La rivincita di Palladino: è già un'Atalanta diversa rispetto a quella stanca di Juric
Per Raffaele Palladino l’avventura da allenatore dell’Atalanta non è stata nel segno di un inizio facile, visto che all’esordio scendeva sul campo inespugnato da un anno del Napoli campione in carica della Serie A e anche la seconda partita era in trasferta, il trionfale 3-0 al suo personale esordio in Champions, a Francoforte.
La terza partita, la prima in casa, era quella però dal carico emotivamente più pesante, visto che Palladino era chiamato a sfidare la Fiorentina, squadra lasciata poco più di 5 mesi fa per via di turbolenze interne con l’allora Ds Pradè (nel frattempo anche lui si è dimesso) e oggi ultima, alla ricerca di riscatto. Non è stata la domenica della rinascita viola, se di prima vittoria si deve parlare è quella della Dea di Palladino nel suo cammino di risurrezione in Serie A. E rispetto all’Atalanta stanca vista con Juric, si intravedono già segnali di una differenza nel processo. Vedere la mole di occasioni costruite nella sfida alla Fiorentina (e già prima con l’Eintracht, oltre che nel secondo tempo di Napoli) per credere.
Voto 7,5 per Palladino nelle pagelle di TMW di Atalanta-Fiorentina 2-0: "Come sempre, le incursioni degli esterni e la mobilità degli esterni garantiscono superiorità alla squadra di Gaspe... ah no, è il lavoro, in pochi giorni, dell'ex di turno, entrato con idee chiare nel mondo bergamasco. Ottimo l'approccio al match, nel primo tempo la sblocca causalmente ma, sommando le occasioni, con merito".
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