Bari, casa dolce casa: il San Nicola resta inviolato anche nel deserto
Antonio Testini
Dopo la caduta contro la Salernitana, il Bari rialza immediatamente la testa. E lo fa nel modo migliore, con una vittoria convincente contro il Giugliano, costruita nel primo tempo e gestita senza particolari affanni nella ripresa. A prendersi la scena sono ancora loro, Butic e Maggiore, i due uomini copertina di una squadra che ritrova il sorriso e, almeno per una notte, anche la vetta della classifica.
Due gol, due firme ormai familiari. Il croato sblocca la partita dopo appena sei minuti, sfruttando l'imbucata di Della Morte, a sua volta servito da Grgic. Al 45' è invece Maggiore a mettere il sigillo sul risultato, svettando di testa sul cross di Tribuzzi. Per entrambi si tratta del quarto centro in campionato: numeri che raccontano il peso specifico dei due giocatori all'interno di una squadra che, in questa fase della stagione, sembra aver trovato nei suoi uomini più rappresentativi un punto di riferimento imprescindibile.
La risposta dopo la sconfitta dello scorso fine settimana era attesa, ma non era scontata. Il Bari aveva bisogno di dimostrare di aver assorbito il colpo, senza lasciare che una battuta d'arresto si trasformasse in un momento di difficoltà più profondo. La prestazione contro il Giugliano va letta soprattutto in questa prospettiva: i biancorossi hanno indirizzato la gara fin dalle prime battute, trovando il vantaggio e continuando a cercare il raddoppio. Le occasioni capitate ancora a Butic, compresa la traversa colpita al 36', e il gol mancato da Tribuzzi sulla ribattuta avrebbero potuto rendere il pomeriggio ancora più agevole. Il secondo centro è arrivato comunque allo scadere della prima frazione, premiando una squadra capace di costruire il proprio successo nei momenti decisivi.
Nella ripresa il Bari ha abbassato i ritmi, senza però rinunciare a qualche tentativo per arrotondare il risultato. Il Giugliano ha provato a riaprire la partita, ma senza trovare la precisione necessaria per impensierire davvero i padroni di casa. Anche il gol di Della Morte, annullato per fuorigioco al 72', ha rappresentato un'occasione per mettere definitivamente in cassaforte il risultato. Non è arrivato il tris, ma nemmeno la rete ospite che avrebbe potuto riaccendere la contesa.
C'è poi un dato che merita attenzione e che va oltre i tre punti conquistati. Il San Nicola, anche deserto, continua a essere un fattore. Davanti ai 2.317 spettatori presenti, il Bari ha confermato un rendimento interno di assoluto rilievo: quattro vittorie e un pareggio nelle cinque gare disputate tra le mura amiche, senza aver mai incassato un gol. Una solidità che rappresenta una delle basi più importanti su cui costruire il cammino in campionato. Il pubblico non riempie gli spalti, ma il campo racconta una squadra che in casa riesce a esprimersi con personalità e continuità.
Naturalmente, sarebbe prematuro considerare il Bari una macchina perfetta. Qualche imprecisione sotto porta, come dimostrato dalle opportunità sprecate nel primo tempo, e una ripresa meno brillante ricordano che il percorso di crescita è ancora in corso. Ma non tutte le vittorie devono necessariamente raccontare una squadra senza difetti. A volte, il segnale più importante è la capacità di reagire, ritrovare ordine e portare a casa il risultato senza complicarsi la vita.
Con questi tre punti, il Bari sale a quota 19 e si riprende momentaneamente la vetta della classifica, in attesa delle sfide di domani tra Foggia e Potenza e tra Scafatese e Sorrento. La posizione andrà verificata alla luce dei risultati delle concorrenti, ma intanto i biancorossi hanno fatto ciò che era nelle loro possibilità: vincere e ripartire.
La stagione è ancora lunga e le risposte da dare non mancano. Quella contro il Giugliano, però, è una risposta incoraggiante, soprattutto per la tempestività con cui è arrivata. Il Bari non ha cancellato ogni dubbio, ma ha dimostrato di non voler restare prigioniero della sconfitta precedente. E quando a indicare la strada sono ancora Butic e Maggiore, la vetta torna a essere qualcosa di più di una semplice ambizione.


