istanti dopo lo svantaggio con un inserimento chirurgico. Sembra il preludio a una notte magica, ma l'illusione si spegne sul dischetto, dove fallisce malamente la trasformazione condannando i suoi. Agrodolce.

EDERSON, voto 6
Una dinamo inesauribile nel cuore del centrocampo. Assapora la gioia del vantaggio infilando la palla in rete, un boato strozzato in gola dalla gelida chiamata del VAR per una precedente irregolarità di Krstovic. Continua a macinare chilometri anche quando la spia della riserva è accesa da un pezzo. Stoico.

BERNASCONI, voto 6
Catapultato in una sfida dal peso specifico insostenibile, risponde con la beata incoscienza della gioventù. Gioca con la mente sgombra, affronta l'avversario a viso aperto e scivola con eleganza sulle pressioni tattiche. Solo un problema fisico frena la sua brillante e coraggiosa cavalcata. Sfrontato.
dal 56' BELLANOVA, voto 5
Ha a disposizione quasi un'ora di gioco per spaccare la partita sulla fascia, ma si incarta in una prestazione incomprensibilmente timida. Rifiuta l'uno contro uno, palesa incertezze negli appoggi e non inserisce mai le marce alte che lo contraddistinguono. Inibito.

DE KETELAERE, voto 5,5
La sua immensa classe rimane drammaticamente imprigionata nella fitta ragnatela tessuta dalla retroguardia laziale. Non trova l'aria per respirare tra le linee e le sue geometrie appaiono sfocate, pur mettendo lo zampino nel raddoppio poi annullato. La sua serata storta trova il triste compimento nel calcio di rigore fallito. Opaco.

ZALEWSKI, voto 5,5
Vive la stracittadina romana come una faccenda puramente personale, un coinvolgimento emotivo che finisce per mandarlo fuori giri. Ha sul destro il pallone che potrebbe cambiare la storia del primo tempo, ma lo sciupa con rara imperizia. Da lì in poi, è un susseguirsi di forzature e imprecisioni tecniche. Frenetico.
dal 71' RASPADORI, voto 6
Vaga ai margini della contesa senza riuscire a farsi notare fino all'alba dei supplementari. Nel momento topico trova l'incornata vincente del potenziale trionfo, ma la bandierina del fuorigioco strozza l'urlo del settore ospite. Sfortunato.

KRSTOVIC, voto 6,5
Palladino gli affida le chiavi dell'attacco e lui ripaga con una prova di suprema generosità. Riceve spigolate su ogni zolla, viene punito dal VAR come co-protagonista in negativo sul gol annullato a Ederson, ma non si arrende: la sua visione periferica partorisce il sublime assist che permette a Pasalic di trascinare la sfida ai supplementari. Prezioso.
dall'89' SCAMACCA, voto 5,5
Il destino gli confeziona il match point sulla testa negli ultimi scampoli di recupero, ma il miracolo di Motta con l'ausilio della traversa gli nega l'apoteosi. Una sliding door che lo segna psicologicamente: si presenta sul dischetto e calcia malissimo il rigore che certifica l'eliminazione. Sprecato.

ALL. RAFFAELE PALLADINO, voto 5,5
Imposta la partita come una maratona di logoramento, concedendo colpevolmente il pallino del gioco alla Lazio in avvio. La squadra ha il merito di crescere alla distanza e mostra una tempra d'acciaio reagendo furiosamente allo svantaggio, sfiorando ripetutamente il colpo del ko. La dea bendata gli volta le spalle tra legni e decisioni arbitrali millimetriche, ma da un organico di questo spessore ci si attende la capacità di azzannare la preda senza doversi affidare alla cieca roulette dei rigori. Incompiuto.

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