Mercato di gennaio, la linea della Dea: i rinforzi arrivano dall'infermeria
Redazione TuttoAtalanta.com
Con dieci indisponibili e una difesa ridotta a due centrali, la domanda arriva naturale: l'Atalanta interverrà sul mercato di gennaio? La risposta che filtra da Zingonia, raccolta in questi giorni da più testate, è orientata alla prudenza. La rosa costruita in estate è considerata profonda e completa; i rinforzi che Maurizio Sarri attende sono quelli che torneranno dall'infermeria, non quelli che potrebbero arrivare da fuori. La finestra invernale resta aperta soltanto a eventuali occasioni.
LA STRATEGIA - Secondo quanto riferisce TuttoMercatoWeb, la dirigenza guidata da Cristiano Giuntoli non si metterà alla ricerca di volti nuovi: quando l'emergenza rientrerà, il tecnico avrà ampia scelta in tutti i reparti, e l'idea di aggiungere un giocatore per tamponare un'assenza di un mese non convince nessuno. Il principio è lo stesso che aveva già escluso, a metà ottobre, il ricorso agli svincolati per la difesa.
IL QUADRO - La lettura ha una base concreta. Tra i centrali, Hien, Kossounou, Kolašinac e Kristensen sono tutti giocatori che, in condizioni normali, si contenderebbero due posti; a centrocampo Franck Kessie e Gaetano completano una mediana che con Éderson e Pašalić è a quattro; in attacco Scamacca e Raspadori raddoppiano le soluzioni dietro e accanto a Krstović. Un'Atalanta al completo ha abbondanza, non carenza: il problema è il tempo.
LE OCCASIONI - Il margine resta per un colpo opportunistico, se il mercato dovesse offrire un profilo a condizioni vantaggiose, com'è nella tradizione del club. Nessun nome circola con insistenza e nessuna trattativa è stata avviata, almeno stando a ciò che emerge: la Dea osserva, non cerca. Nel frattempo, dal fronte uscite, l'unica voce è il confronto scomodo che riguarda Rowe, rilanciato venerdì da un'indiscrezione sulla sua volontà di partire.
IL CAMPO - Il report di venerdì ha mostrato Kolašinac e Kessie di nuovo sul prato per lavoro personalizzato, e la sosta di novembre è il crocevia atteso per riavere almeno due titolari. Fino ad allora, Sarri andrà avanti con il vivaio in panchina e con la formula che ha definito in conferenza a Firenze: sopravvivenza. Non è la stagione che a Bergamo si immaginava in estate, ma la società non intende reagire con acquisti d'impulso.
Una linea chiara: aspettare i rientri piuttosto che inseguire i nomi. Per Maurizio Sarri significa ancora qualche settimana di cerotti; per il club, la convinzione che la rosa dell'estate, quando Giorgio Scalvini e compagni saranno tutti disponibili, sia già quella giusta.
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