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Otto gol e tanti rimpianti: la Dea si fa riprendere, col Frosinone è 4-4

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Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com
Oggi alle 18:00Copertina
autore Redazione TuttoAtalanta.com
25.10.2026 18:00Copertina
Alla New Balance Arena l'Atalanta va avanti tre volte ma non chiude mai la partita: Terzic pareggia all'83', i nerazzurri escono tra i fischi del pubblico

ATALANTA-FROSINONE 4-4 (p.t. 3-2)
1' e 17' Schmid (F), 12' e 45' Krstovic (A), 33' rig. Ederson (A), 48' Calò (F), 50' Elmas (A), 83' Terzic (F)

Un pareggio che sa di sconfitta, e che la New Balance Arena accoglie con una contestazione comprensibile: l'Atalanta e il Frosinone si dividono la posta con un 4-4 spettacolare quanto amaro per i nerazzurri, passati in vantaggio tre volte e ripresi altrettante. Non bastano la doppietta di Krstović, il rigore di Éderson e il gol di Elmas: la doppietta di Schmid, la rete di Calò e il pari di Terzic all'83' — tutti nati dalle iniziative di un Ghedjemis imprendibile — certificano una fragilità difensiva che, con la qualità a disposizione, non è più accettabile.

UN PRIMO TEMPO SULLE MONTAGNE RUSSE - La gara si apre con un errore di Éderson in costruzione che spiana la strada a Schmid dopo ventisette secondi. La Dea reagisce e al 12' pareggia: recupero e sgasata di Rowe, passaggio illuminante di De Ketelaere e Krstović solo davanti a Palmisani. Al 17' i ciociari tornano avanti con lo stesso Schmid, servito da Ghedjemis dopo uno scontro tra Raimondo e Obrić; il gol viene convalidato dopo la revisione al VAR. L'Atalanta, che perde anche Bellanova per un problema muscolare al 28', trova il pari al 33' con il rigore di Éderson, assegnato dopo il check per un tocco di mano di Cittadini, e il sorpasso al 45' con la zampata di Krstović sul cross di Zappacosta, liberato da una punizione rapida di Gaetano.

LA RIPRESA E IL GOL FOTOCOPIA - Il vantaggio dura appena tre minuti. Al 48' il Frosinone riparte come aveva cominciato: Ghedjemis scarica per Calò, che con il piattone pesca l'angolo lontano per il 3-3. La risposta nerazzurra è immediata: al 50' De Ketelaere rompe la linea con un'altra percussione, cerca Krstović in allungo e il centravanti, da perfetto pivot, apre per Elmas, che punisce la scalata in ritardo della difesa ciociara. È il quarto vantaggio della giornata, ed è anche l'ultimo.

LE OCCASIONI PER CHIUDERLA - Sul 4-3 la Dea ha più di un'opportunità per mettere al sicuro il risultato. Al 63' Calvani salva in scivolata su Krstović a portiere battuto, al 70' Palmisani va giù in un centesimo di secondo sul destro di Zalewski, entrato per Rowe. In mezzo, però, il Frosinone continua a trovare spazi con una facilità preoccupante: Ghedjemis prova più volte a sfondare, Carnesecchi interviene al 68' e al 78', poi al 80' respinge di pugni il destro schiacciato di Schmid. Sarri prova a gestire inserendo Pašalić, Scamacca e Samardžić, ma la squadra perde progressivamente le distanze.

IL PARI CHE BRUCIA - All'83' arriva il colpo che gela Bergamo: un altro pallone di Ghedjemis, l'ennesimo scarico in area e Terzic, entrato all'intervallo, in scivolata fa 4-4. Un gol fotocopia degli altri, nato ancora una volta dalla stessa corsia e dalla stessa incapacità di leggere i tagli. Negli ultimi minuti Elmas si rende provvidenziale anche in difesa su Ghedjemis all'85', all'87' Palmisani trattiene con un brivido su Elmas e all'89' Terzic sfiora addirittura il sorpasso con un tiro a centimetri dal palo lontano. Dopo quattro minuti di recupero, il triplice fischio è accompagnato dai fischi della tifoseria.

IL COMMENTO TECNICO - I numeri raccontano una partita giocata alla pari — possesso al cinquanta per cento, ventuno tiri contro ventidue — ma il dato più severo è quello delle conclusioni nello specchio concesse: undici. Il 4-2-3-1 di Sarri produce gol e occasioni, con De Ketelaere ispiratissimo e Krstović sempre più centrale nella manovra, ma con due soli mediani a protezione di una difesa in piena emergenza la squadra concede transizioni a ripetizione. La corsia di destra è stata il varco preferito dal Frosinone, e i quattro gol subiti sono nati da letture tardive sui tagli e da coperture preventive mai registrate. Il problema non è la quantità del gioco offensivo, ma l'equilibrio complessivo: una squadra che segna quattro gol in casa e non vince ha un difetto strutturale da correggere.

LA CONTESTAZIONE E IL MOMENTO - L'Atalanta sale a dieci punti dopo otto giornate, un bottino lontano dalle ambizioni di una rosa di questo livello. Davanti a 21.400 spettatori, la squadra lascia il campo tra i fischi, segno di una pazienza che comincia a esaurirsi dopo le sconfitte con Milan e Ajax. Per Sarri, costretto a lavorare con una lista di convocati ridotta all'osso e da oggi anche senza Bellanova, l'emergenza è un'attenuante reale ma non può bastare a spiegare una fase difensiva così fragile.

Resta la doppietta di Krstović, sempre più riferimento dell'attacco, e una produzione offensiva che non manca. Ma da quest'Atalanta, con i valori che ha in rosa, ci si aspetta molto di più: la sensazione è che il tempo delle attenuanti stia finendo.

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per Tuttoatalanta.com

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