Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomoempolifiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromatorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventobresciacasertanacesenafrosinonelatinalivornonocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloternanaturris
Altri canali euro 2024serie bserie cchampions leaguefantacalcionazionalipodcaststatistichestazione di sosta
tmw / bari / Esclusive
Floriano a TuttoBari: "Bari, momenti indelebili. Longo profilo perfetto"
mercoledì 19 giugno 2024, 11:30Esclusive
di Giosè Monno
per Tuttobari.com

Floriano a TuttoBari: "Bari, momenti indelebili. Longo profilo perfetto"

Se c'è un calciatore che ha lasciato un bel ricordo a Bari non possiamo non menzionare Roberto Floriano. Dopo quasi vent'anni di carriera, l'attaccante ex - tra le altre - di Bari, Palermo e Foggia ha deciso di dire basta con il calcio giocato per intraprendere la nuova vita da direttore sportivo nel Carvaggio, squadra che milita nel campionato di serie D. 

Nella sua lunga carriera Floriano vanta due promozioni con Bari e Palermo dalla D alla C, contribuendo attivamente alla risalita delle due più importanti e calorose piazze del sud Italia. Nell’ultima stagione al Desenzano, in serie D, la scelta ben ponderata di iniziare la nuova vita da direttore sportivo.

In esclusiva ai nostri microfoni, Floriano ripercorre i momenti  vissuti a Bari, sicuramente tra i più belli della sua carriera: "Tanti sono i momenti belli vissuti a Bari. Quello che porto nel cuore è sicuramente il primo a Messina in serie D. Era una situazione paradossale. I biancorossi si affacciavano per la prima volta tra i dilettanti ed io scendevo dalla B. Mettemmo subito in chiaro che sarebbe stata una stagione di passaggio. Anche il gol sotto la curva contro la Nocerina dopo pochi secondi con l'esplosione di gioia del San Nicola. La gente arrivata in aeroporto per noi dopo la promozione, a dimostrazione del blasone della piazza. Insomma, davvero momenti indimenticabili che porterò nel cuore per sempre".

Come mai hai deciso di appendere le scarpette al chiodo? "In realtà è stata una decisione meno sofferta del previsto. Avevo ancora in previsione di disputare un'altra stagione, ma dopo l'esperienza di Palermo con l'approdo a Milano mi sono reso conto di non avere più le motivazioni del passato, forse il cambio di ambiente, abituato a giocare negli stadi pieni come ero abituato nelle ultime stagioni, non lo so. Tengo comunque a precisare però di essere stato professionale fino all'ultimo giorno, rispettando tutti e in primis me stesso. Mi sono reso conto che internamente qualcosa mi mancava e avevo, tra le altre cose, valutato l'opportunità di poter restare nel calcio in un ruolo diverso".

Un po' come è successo al tuo ex compagno Di Cesare: "Di Valerio ho solo ricordi belli, ha scritto la storia a Bari negli ultimi anni. E' stato determinante, un capitano che all'interno dello spogliatoio era leader indiscusso. Secondo me lo sarà anche in altre vesti perché è una persona molto intelligente e soprattutto professionale. Non si può non volergli bene".

Cosa ti aspetti dal Bari per la prossima stagione? "Mi aspetto un Bari diverso rispetto all'ultima agognata stagione. Per fortuna è riuscita a mantenere la categoria. Bari non è abituata a questo tipo di situazioni perché è una piazza molto esigente ed ambiziosa. Senza dubbio è stata una annata difficile e mi auguro che possa disputare un campionato da protagonista come meritano i tifosi. Longo è un grande allenatore. Ha vinto campionati di B, ha l'esperienza giusta per allenare in una piazza esigente. Sicuramente potrebbe essere il profilo perfetto per il Bari".

Ci parli della nuova esperienza da Ds: "La nuova esperienza è particolare. Perché cambia il modo di vivere il calcio. Fino a qualche mese fa pensavo solo a giocare, oggi devo scegliere i giocatori e cercare di fare un vestito adatto al mister in base al suo credo. Indubbiamente si lavora molte più ore rispetto al calciatore (sorride) non al livello fisico, ma sicuramente dal punto di vista mentale. Una esperienza molto affascinante".