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Dalle prime punte che non segnano ai troppi gol concessi. Sei cose non cambiate (nemmeno) con Iachini
lunedì 4 marzo 2024, 20:00In Primo Piano
di Mario Amoruso
per Tuttobari.com

Dalle prime punte che non segnano ai troppi gol concessi. Sei cose non cambiate (nemmeno) con Iachini

Con l’esonero di Marino e l’arrivo sulla panchina biancorossa di un allenatore dal curriculum ricco di esperienze importanti, il Bari sembrava finalmente essere in buone mani, dando la sensazione di poter riprendere il controllo di una stagione di gran lunga al di sotto delle aspettative. Le prime due incoraggianti vittorie di fronte al proprio pubblico non hanno tuttavia trovato la continuità che i sostenitori biancorossi si aspettavano. Le due sconfitte consecutive lontano dallo stadio di casa e il seguente pareggio al San Nicola contro lo Spezia, hanno fatto riemergere tutte le problematiche che i pugliesi hanno dimostrato di avere nel corso della stagione, riportando a galla i dubbi che avevano portato la dirigenza ad allontanare prima Mignani e poi Marino dalla panchina. Ecco, quindi, sei cose non cambiate nemmeno con Iachini.

LE PRIME PUNTE CHE NON SEGNANO – Eccezion fatta per la prima gara della nuova gestione, in cui a raddoppiare fu proprio una rete messa a segno da Puscas, sotto la guida di Iachini i centravanti biancorossi continuano a non trovare la via del gol, costringendo di fatto la squadra ad aggrapparsi alle marcature di SIbilli, arrivato a quota 10.

LA CONFUSIONE SUL PIANO TATTICO – Obbligato a fare esperimenti data la mancanza di certezze oltre che di tempo per creare una rosa competitiva, mister Iachini non sembra ancora aver trovato un sistema di riferimento che possa permettere ai suoi uomini di rendere al meglio. Similmente a quanto fatto da Marino, anche il nuovo tecnico ha a più riprese modificato moduli e interpreti, non riuscendo in alcun modo a garantire continuità ai suoi.

LA SCARSA PRODUZIONE OFFENSIVA – Figlia delle due condizioni precedenti è proprio lo scarso numero di palle gol. La squadra continua a sembrare in difficoltà negli ultimi metri di campo, dove – come tra l’altro affermato dallo stesso Iachini – manca sempre il passaggio chiave per chiudere l’azione. Ad un Bari che cerca la porta solo con palle lunghe e spesso imprecise, oltre che con le azioni in solitaria di bomber Sibilli, un maggiore bagaglio di opzioni non potrebbe far altro che dare giovamento.

I LIMITI DIFENSIVI – Evidente punto di discontinuità rispetto alla passata stagione è quello dei gol subiti: se la squadra che Mignani ha portato a un passo dal grande salto poteva dirsi un vero e proprio baluardo difensivo, quella attuale non può di certo concedersi lo stesso appellativo. Con Iachini, nel corso delle cinque gare disputate, una sola è stata la rete inviolata portata a casa in occasione della sfida interna contro la Feralpisalò penultima della classe. A far tremare il pubblico sono, d’altro canto, le sei marcature concesse agli avversari, ai quali – in occasione delle due sfide esterne – i galletti non sono stati in grado di rispondere.

L’ATTEGGIAMENTO – Nonostante la necessità di portare a casa i punti necessari per allontanarsi dalle zone pericolose della classifica, gli uomini in campo non sembrano metterci la grinta necessaria per strappare il risultato. A nulla servono i continui incitamenti dei tifosi a una squadra che, complice un atteggiamento raramente aggressivo e spesso ulteriormente aggravato dalla paura di subire le avanzate avversarie, sembra aver già smarrito l’entusiasmo portato dai sei punti messi in cassaforte grazie alle due vittorie interne consecutive.

LE POLEMICHE DEL PUBBLICO – Conseguenza di questa tanto attesa svolta che continua a ritardare non può che essere una protesta da parte del pubblico di casa, che altro non può fare se non alzare la voce e far sentire il proprio disappunto nei confronti di una condizione dalla quale mister e dirigenza non sembrano proprio saper uscire.