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Bari, tre allenatori e 0,85 punti a partita: i numeri della crisi in Serie BTUTTO mercato WEB
© foto di Nicola Ianuale / TuttoSalernitana.com
Oggi alle 12:19Serie B
di Luca Bargellini

Bari, tre allenatori e 0,85 punti a partita: i numeri della crisi in Serie B

Tre allenatori in sei mesi non sono un piano tecnico. Sono un’emergenza permanente. Non è il segnale di una squadra in fase di costruzione, ma la fotografia cruda di una stagione nata male e proseguita peggio. Il Bari 2025/26 si è presentato ai nastri di partenza della Serie B con ambizioni di alta classifica e si ritrova, a campionato inoltrato, a lottare per uscire dalle sabbie mobili della zona retrocessione. La panchina del San Nicola è diventata, suo malgrado, il simbolo di un'annata che la tifoseria biancorossa vorrebbe dimenticare in fretta. Analizziamo, dunque, il rendimento dei tre tecnici che si sono alternati sulla panchina pugliese: Fabio Caserta, Vincenzo Vivarini e Moreno Longo. Fabio Caserta: il battistrada incapace di trovare la via (24 agosto – 26 novembre 2025) Fabio Caserta eredita una squadra costruita per competere e la porta al via del campionato il 24 agosto 2025. Il tecnico calabrese, 47 anni, dirige il Bari per 12 giornate di Serie B prima di essere esonerato il 26 novembre 2025. Il bilancio numerico è impietoso: 3 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte, per un totale di 13 punti raccolti in 12 partite. La media di 1,08 punti per partita non è un disastro assoluto in termini asettici, ma è lontana dagli standard richiesti a una squadra che puntava ai piani alti della classifica. Il conto dei gol pesa ulteriormente: 13 reti segnate contro 19 subite, un passivo di -6 che racconta di una squadra fragile in fase difensiva. Emblematica la sconfitta subita sul campo del Modena (3-0 alla 3ª giornata) o il ko inaugurale a Venezia (2-1), che aveva subito spento entusiasmi estivi. Le due vittorie contro Mantova e Cesena tra ottobre e novembre avevano illuso di una svolta, ma la sconfitta casalinga contro il Frosinone (2-3) alla 13ª giornata della sua gestione ha suggellato il verdetto: esonero. Vincenzo Vivarini: il flop più clamoroso (29 novembre 2025 – 19 gennaio 2026) Subito dopo la società ha scelto su Vincenzo Vivarini, 60 anni, allenatore con esperienza in cadetteria e un palmares che include la vittoria della Supercoppa di Serie C. L'ex tecnico del Catanzaro si insedia sulla panchina barese con l'obiettivo di raddrizzare una stagione già claudicante, ma la sua avventura si trasforma nel capitolo più buio della stagione. Otto partite, zero vittorie. Il dato è devastante e non lascia spazio a interpretazioni: 0 successi, 4 pareggi e 4 sconfitte, con appena 4 punti conquistati e una media di 0,50 punti a partita che rappresenta il peggior rendimento tra i tre tecnici. Il saldo gol è il più preoccupante in assoluto: solo 3 reti segnate e 11 subite, con un -8 che grida crisi strutturale. Il momento più basso si tocca il 29 novembre 2025, quando il Bari crolla 5-0 sul campo dell'Empoli alla sua prima gara con Vivarini in panchina: un segnale di allarme che non verrà mai davvero smentito. La gestione del tecnico abruzzese si caratterizza per un'ossessiva fedeltà al 3-4-2-1, modulo che si rivela inadatto a estrarre il meglio dal materiale a disposizione. Il 19 gennaio 2026, dopo la sconfitta interna con la Juve Stabia (0-1), arriva l'inevitabile esonero. Moreno Longo: la scommessa del rilancio (dal 19 gennaio 2026) Per il terzo tentativo stagionale, la dirigenza biancorossa richiama Moreno Longo, 50 anni, già sulla panchina del Bari nella stagione 2024/25, dove aveva chiuso con una media di 1,23 punti a partita in 39 partite. Una scelta di continuità, o forse di necessità, per un club che non può permettersi altri esperimenti. I dati della nuova gestione Longo, raccontano di 6 partite giocate con 1 vittoria, 2 pareggi e 3 sconfitte, per 5 punti conquistati e una media di 0,83 a partita. Un rendimento che, pur superiore a quello di Vivarini, rimane insufficiente per ambire a una risalita rapida in classifica. Il modulo preferito dell'allenatore piemontese resta il 3-5-2, identico a quello di Caserta: la continuità tattica non sembra ancora aver prodotto i frutti sperati. Analisi: quando cambiare allenatore non risolve i problemi Sommando i dati delle tre gestioni, il Bari ha disputato complessivamente 26 partite di Serie B 2025/26 raccogliendo 22 punti (4V, 10P, 12S), con una media complessiva di 0,85 punti a partita. Un bilancio che, a campionato ancora in corso, testimonia il fallimento di un progetto tecnico che non è mai riuscito a trovare la quadra. Il dato più allarmante non è tanto la scelta degli allenatori in sé, quanto l'incapacità della squadra di reagire al cambio di guida tecnica. Il Bari di Vivarini non solo non è migliorato rispetto alla gestione Caserta, ma ha addirittura toccato il fondo con una media punti dimezzata (da 1,08 a 0,50) e un attacco praticamente azzittito (3 gol in 8 partite). Il ritorno di Longo ha portato una parziale stabilizzazione, ma la rotta è ancora lontana dall'essere corretta. La vera domanda, dunque, non riguarda quale tecnico sia stato migliore o peggiore: i numeri di Caserta, pur negativi in termini assoluti, rappresentano il picco della stagione. Il tema centrale è strutturale: una rosa che non sembra in grado di esprimere un gioco coerente indipendentemente da chi siede in panchina, evidenziando carenze che vanno ben oltre la scelta del modulo o delle rotazioni. Cambiare guida tecnica non ha cambiato il destino. E oggi il Bari deve interrogarsi su molto più della panchina.