Paganini: "Juve, per Vlahovic situazione cambiata con Spalletti. E sul Napoli..."
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Ospite di Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio, è stato il giornalista Paolo Paganini.
Stasera Bologna-Lazio, due squadre in difficoltà per motivi diversi:
"Non voglio giustificare Italiano e Sarri, i numeri sono quelli, però credo che sia Bologna che Lazio paghino scelte di mercato importanti. La Lazio non ha fatto mercato in estate, il Bologna non è stato rinforzato e anzi rispetto a un anno fa si è indebolito. Sono scusanti, ma fino a un certo punto. Al Bologna devi dare i giocatori per poter rimanere a certi livelli".
Si aspetta che Italiano possa risolvere questa crisi?
"Per come conosco Italiano, è uno molto bravo a riuscire a voltare pagina. E' vero, il Bologna è una squadra che ha fatto di più lo scorso anno rispetto alle sue reali potenzialità, ma quando incassi così tanto dal mercato poi devi capire cosa vuoi fare. Vuoi strutturarti come l'Atalanta a certi livelli o vuoi valorizzare i giocatori, venderli e prenderne altri? E' un bivio questo. Dipende dai programmi, dagli obiettivi".
Juve, rimane il nodo attaccante. E non si parla di rinnovo di Vlahovic:
"Il discorso è legato a Spalletti. Prima del suo arrivo, la dirigenza Juve aveva dato per scontato l'addio di Vlahovic a giugno. Adesso con Spalletti, che ha avuto certe parole per il serbo, lo scenario è cambiato. Ma la variabile è Allegri. Il Milan è da tanto che c'è su Vlahovic, ha parlato spesso Allegri con Vlahovic e anche Tare. Non so quanto possa recuperare il terreno perduto la Juve. Senza Spalletti che si inventava McKennie, altro problema perché in scadenza, la Juve paga un mercato sbagliato in estate. Nel mercato estivo Kolo Muani sembrava Tom Hanks in The Terminal. Voleva andare alla Juve, era bloccato lì poi non è andato. L'ingaggio di David, le commissioni per lui, ma anche Openda, Zhegrova: dovevi prenderne uno che voleva venire e conosceva già l'ambiente invece di quei tre".
Napoli, con il solo 4° posto stagione fallimentare?
"Fallimento? Le aspettative erano alte, anche alla luce della campagna acquisti estiva, dove sono arrivati giocatori importanti, con alcuni che poi sono già ripartiti. Gli infortuni hanno condizionato poi. Sei fuori da Champions e Coppa Italia, ti rimane il discorso campionato e forse a Conte va bene così, ma se vuoi crescere devi andare avanti anche nelle coppe. Ad oggi non è ancora un fallimento, ora vedremo cosa farà da qui a fine campionato".
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