Bari, una difficoltà offensiva e la poca volontà di risolverla
Enrico Scoccimarro
Qualche amnesia difensiva, qualche grigio 0 a 0, un vero spartito troppo sbiadito ed ecco che gli ingredienti per rischiare la permanenza in serie C diventano preoccupanti, sempre di più. Perché continuare a ignorare chi potrebbe accendere la luce?
Il campionato di Serie C non concede sconti a chi confonde la categoria con un palcoscenico transitorio e pretende di sbarcare il lunario affidandosi esclusivamente alle fiammate estemporanee dei singoli: l'involuzione offensiva del Bari racconta la storia di una squadra che, privata delle giocate isolate - su tutte quelle dj Karlo Butic - si ritrova pericolosamente nuda di fronte ai propri limiti strutturali. Quante volte in questa stagione la manovra dei biancorossi si è infranta contro la mediocrità di una proposta di gioco scolastica e ripetitiva? Lo dimostrano impietosamente i pesanti zero a zero maturati quando le partite si imbrigliano nei binari dell'equilibrio e nessuno riesce a trovare la chiave per scardinare le difese avversarie: se manca un'idea collettiva, un principio codificato di occupazione degli spazi e una coralità d'azione, ogni offensiva si riduce a un tentativo disperato e solitario destinato a infrangersi contro il muro della stanchezza e dello scetticismo generale.
In un contesto tattico così drammaticamente sterile, povero di sbocchi e incapace di produrre calcio con continuità, viene da chiedersi quale logica perversa continui a giustificare l'accantonamento di profili come Sebastiano Esposito: come si può pretendere di dare una scossa a una squadra che ristagna nella sua stessa pochezza offensiva continuando a rinunciare a un talento purissimo, desideroso di spaccare il mondo e di dimostrare il proprio valore nella categoria? Se il collettivo non sa produrre gioco e galleggia nell'anemia più totale, la gestione rigida e conservativa delle risorse tecniche diventa un lusso inspiegabile e autolesionistico: affidarsi alle spalle larghe di un unico terminale offensivo significa condannarsi all'impotenza non appena le contromisure avversarie disinnescano la fonte principale. Fino a quando la panchina continuerà a ignorare le alternative di qualità che potrebbero cambiare la fisionomia della squadra, il Bari rischierà di rimanere prigioniero nella sterilità.


