Avellino, contro il Padova un passo indietro amaro. Subito il riscatto contro l'Entella
Marco Costanza
L'Avellino esce sconfitto 1-0 dalla gara contro il Padova. Un ko pesante, perché se vogliamo, ridimensiona un po' le ambizioni dei lupi, chiamati ad avere continuità almeno in casa. Al Partenio arrivava un Padova in enorme crisi, 3 sconfitte di fila, due delle quali in casa, la panchina di Calabro in bilico e progetto tecnico in discussione. Padova che ha reagito con le unghie e con i denti alle avversità del momento, trovando una vittoria che dà un po' di ossigeno, anzi, porta i veneti a 10 punti, a -1 proprio dall'Avellino.
Nesta conferma di base la formazione tipo, unico assente dagli 11, Armando Izzo, influenzato in settimana. Al suo posto esordio assoluto per Di Bitonto.
Al 19' vantaggio del Padova, uscita sbagliata dell'Avellino, palla recuperata dagli ospiti, cross in mezzo, sponda di Artistico per Zuelli che di testa in mezzo a Enrici e Venturi batte Martinelli, che tocca la palla ma non riesce a spingerla fuori dalla porta. L'Avellino prova la reazione ma il Padova è pericoloso sui piazzati. Alla mezz'ora colpo di testa di Fusi che colpisce la base alta della traversa. Successivamente, l'Avellino chiude il Padova nella sua metà campo, ma non trova spunti pericolosi.
Nella ripresa entra Di Maggio per un insufficiente Palmiero. Al 52' tripla chance per i lupi, colpo di testa di Di Bitonto salvato sulla linea, poi salvataggio anche sui tentativi di Cheddira.
Nesta si gioca la carta Izzo e Favilli al 60', out Di Bitonto e Cheddira. Al 64' la più grande chance per l'Avellino, cross in mezzo dove Moruzzi colpisce a colpo sicuro, Sorrentino effettua un miracolo clamoroso a negare il gol del pareggio. Assalto Avellino, colpo di testa di Favilli, ancora super Sorrentino. Poi anche Palumbo di testa, palla alta. Assalti finali che concludono ben poco, perde l'Avellino. Terza sconfitta stagionale, seconda in casa, prima gara senza gol in campionato per i lupi.
Insomma, parecchi passi indietro per la squadra di Nesta, chiamata a dare continuità dopo Cesena e la vittoria contro la Sampdoria.
Un primo tempo quasi simile a quello in Romagna. Certo, non così sofferto, ma Avellino lento, sotto ritmo, compassato. Lupi padroni del campo, sì, ma in zona offensiva non si è trovato mai il guizzo vincente. Palmiero non ai suoi livelli, Palumbo e Besaggio evidentemente con bisogno di riposo.
Davanti, le solite folate di Russo, ormai le difese le leggono bene e Cheddira è apparso un po' impacciato, ha toccato poche palle, ma non è nella giusta condizione al momento.
Nella ripresa, giusto il cambio di Palmiero (poteva uscire in realtà tutto il terzetto del centrocampo). Buono l'ingresso di Di Maggio, magari avremmo visto bene anche Faticanti e lo stesso Sounas non impiegati. L'Avellino costruisce di più e anzi, senza un grande Sorrentino, avrebbe potuto pareggiare la gara. E su una cosa siamo d'accordo con Nesta, segnando intorno al 60', l'Avellino avrebbe anche potuto vincere. Ma purtroppo, non è accaduto. Nel finale, l'ingresso di Izzo, Favilli, Biasci e lo stesso Di Paolo, per un Avellino a trazione anteriore. Tantissimi cross, purtroppo preda della buona difesa veneta. Un po' di frenesia poi ha impedito maggiore lucidità ed è arrivata una sconfitta, immeritata certamente, ma che deve far riflettere. Avellino che chiude con Xgol di 2.40, cioè avrebbe potuto, sulla carta, fare tre gol. Il Padova con lo 0.5. Insomma, i numeri spesso non spiegano tutto, ma questa volta possiamo dire che è così. Calabro ha riassunto bene la gara, una vittoria come quella dell'Avellino a Cesena, possiamo dire che è così, l'Avellino si è giocato subito quel jolly che si era costruito ad inizio settembre in terra emiliana.
Ovvio, non è tutto da buttare, anzi, la speranza è che sia stata solo una serata storta, una serata dove doveva andare così, che già martedì, a Chiavari contro la Virtus Entella, arrivino risposte positive. Anche perché ora si comincia a correre, domenica prossima ci sarà il Pisa, poi il derby a Benevento. Tre partite dove sapremo qual è il vero Avellino e se stasera, contro il Padova, è stata solo una serata amara e storta oppure c'è un campanello d'allarme al quale rispondere. Nulla di allarmante per ora, ma certamente, dopo il Padova, per questo Avellino, ci sono tanti passi indietro da registrare e sta a Nesta lavorare per invertire la rotta già in terra ligure nel turno infrasettimanale.


