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tmw / bologna / Che fine ha fatto?
ESCLUSIVA TMW - Napoli-Dudelange via Bangkok e l'intermezzo da attore: Bertrand Crasson si raccontaTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 13 gennaio 2021 09:16Che fine ha fatto?
di Gaetano Mocciaro
esclusiva

Napoli-Dudelange via Bangkok e l'intermezzo da attore: Bertrand Crasson si racconta

Che fine ha fatto Bertrand Crasson? In Italia lo abbiamo conosciuto per l'esperienza al Napoli durata due stagioni agrodolci, passando dal giocare una finale di Coppa Italia alla retrocessione in Serie B. In questi anni ha spaziato dal ruolo di commentatore tv fino addirittura a quello di attore in una fortunata sitcom. Fino al ritorno in campo, conducendo da allenatore una squadra lussemburghese alla prima vittoria alla fase a gironi di Europa League. Un percorso iniziato grazie un'esperienza di sei anni in Thailandia, a ritrovare sé stesso dopo un periodo difficile e crescendo grazie ai consigli di un maestro come Sven-Goran Eriksson. Ai microfoni di Tuttomercatoweb ci racconta la sua storia:

Bertrand Crasson, di cosa si occupa oggi?
"Io sempre ho allenato. L'anno scorso ero alla guida del Dudelange, in Lussemburgo. Poi non ho rinnovato a seguito di qualche divergenza d'opinione. Adesso sto cercando una soluzione che mi piace, chiaramente la volontà è quella di allenare un'altra squadra".

L'anno scorso si è tolto la soddisfazione di regalare il primo successo a una squadra lussemburghese ai gironi di Europa League
"Avevo preso la squadra in corsa, rimpiazzando Emilio Ferrera e abbiamo fatto una campagna in Europa League: oltre al successo contro l'APOEL Nicosia abbiamo pareggiato col Qarabag e abbiamo sfidato il Siviglia, poi vincitore del torneo. Il Lussemburgo è un piccolo paese, tranquillo, che cresce. Gli stranieri hanno dato una grande mano sotto l'aspetto tecnico. Il problema vero è che non c'è tanta gente che vede le partite, quindi bisogna ancora lavorare per far crescere l'interesse".

Nel suo curriculum anche sei anni in Thailandia. Cosa l'ha portata così lontano e così a lungo?
"Ho smesso di giocare nel 2005 e poi ho fatto per sei anni il commentatore per la tv belga. È successo che l'emittente ha poi perso i diritti TV, mentre nel privato ho vissuto un momento difficile, dopo essermi separato da mia moglie. Avevo un amico in Thailandia che mi ha proposto di raggiungerlo. Sono andato, mi è piaciuto e mi sono reso conto che si lavora bene. Ho fatto di tutto: ho lavorato con la Primavera, la Prima squadra, ho fatto il direttore tecnico. Avevo un traduttore, dopo 4 anni parlavo il Thai, ma di base. Sono tornato in Belgio nel 2018 per prendere poi i patentini necessari per allenare anche in Europa".

Che calcio ha trovato in Thailandia?
"Non ci crederete, ma il calcio è di qualità. Ci sono delle squadre come il Buriram United che giocano la Champions League asiatica e possono battere squadre giapponesi o coreane. Fisicamente o tatticamente c'è da lavorare, ma tecnica e velocità non mancano. Nella mia squadra, il Tero Sasana, ho lavorato con Sven Goran Eriksson. Lui era l'allenatore, io il suo assistente. Questo per dire che ci sono progetti seri. Non si conosce bene la Thailandia perché si pensa subito alle vacanze ma nel calcio c'è tutto quello che serve: infrastrutture bellissime, come nei professionisti in Europa. L'unico problema è che fa caldissimo sempre: 35-40° col 100% d'umidità ed è molto complicato per i giocatori giocare in queste condizioni".

Ha intrapreso tardi la carriera di allenatore, superati i quaranta. Come mai?
"Quando ho smesso di giocare ho fatto il commentatore, mi piaceva. Ero contento di smettere di giocare, non sentivo l'esigenza di mettermi di nuovo in discussione. La voglia di tornare sul campo e di ritrovare i momenti che ho vissuto da calciatore mi è venuta dopo sei anni. In Thailandia ho imparato, iniziando con i giovani con l'opportunità di fare esperienza e commettere errori, ma senza pressione".

Prima di allenare ha persino fatto l'attore
"Ho fatto parte di una serie umoristica che racconta quello che succede nello spogliatoio di una squadra scarsa, dei dilettanti allo sbaraglio. Io ero un calciatore della squadra in questione, peraltro sposato con la figlia del presidente. La serie ("Vestiaires", ndr) è andata bene, al punto da durare quattro stagioni".

Che ricordi ha dell'esperienza al Napoli?
"Ho un bel ricordo della prima stagione. Avevamo una buona squadra, giocatori come Pecchia, Ayala, Taglialatela, Colonnese, Milanese, Turrini. In casa eravamo forti. Ho un bel ricordo per il pubblico e per il calcio italiano che era il miglior campionato al mondo con i migliori giocatori. Durante il secondo anno non so ancora per quale motivo però 12-13 giocatori andarono via e al loro posto arrivarono diversi giovani. Iniziarono i guai, poi il Napoli è sceso in B e ha avuto dei problemi, sempre più problemi. L'inizio di un periodo buio per il club".

È mai tornato a Napoli?
"Sono tornato in vacanza, a Capri e dopo diversi anni sono andato a rivedere la città".

Dove si vede in futuro?
"Difficilmente in Italia, gli allenatori molto forti. Mi piacerebbe vedere un po' l'esperienza all'estero".
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